I tetti antichi di un borgo da recuperare

Una storia mediata da elementi semplici come i tetti. Tegole graffiate dal tempo che sono lì a testimoniare la semplicità architettonica del quieto incedere dei secoli. 

Quattro amici innamorati della loro città. Quattro soci che, per amore della loro città, si inventano un progetto di recupero delle case fatiscenti del borgo antico rendendole  “economicamente”  vive.  Case sfitte che producano reddito ai proprietari e benefici all’intero paese. L’albergo diffuso dovrebbe diventare una scelta obbligata nei borghi antichi per non  snaturare il territorio con i soliti ecomostri . In Carnia è una realtà già dal 1980. E allora recuperare le vecchie case sfitte e i palazzi baronali per affittarli come case-vacanze gestite direttamente dai proprietari,  vuol dire far rivivere borghi altrimenti abbandonati all’incuria. Vuol dire salvaguardare l’aspetto storico del luogo ed evitare ristrutturazioni selvagge, dove gli scempi di infissi in alluminio e tetti in lamiera in sostituzione dei vecchi coppi, o intonaci che nulla hanno a che spartire con i colori tradizionali del luogo (come ad esempio a Comacchio!) sgomentano chi ancora ama questo Paese. L’attività dell’Associazione “I tetti antichi” nata il marzo scorso, tende a ricreare la calda visione di un passato-presente fatto di odori, sapori, colori e sensazioni che abbracciano chi sa e vuole respirare scenari che raccontano da lontano. Come i tetti antichi appunto. A poco più di 300 metri di altezza e a 6 km dal mare, Città Sant’Angelo , fondata nei primi anni dello scorso millennio, ha preservato il suo borgo dalla struttura tipicamente medievale con il corso principale che attraversa un reticolo di piccoli vicoli e cortili antichissimi che si diramano dalla cattedrale del 1300 al quartiere del Casale. Accolto dal Club dei Borghi più belli d’Italia, in una posizione geografica invidiabile tra la costa adriatica e le belle montagne dell’Appennino centrale, è un territorio a forte identità rurale dove scoprire le ottime produzioni di olio d.o.p. e del vino Montepulciano. E questo porta Città Sant’Angelo a entrare di diritto nelle “città slow”. Città Slow è una rete di comuni impegnati nel migliorare la qualità della vita degli abitanti e dei visitatori, trasferendo al governo cittadino le esperienze maturate nel mondo enogastronomico attraverso la rete di Slow Food. La rete, nata nel 1998 per iniziativa dei sindaci di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano, e della stessa Slow Food promuove una filosofia di vita all’insegna di ritmi più umani ed ecosostenibili. Il titolo di Città Slow concesso per tre anni ai comuni con meno di 50.000 abitanti si rinnova a condizione che le amministrazioni rispettino le condizioni primarie di ammissibilità. L’Associazione “I tetti antichi” nasce con la collaborazione dell’Amministrazione locale con la finalità di incentivare il recupero urbanistico ed il rilancio del centro storico creando un circuito di case vacanza in forma non imprenditoriale di short lets al fine di portare turismo nel borgo e di innescare l’interesse dei proprietari ed il conseguente recupero delle unità abitative non utilizzate. Al momento sono già due le case disponibili e molti altri contatti sono in corso. Una iniziativa da seguire con grande interesse.

Testo: Daniela Bozzani  Foto: Archivio

Dove: Città Sant’Angelo (PE), che appartiene ai “Borghi più belli d’Italia”.

Come arrivare: Auto: A14 uscita Pescara Nord. Treno: la fermata più vicina è Montesilvano (a 9km) da dove si prosegue in bus (30 minuti). Aereo: l’aeroporto di Pescara è a 20 km. Nave: porto turistico di Pescara a 17 km.

Dove mangiare: Osteria dell’Angelo. via Diaz 8, Città Sant Angelo (PE).  t.0859699023. Cucina del territorio, specialità pesce freschissimo, prezzo medio.

Info:  www.itettiantichi.it; www.comune.cittasantangelo.pe.it; www.visitacsa.it

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