La “Città dei Papi”, con le sue rughe di pietra, è un tesoro nascosto che sa di salsedine, storia e tradizione culinaria. Una meta da scoprire senza la calca dei turisti mordi e fuggi.
Curiosando in città

Il Priamar, la fortezza che domina il mare:un gigante di pietra e storia. Non è solo un monumento, ma il simbolo stesso dellevicende cittadine. Imponente, austera ed affacciata sul mare, la fortezza – costruita dalla Repubblica di Genova tra il 1542 e il 1544 – non nacque con intenti puramente difensivi contro i nemici esterni.
Ironia della sorte, servì ai Genovesi per tenere sotto stretto controllo la città di Savona stessa, dopo averla definitivamente sottomessa. E’ un complesso che nei secoli è stato un presidio militare e una prigione (qui fu rinchiuso Giuseppe Mazzini nel 1830).Oggi il Priamar– il cui nome deriva da Pria a’ ma (pietra sul mare) – è un’area di cultura e bellezza, restituita ai cittadini e ai turisti dopo anni di sapiente restauro.

All’interno delle sue mura si possono visitare: il Museo Archeologico, dove sono custoditi i reperti che raccontano la storia di Savona dall’età del bronzo al Medioevo e il Museo Pertini-Cuneo che ospita la collezione d’arte del Presidente Sandro Pertini, nato a Stella in provincia di Savona. I Bastioni e le Terrazze offrono una vista mozzafiato a 360° sulla città, sul porto e sul golfo di Ponente. In estate, il Priamar, si trasforma in un suggestivo teatro all’aperto. La piazza d’armi ospita concerti, opere liriche e cinema, rendendola il luogo d’incontro preferito per chi cerca fascino ed atmosfera.
Tra architettura nobiliare e arte sacra
Savona ha un centro storico che spazia dal Medioevo al Barocco, testimonianza del suo passato di influente comune e sede di casati papali. La via Paleocapa – con i suoi eleganti portici ottocenteschi -è il salotto della città, mentre la caratteristica Via Pia conserva intatta la struttura medievale, con i suoi caruggi e i palazzi nobiliari impreziositi da portali in ardesia scolpita. Il polo della spiritualità è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Duomo.

Questo capolavoro dell’architettura religiosa non è solo un luogo di culto, ma un vero scrigno d’arte: al suo interno custodisce tesori di inestimabile valore, tra cui un solenne crocifisso ligneo del XV secolo e il monumentale coro intagliato del Cinquecento, considerato uno dei più importanti esempi di ebanisteria rinascimentale in Italia.

Immediatamente adiacente alla Cattedrale c’è la Cappella Sistina, l’unica esistente al mondo oltre a quella romana. Voluta da Papa Sisto IV Della Rovere come mausoleo per i propri genitori, la cappella affascina per i suoi raffinati decori barocchi e l’atmosfera di raccolta magnificenza. Proprio il legame con la famiglia Della Rovere ha conferito a Savona il titolo di “Città dei Papi”. Per gli amanti dell’arte pittorica, è d’obbligo una visita all’Oratorio di Nostra Signora di Castello dove è conservato uno dei vertici del Rinascimento italiano: il grande Polittico dei pittori Vincenzo Foppa e Ludovico Brea.
Pit-stop gastronomico: farinata e chinotto
La visita alla città non può prescindere dalla tradizione locale che è legata a due prodotti distintivi: la “Farinata Bianca”, una specialità savonese a base di farina di grano anziché di soli ceci, prelibatezza sottile e croccante e il Chinotto di Savona, agrume locale divenuto presidio Slow Food, rinomato per l’infusione delle sue scorze utilizzate in liquoreria e pasticceria. E, a proposito di cibo…
Dove mangiare
Ristorante BINO – Via Ambrogio Aonzo, 31r – 17100 Savona-E-mail: info@ristorantebino.it
Dove l’Arte incontra la Cucina

Punto perfetto per una passeggiata tra i vicoli della città vecchia, questo ristorante è l’ideale perchi cerca un’esperienza che vada oltre il semplice “mangiare fuori”. Nel cuore del centro storico di Savona e all’interno del prestigioso Museo della Ceramica, si nasconde un locale nato dalla visione dello Chef stellato Giuseppe Ricchebono (firma del celebre “Vescovado” di Noli): un manifesto di stile, colore e sapori autentici.
Haute cuisine e mangiare come “dentro un quadro”
Entrare da Bino significa immergersi nel mondo onirico di Francesco Musante, pittore nato a Genova nel 1950. Le pareti non sono semplici muri, ma tele vibranti che ospitano le opere dell’artista, rendendo l’ambiente giocoso, colto e profondamente accogliente. Gli arredi sono moderni e l’illuminazione è stata studiata per esaltare sia i piatti che le opere d’arte.
In cucina, ai fornelli si danno da fare per accontentare l’ospite il giovane e talentuoso Chef Gianfranco Rossini, affiancato da Andrea Perez. Il menu è firmato da Ricchebono la cui filosofia è chiara: materia prima locale ed eccellente, trattata con tecniche d’avanguardia, ma con il rispetto che si deve alla tradizione ligure. I piatti proposti si posizionano tra il gourmet e la tradizione più schietta, rendendo l’eccellenza accessibile e mai pretenziosa. “Bino” riesce in un’impresa difficile: essere sofisticato, senza risultare freddo. È il posto dove la creatività di Ricchebono e la fantasia di Musante si fondono, regalando agli ospiti un pranzo oppure una cena indimenticabile.
Qualche suggerimento a tavola
Non si può dire di non essere stati da Bino senza aver provato:
lo “Spaghetto Fiorini” con le cozze di La Spezia e il limone di Noli
la “Pancia di maiale” cotta ben 18 ore in forno a bassa temperatura con il Chinotto di Savona
il “Carpaccio di ricciola” agli agrumi del territorio
le “Rocche gianche”, versione tutta ligure del “Montebianco”
La cantina propone una selezione di vini scelti dalla responsabile del servizio, Laura Becce.
Qualche domanda a Gianfranco Rossino
Chef, lei è nato a Buenos Aires ma cresciuto a Savona. Quali sono state le sue esperienze prima di approdare da Bino?
Dopo varie pratiche nel Nord Italia, dove holavorato nella ristorazione stellatae avuto modo di assorbire il rigore, la tecnica e il silenzio rispettoso che si deve alle materie prime, nel Gennaio del 2024 il mio percorso professionale ha trovato una “casa”: la cucina di Bino.Il plus? Una squadra giovane che corre verso l’eccellenza in un ristorante che non ha dimenticato l’eleganza della tradizione ligure.
Come definirebbe la sua cucina?
La mia cucina non è solo un mestiere.E’ il mio modo di appartenere a questa terra: senti il sale, vedi i colori dei borghi e riscopri sapori che pensavi dimenticati. Nel ristorante non serviamo solo piatti, serviamo l’identità di una Savona che a tavola non ha paura di osare.
Per concludere, qual è il “tocco dello Chef”?
Se l’ingrediente è perfetto, la mano dello chef deve avere il coraggio di intervenire, ma con una minima e chirurgica precisione per la buona riuscita del piatto. E poi? La presenza del Museo della Ceramiche arricchisce l’esperienza gastronomica del cliente.
Dove dormire

B&B Vico delle Mandorle – Vico della Mandorla, 5/1 – 17100 Savona –
Nuovo standard di Ospitalità “Urban-Chic”
Se cercate un’esperienza che unisca il sapore della storia ligure al comfort moderno, questo Bed & Breakfast è una gemma nascosta che merita di essere scoperta. Non si tratta di un semplice pernottamento, ma di un progetto di ospitalità curato nei minimi dettagli, dove la funzionalità urbana incontra un’estetica raffinata ed accogliente.
Situato in uno dei vicoli più caratteristici del centro storico, offre un’atmosfera intima e autentica.Il punto di forza? La cura e l’attenzione ai dettagli. L’arredamento mescola elementi storici (come i soffitti a volta o le pareti in pietra) con particolari moderni. Le camere garantiscono un isolamento acustico perfetto e un riposo di qualità. L’ambiente è dotato di Wi-Fi.
Rifugio di charme nel cuore della città

Il “Vico delle Mandorle” deve il suo fascino anche alla posizione invidiabile. Si trova nel cuore della Savona antica in un tipico caruggio a pochi passi dal mare e dalle principali attrazioni della città. La Torretta, il simbolo di Savona e il porto turistico sono raggiungibili con una breve passeggiata così come la Fortezza di Priamar. E poi? Una bicicletta di ultima generazione è disponibile all’interno della struttura per l’utilizzo. Completa l’offerta un TV da55 pollici con servizi streaming e la Playstation.
Comfort “tailor-made”
L’obiettivo della struttura è chiaro: offrire ai propri ospiti un’oasi di tranquillità che permetta di vivere la città con la massima libertà, senza rinunciare ai servizi di un Hotel.
“Abbiamo voluto creare uno spazio che rispecchiasse la Savona di oggi: dinamica, elegante e accogliente. Per noi – sottolinea la proprietà – la struttura è sinonimo di ‘casa lontano da casa’. La vera differenza la fa l’attenzione al dettaglio e la capacità di consigliare ai nostri ospiti gli angoli più autentici e meno conosciuti della nostra città.”
Testo di Stefania Bortolotti|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com












































