Alta Val Tidone: un territorio, mille emozioni

La magia di un territorio unico, fatto di storia, borghi straordinari, natura incantevole e gustosi prodotti tipici, particolarmente vocato per il turismo slow dove gustare il piacere su misura

Alta Val Tidone è un comune in provincia di Piacenza, sorto dall’unione di Pecorara, Nibbiano e Caminata. È immerso nelle medie ed alte colline appenniniche, praticamente confine con la provincia di Pavia e la Lombardia ed è immerso in un suggestivo paesaggio agro naturalistico ricco di aree boschive e specie floreali, in armonia con l’attività locale prevalentemente agricola.

Ogni stagione regala colori, profumi, esperienze diverse: in primavera c’è la rinascita della natura dopo la rigida stagione invernale, l’estate risplende con il verde intenso di prati e boschi, l’autunno  è accompagnato dai tanti colori dei vigneti mentre l’inverno si caratterizza per le temperature fresche e l’aria pungente, specialmente nelle zone più elevate. In questa stagione le colline sono spoglie ma offrono panorami suggestivi spesso avvolti dalla nebbia, ma con sprazzi di sole che illuminano scorci molto affascinanti.

Torrente Tidone: nasce dal Monte Penice a oltre 1000 metri  di quota e dopo una corsa di una cinquantina di chilometri si getta nel Po

Il suo nome deriva dal torrente Tidone

Il suo nome trae origine dal torrente Tidone, un corso d’acqua di 47 chilometri che nasce dal Monte Penice a oltre 1000 metri di quota e si getta nel Po in territorio piacentino. Nella sua corsa verso il grande fiume attraversa alcuni comuni a nord e a sud del territorio piacentino, dando vita alla Val Tidone.

Buona parte del fiume è ancora oggi punteggiato di mulini storici, non più funzionanti, ma in discreto stato di conservazione, che facevano parte dell’antico sistema molitorio della media ed alta Val Tidone.  Se ne contano una cinquantina, ma solo pochi di essi conservano ancora le attrezzature di una volta, tra questi si ricorda il Mulino di Borgo Lentino, uno dei più significativi, che ospita il Museo della Civiltà Molitoria, con attrezzi e documenti storici.

Il territorio dell’Alta Val Tidone è un paradiso per gli escursionisti grazie ai tanti sentieri con varia difficoltà da percorrere a piedi o in bici

Passeggiate ed escursioni

L’Alta Val Tidone offre numerose opportunità per passeggiate ed escursioni, come il lungo Sentiero del Tidone,  un percorso immerso nella natura di 69 chilometri che attraversa due regioni, due province e tanti comuni e permette ammirare in assoluta tranquillità e sicurezza le bellezze naturali del territorio. Per gli appassionati di natura meritano una tappa il Lago di Trebecco e l’annessa diga del Molato. Si trovano ai piedi del Monte Bissolo, proprio di fianco al Sentiero del Tidone.

Lago di Trebecco e Diga del Molato

La diga, realizzata tra il 1921 e il 1928,  fa da sbarramento al fiume Tidone dando così origine al Lago di Trebecco. Negli ultimi anni è diventata destinazione privilegiata per gli amanti della natura, del trekking e delle escursioni a piedi e in mountain bike.

Altro tracciato escursionistico è la Via degli Abati che passa dall’Alta Val Tidone toccando le località di Caminata e Trebecco. Un tracciato di difficoltà medio alta che si snoda per sentieri e mulattiere attraversando valli e crinali. Ci sono anche percorsi ad anello che includono borghi storici come Rocca d’Olgisio e Caminata, o siti naturali come il Lago di Trebecco. 

Il suggestivo borgo di Caminata, una delle tre località che hanno dato vita al Comune di Alta Val Tidone

Cosa vedere nell’Alta Val Tidone

 Anche se il comune è di piccole dimensioni ci sono tante cose da vedere ed ammirare. Ad esempio a Caminata è possibile fare una suggestiva passeggiata nell’antico borgo dove c’è ancora traccia di misteriosi passaggi sotterranei, oggi murati, che in passato collegavano, una con l’altra le abitazioni del borgo,  dando vita ad una fitta rete di camminamenti, utilizzati molto probabilmente come via di fuga.

I ritrovamenti di anfore, tabelloni, embrici romani e i resti di un edificio presumibilmente adibito a fornace per la produzione di laterizi ritrovati nelle aree circostanti all’antico borgo di Caminata, in prossimità della foce del rio Cavaglione nel Tidone,   certificano la presenza romana nella zona.

Da visitare, oltre al borgo con le caratteristiche case in sasso, anche la settecentesca Chiesa dei Santi Sinforiano e Timoteo, al cui interno sono custoditi pregevoli oggetti realizzati in ferro battuto.

A Pecorara – località con circa 700 abitanti situata in una posizione boschiva nella valle del Tidoncello, affluente del Tidone – di sicuro interesse è la Chiesa di San Giorgio.

Nota come il “Duomo della Montagna di Val Tidone”. Edificata tra il 1792 e il 1797 su progetto di Mastro Pietro Speltini è contraddistinta da uno stile barocco, negli stucchi e nell’altare proveniente dalla chiesa di San Vincenzo a Piacenza. La facciata neoclassica è a capanna, coronata da un frontone triangolare, tripartita e rinserrata agli angoli da due ordini di lesene, separati da una cornice modanata in aggetto. L’edificio è preceduto da un ampio sagrato lastricato in pietra. 

Il borgo di Nibbiano visto dall’alto

Nibbiano uno dei centri più vivaci della media ed alta Val Tidone

Infine Nibbiano, l’antica Curte Neblani,che ha conservato pressoché intatto l’impianto originario. Infatti ancora oggi è caratterizzato dalle case in sassi di torrente e laterizi, disposte a formare quello che in origine era un nucleo fortificato.

Meritano una tappa il castello, risalente ai primi decenni del XIII secolo, e la Chiesa di San Pietro Apostolo, edificata tra XVI e XVII secolo. La decorazione interna è stata realizzata all’inizio del XX secolo dal pittore senese Umberto Giunti. Tra il 2005 e 2006 è stato eseguito il restauro della facciata e del campanile quest’ultimo risalente al XVII secolo.

É uno dei centri più vivaci della valle, soprattutto nel periodo estivo. La  sua piazza e le suggestive vie del centro storico sono protagoniste di sagre e feste tradizionali, occasioni in cui poter conoscere i prodotti tipici De.Co. (cioè a Denominazione Comunale) e dove immergersi in usi e costumi caratteristici, tra cui un importante repertorio di musiche e balli.

Strà di Alta Val Tidone: il Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti

A Strà il Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti

A Strà di Alta Val Tidone si trova il  Santuario della Beata Vergine Madre delle Genti. Costruito nel 1958 per ricordare l’eccidio di nove civili, tra cui alcune donne e un bambino, per mano dei nazifascisti durante una rappresaglia del 1944.

Nella parte superiore del Santuario è posta la statua della Madonna “Madre delle Genti” che fu benedetta nel 1958 in San Pietro dal Pontefice Pio XII e solennemente incoronata nel 1962. La statua lignea, scolpita ad Ortisei dallo scultore Giuseppe Runggaldier, rappresenta la Madonna nell’atto di stendere le mani, in segno di protezione, su una famiglia inginocchiata ai suoi piedi.

Genepreto –  il cui nome è probabilmente riconducibile alla antica presenza del ginepro che in epoca medievale ricopriva la collina dove oggi sorge il paese – rappresenta con i suoi prodotti e le sue usanze, un po’ tutta la filosofia di vita della valle.

Infine a Sala Mandelli da non perdere l’antico castello, la chiesa di origine trecentesca di Sant’Andrea e la sagra del batarö.

Alta Val Tidone: tartufo nero di Pecorara De.Co.

Le tipicità dell’Alta Val Tidone

 Il termine batarö indica il tipico pane di questa terra a base di farina di frumento e di mais, in percentuali variabili, lievito madre, acqua e sale. Il prodotto una volta infornato si rigonfia e si divide nel mezzo. Le due metà, non completamente divise, vengono farcite con coppa, salame e pancetta, i tre salumi Dop piacentini, e con formaggi del territorio.

L’altra eccellenza agroalimentare e gastronomica di questo territorio è il Tartufo Nero di Pecorara. Dal 2014 il prezioso fungo ipogeo, autentico oro nero dell’Alta Val Tidone, è stato riconosciuto prodotto De.Co del Comune di Pecorara ottenendo poi dal Ministero dello Sviluppo Economico la registrazione del marchio.

Nero di Pecorara De.Co.: quattro dei cinque prodotti derivati

Poi ha preso vita il brand “Nero di Pecorara” e grazie al prezioso lavoro di un’azienda del territorio, Ranca Tartufi e Delizie di Vernasca, sono stati ideati cinque prodotti derivati: carpaccio, olio,  trito, burro e salsa tartufata.

Annualmente il “Nero di Pecorara” viene celebrato con una grande festa in programma a metà ottobre. Un appuntamento atteso, giunto alla 34esima edizione, chiamato ancora una volta a celebrare il tartufo nero de.co., vero e proprio oro nero nello scrigno dei sapori del territorio dell’Alta Val Tidone.

«L’obiettivo di questo progetto che vede il nostro Comune al fianco di cavatori, trasformatori, esercenti, commercianti ed associazioni di volontariato, – evidenzia Franco Albertini, sindaco di Alta Val Tidone –   è quello di rendere il Nero di Pecorara un prodotto caratterizzato da una forte identità, riconosciuto ed apprezzato anche fuori stagione e strumento di promozione turistico del nostro territorio».

Alta Val Tidone: Patata De.Co. di Busseto

La Patata De.Co. di Busseto

Un altro importante prodotto dell’Alta Val Tidone è la Patata De.Co. di Busseto. Di forma tondeggiante tendente all’ovale, deve il suo nome alla località di produzione, Busseto, un paesino immerso nella natura con un clima ideale per la coltivazione e la crescita di questo tubero.

L’aratura viene praticata esclusivamente nel periodo che va dal 21 marzo al 21 giugno. La semina, invece, deve essere effettuata nel periodo compreso tra il 15 aprile ed il 30 giugno. Infine, la raccolta, manuale o meccanica, avviene dal 20 agosto al 30 di novembre. Le patate di Busseto vengono coltivate naturalmente, senza l’impiego di trattamenti effettuati con prodotti di sintesi chimica.

Anche questo prodotto ha la sua festa. Si svolge annualmente la terza domenica di agosto ed è l’occasione per scoprire questo prodotto e le sue gustosissime rivisitazioni.

Alta Val Tidone: una delle feste che annualmente animano Nibbiano

Infoutili

Per maggiori informazioni visitare il sito Visit Alta Val Tidone: visitaltavaltidone.it

Testo di Tiziano Argazzi| Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com