OKTOBERFEST DELL’ALTRO MONDO

Fondata da un prete tedesco, nel 1940 ha accolto i marinai di una corazzata nazista affondata al largo dell’Uruguay, ha tre birrifici artigianali e una sua Oktoberfest, come quella di Monaco: è Villa General Belgrano, uno spicchio di Baviera nel cuore dell’Argentina.

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Baite in stile alpino, tetti spioventi come se dovesse nevicare da un momento all’altro e bandiere tedesche nel bel mezzo delle ‘sierras’ argentine, nella provincia di Cordoba, la seconda del paese per numero di abitanti: Villa General Belgrano è l’anomalia culturale del paese che nelle prime due settimane di ottobre brinda alla sua  46° Fiesta Nacional de la Cerveza, l’Oktoberfest sudamericana in puro stile bavarese.

Nato negli anni ‘30 questo piccolo borgo è presto diventato un punto d’incontro per tutti i tedeschi d’Argentina. Oggi le migliaia di turisti che arrivano qui per la Fiesta della cerveza trovano quindici stand di altrettanti produttori, in gran parte argentini, che offrono birra chiara (pils), rossa (roja) e scura (bock), bande e ballerini da tutto il mondo che si esibiscono sul palco centrale, profumo di segatura e legna tagliata che aumenta le sensazione di aver cambi4031599547_bffec38736ato continente per concedersi un pomeriggio in una valle delle Alpi.

Come ogni anno, con il boccale di birra in mano, il “Monaco Nero” con il cappuccio bordato di giallo veste i colori di Monaco di Baviera e guida la sfilata inaugurale per le vie cittadine. Lo seguono donne in costume tipico bavarese e “Die Biermusikanten”, l’orchestra di Villa General Belgrano in camicia bianca, bretelle e pantaloni sopra il ginocchio. Arrivati al Parque Cervecero (Parco Birraio) gli organizzatori innalzano l’Albero della festa (Maikranz) e la birra inizia a scorrere con il primo barile letteralmente spruzzato sulla gente sotto al palco, col bicchiere in alto per raccogliere la bionda schiuma.

Villa General Belgrano è nata nel 1929, quando Don Pablo Heintze e il suo socio, a Jorge Kappuhn acquistano un grande appezzamento di terra, chiamato “Il Salice” e decidono di costruire qui una comunità di agricoltori di lingua tedesca, una piccola enclave fra le colline, dedicata al lavoro nei campi. Tre anni più tardi arrivano le prime quindici famiglie e nel 1940, in piena Guerra Mondiale si aggiunge l’equipaggio della corazzata nazista Graaf Spee, affondata in battaglia nel Rio della Plata, il lembo di mare che bagna Uruguay e Argentina. I corazzieri in rotta dopo uno scontro con la marina inglese hanno incontrato un pezzo di casa loro e si sono fermati.                                                                         

Da allora immi4032392782_2d34a74b1fgrati tedeschi o argentini figli discendenti di famiglie di Berlino, Colonia o Monaco hanno continuato ad arrivare qui, attratti dallo sviluppo turistico e dalla comunità che cresceva sempre più. Oliver è uno di loro, arrivato qui nel ’75 per lavorare in una delle tre fabbriche di birra artigianale, in rigoroso stile bavarese, di Villa General Belgrano. Figlio di tedeschi ma nato a Buenos Aires, si tiene ben stretta l’Oktoberfest: “Non è qualcosa solo per i turisti – spiega davanti a un boccale da litro di birra ‘pils’ – noi del posto la sentiamo molto”. E aggiunge “l’11 ottobre, anniversario della fondazione, è la festa della città: chi abita qui entra gratis nel Parque e così ci si ritrova tutti attorno al tavolo, esattamente come i primi tedeschi arrivati a vivere qui”. E il giorno dopo non lavora nessuno, i negozi e le banche restano chiusi: una giornata di riposo per smaltire la birra, i crauti e i wurstel avvolti nella pancetta.

 

di Matteo Acmè

http://www.elsitiodelavilla.com/oktoberfest/

 

Marcelletti Tour Operator propone un viaggio “Non solo Argentina”,  “Patagonia e non solo” (13 giorni/10 notti) adatto a chi ama la grandiosità della natura e il silenzio dei ghiacci. Il tour parte da Buenos Aires e attraversa le distese di sale del nord e le rovine precolombiane che caratterizzano da sempre questo continente. Dopo aver visitato la capitale del tango e i suoi quartieri più eleganti e prestigiosi, si giunge a El Calafate per ammirare il Parco Nazionale de los Glaciares e fare un giro in barca nel Ghiacciaio del Perito Moreno, uno dei pochi al mondo in fase di avanzamento. Da qui si punta a nord verso Salta, tra colori vivaci e montagne verdeggianti che avvolgono i villaggi di Cafayate e le rovine di Quilmes, circondate da mura spesse ed edifici multiformi l’uno a ridosso dell’altro, per poi arrivare alla Quebrada de Humahuaca, un lungo e stretto canyon protetto dall’Unesco.

Chi parte a inizio gennaio, di ritorno a Buenos Aires troverà l’arrivo del Dakar 2010, il famoso rally su tracciato argentino che parte e termina nella capitale dopo aver toccato numerose città del Paese con un circuito di oltre 9.000 chilometri.

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