Dalle riserve naturali alle immersioni responsabili, dalla cucina locale all’eco-glamping: ecco come quest’arcipelago tropicale scommette su turismo green e viaggiatori consapevoli.

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La foresta di palme da cocco che fronteggia la spiaggia di Grande Anse, Fregate Island Private, Seychelles ©Lucio Luigi Rossi

Al largo dell’Oceano Indiano, le Seychelles emergono come un miraggio: 115 isole – 74 coralline e le altre granitiche – che sembrano uscite da un sogno, con spiagge modellate dal vento e formazioni rocciose che ricordano vere e proprie opere d’arte.

Un paradiso per chi cerca acque cristalline e sabbia impalpabile. Ma la bellezza straordinaria dell’arcipelago è solo l’inizio.

Da tempo, infatti, le Seychelles hanno intrapreso un ambizioso cammino: diventare un modello nella lotta ai cambiamenti climatici e nella promozione della sostenibilità ambientale.

Un percorso audace, che le ha portate a tutelare e valorizzare la straordinaria biodiversità del territorio e a valorizzare un turismo sempre più responsabile.

Oggi, oltre il 30% delle acque che circondano le isole è area marina protetta – una percentuale destinata a crescere.

I coralli vengono rigenerati manualmente attraverso il “coral gardening”: piccoli frammenti coltivati in vivai sottomarini vengono poi trapiantati nei reef danneggiati.

Intanto, il turismo – motore economico del Paese – si trasforma in un’esperienza sostenibile, pensata come un dialogo armonioso tra uomo e natura.

Avventure a basso impatto ambientale

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Un sentiero nella jungla della Fond Ferdinand Nature Reserve sull’isola di Praslin, Seychelles ©Shutterstock

Per chi sceglie di esplorare queste isole con uno sguardo consapevole, le attività sostenibili e autentiche sono infinite: dalle escursioni outdoor alla sistemazione in strutture ricettive, dalla gastronomia all’incontro con la cultura locale, l’attitudine green messa in campo dall’arcipelago riguarda ogni aspetto del soggiorno.

Da dove iniziare allora la scoperta, rigorosamente ecosostenibile, dell’arcipelago? Sicuramente dall’entroterra, tra riserve naturali di rara bellezza: sull’isola di Praslin, ad esempio, nella Vallée de Mai, Patrimonio Unesco, dove cresce la misteriosa palma Coco de Mer, endemica di queste terre insulari.Un luogo unico, dove il tempo sembra essersi fermato.

Oppure, sempre a Praslin non lontano dalla Vallée de Mai, nella Riserva Naturale di Fond Ferdinand, che offre un’alternativa più tranquilla e panoramica, ideale per chi desidera camminare nella foresta tropicale, lontano dagli itinerari più battuti.

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Le tartarughe di Aldabra dell’isola di Curieuse ©Lucio Luigi Rossi

Per chi sogna infine un incontro ravvicinato con la fauna locale, la piccola isola granitica di Curieuse (in origine il suo nome era Ile Rouge per via della sua terra rossa) è una tappa imperdibile: qui, vivono libere e protette centinaia di tartarughe giganti di Aldabra, simbolo vivente della resilienza della natura.

La protezione di queste aree è parte integrante degli sforzi del governo per preservare il patrimonio naturale e promuovere l’ecoturismo e il turismo sostenibile alle Seychelles: il costo dei biglietti d’ingresso contribuisce infatti alla conservazione e al monitoraggio di flora e fauna locali.

In fondo all’Oceano e al mercato

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Il mercato “Sir Selwyn Selwyn Clarke Market”, a Victoria, dove oltre a pesce fresco si vendono anche vari tipi di frutti esotici, spezie e oggetti tipici ©Lucio Luigi Rossi

Seychelles paradiso di terra ma anche di mare. Le isole che compongono quest’arcipelago sono immerse in alcune fra le acque più limpide e ricche, in termini di ecosistema marino, dell’Oceano Indiano: praticare snorkeling o fare immersioni è un modo straordinario per esplorare barriere coralline, incontrare pesci tropicali e ammirare giardini sommersi.

Affidarsi a guide e operatori locali certificati, attenti al rispetto dell’ambiente, fa però la differenza: alcuni enti, ad esempio, propongono attività di “reef clean-up”, cioè brevi tour educativi sulla fauna locale o sessioni di raccolta dei rifiuti marini, che permettono a chi vi partecipa di contribuire direttamente alla salvaguardia di un patrimonio tanto incredibile quanto fragile.

Per entrare in contatto con l’anima più autentica dell’arcipelago, anche sostenere la cultura locale è un gesto significativo quanto semplice.

A Mahé si può passeggiare fra i banchi colorati del mercato Sir Selwyn Selwyn-Clarke, nel cuore della capitale Victoria (la più piccola al mondo con poco più di 9 km quadrati), e acquistare frutta, spezie profumate, marmellate e confetture artigianali o oggetti in legno scolpito a mano.

Un’esperienza unica per assaporare i veri sapori di questa terra e immergersi nella vita quotidiana della gente locale, promuovendo l’economia delle comunità e rispettando le tradizioni.

Turista responsabile: i gesti che contano

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Gli incontri con la fauna marina sono frequenti alle Seychelles, bisogna sempre rispettare l’animale evitando ogni tipo di contatto ©shutterstock

In ambienti fragili come le Seychelles, viaggiare in modo consapevole significa compiere anzitutto scelte rispettose.

Ridurre il consumo di plastica monouso, preferendo una borraccia riutilizzabile e sacchetti in tessuto (da riempire con prodotti acquistati al mercato!), è un primo passo concreto.

È importante poi seguire anche norme adeguate con la fauna marina evitando qualsiasi contatto con tartarughe o coralli, oltre a non abbandonare mai i sentieri segnalati (soprattutto nei parchi e nelle riserve), preservando così l’equilibrio del territorio e permettendo alla vegetazione di rigenerarsi.

Prima della partenza, è inoltre utile informarsi sui codici di comportamento ambientale suggeriti da enti locali come la Seychelles Sustainable Tourism Foundation. L’ambiente ringrazierà e il vostro viaggio ancora di più.

Dormire green

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La costa di Felicitè Island, una delle isole più impegnate nella conservazione del patrimonio naturale delle Seychelles ©Lucio Luigi Rossi

Anche il luogo in cui si dorme può diventare parte integrante di un’esperienza rispettosa: sempre più strutture sull’arcipelago scelgono, in quest’ottica, di abbracciare un’ospitalità ecocompatibile, in grado di coniugare bellezza e responsabilità.

Fra gli alloggi ideali per chi desidera viaggiare con coscienza (e sempre con stile!) alcuni sono imperdibili.

Come il Six Senses Zil Pasyon, a Félicité Island, resort di lusso dove ogni dettaglio è pensato per ridurre al minimo l’impatto ambientale (dalla raccolta delle acque piovane agli orti biologici sino all’energia solare); Chalets d’Anse Forbans, a Mahé, piccola guest house a conduzione locale che promuove l’artigianato tradizionale e utilizza sistemi di irrigazione intelligente; l’Hirondelle Guest House, a Praslin, con appartamenti dotati di cucine autonome per ridurre gli sprechi alimentari.

Prenotare direttamente dai siti ufficiali delle strutture permette di supportare in modo più diretto chi lavora per un turismo migliore.

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Gli Eco Pods di Cosmoledo sono ricavati da container navali ristrutturati e sistemati sulla spiaggia

Dedicati ai giovani o ai viaggiatori più avventurosi, gli eco-glamping offrono un’esperienza immersiva nella natura senza per questo rinunciare al confort.

Qualche indirizzo? A Bird Island (mezz’ora di volo da Mahé), l’omonimo lodge ha camere costruite con materiali locali e dotate di sistemi di raccolta dell’acqua piovana; nell’atollo di Cosmoledo, a Wizard Island, il Cosmoledo Eco Camp dispone di 8 raffinati Eco Pods fronte mare, progettati per ridurre al minimo l’impatto ambientale e offrire al tempo stesso un’esperienza confortevole, autentica e immersiva. Le piccole sistemazioni abitative sono ricavate da container navali ristrutturati e integrati armoniosamente con l’ambiente (qui, fra l’altro, tutti i prodotti di pulizia sono biodegradabili).

Gastronomia sostenibile

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Il Curry di pollo è un piatto molto comune e viene sempre accompagnato dal riso bianco ©Lucio Luigi Rossi

Un viaggio eco-friendly passa anche dalla tavola. Qui, al largo dell’Africa orientale, tra spezie profumate e pesce appena pescato, la cucina creola diventa un modo autentico per entrare in contatto con le isole e fare scelte consapevoli.

Piatti che valorizzano ingredienti locali, stagionali e freschi riflettono non solo il rispetto per la tradizione culinaria ma anche quello per l’ambiente.

Sostenibilità è anche mangiare prelibatezze locali a km zero e con ingredienti a basso impatto.

Un esempio su tutti? Il curry di pollo o quello di pesce, entrambi al latte di cocco (a base di tonno o dentice insaporito con curcuma, zenzero e citronella e cotto lentamente in una crema di latte di cocco preparata in casa), lo stufato (dhal) di lenticchie rosse con spezie dolci e verdure di stagione, l’insalata di papaya verde (grattugiata fine e condita con lime, sale e peperoncino), il polpo al curry accompagnato da riso.

Ma anche chips di banana verde, snack fra i più popolari nell’arcipelago, e marmellate artigianali: di mango, ananas, jackfruit (giaco in italiano), sono ottime per una colazione sostenibile così come deliziosi souvenir da portare a casa.

Cucinare con verdure, frutta, spezie e pesce rigorosamente a “miglio zero”, compostare gli scarti organici, ridurre il packaging e utilizzare stoviglie compostabili sono alcune delle buone pratiche portate avanti da numerose strutture alberghiere delle Seychelles: non si spreca nulla, si protegge l’oceano (grazie alla pesca sostenibile che privilegia metodi tradizionali) e si valorizza un turismo che nutre anche il futuro.

Curiosità sostenibili

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Una tartaruga gigante di Aldabra (Aldabrachelys gigantea) sull’isola di Fregate Island Private, Seychelles ©Lucio Luigi Rossi

Sapevate che alle Seychelles le tartarughe giganti di Aldabra sono più numerose degli abitanti? Sull’arcipelago vivono infatti oltre 100 mila esemplari di questa specie (la popolazione, invece, è di circa 90 mila unità), molte delle quali si trovano sulle isole di Aldabra e Curieuse.

Questi animali, considerati “giardinieri naturali”, sono fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi locali.

Assolutamente sostenibili nell’arcipelago sono anche i saponi: molti resort producono infatti in loco saponi, oli ed essenze utilizzando erbe locali e ricette tradizionali.

Una pratica, questa, che permette di ridurre gli imballaggi, sostenere l’artigianato e garantire prodotti biodegradabili, rispettosi del fragile ecosistema marino.

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Sono moltissime le biciclette che transitano nella piccola cittadina di La Passe sull’isola di La Digue @Lucio Luigi Rossi

In alcune isole, poi, non circolano auto. La Digue, ad esempio, è quasi completamente car-free (anche se negli ultimi anni il numero di auto in circolazione è cresciuto): ci si sposta a piedi, in bici o con piccoli carretti elettrici, riducendo così l’inquinamento e vivendo il territorio in modo lento e rispettoso.

Alle Seychelles, infine, persino lo yoga può essere sostenibile: in molte strutture, le sessioni di quest’antica disciplina di meditazione e rilassamento vengono organizzate e proposte all’aperto, senza l’uso di impianti audio o materiali sintetici, per favorire la connessione con l’ambiente e ridurre ogni tipo di impatto.

Infoutili

Documenti: Passaporto in corso di validità. E’ obbligatoria la richiesta di un’autorizzazione di viaggio da ottenere online nei 30 giorni antecedenti l’arrivo a Mahè. La domanda deve essere presentata per l’approvazione sul sito ufficiale all’indirizzo: https://seychelles.govtas.com/it     

Tutte le informazioni sulle Seychelles si possono richiedere a Tourism Seychelles c/o ITA Strategy srl, Viale Aventino 80, 00153 Roma. Tel. O6 5090135 info@seychelles-ita.it – www.seychelles.com/home

Testo Sonja Vietto Ramus foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com