Un solstizio d’estate diverso

Tra Messina e Palermo in una vallata costellata di abusi edilizi l’arte dialoga con la natura nel più grande museo all’aperto d’Europa.

Una Sicilia contemporanea con un’idea di sviluppo che non nasca dal denaro, ma dall’arte, dalla bellezza e dalla cultura, validi strumenti per reinventare una politica sociale che leghi estetica e etica. Questo, in sintesi il disegno che Antonio Presti e la sua Fondazione Fiumara d’Arte, cerca di realizzare dal 1986, anno di inaugurazione della prima opera “La materia poteva non esserci” di Pietro Consagra, in quello che diventerà un museo all’aperto lungo una fiumara a secco nei pressi di Tusa fra i monti Nebrodi. Nel tempo si sono aggiunte numerose sculture e, in una vallata costellata di abusi edilizi, l’arte dialoga con la natura pacificandola. Presti, fautore dell’idea che arte e bellezza siano intese come dono e condivisione, valori lontani dal concetto di proprietà privata, ha costruito su terreni demaniali, donando poi le opere ai comuni circostanti. E’ stato solo grazie alla comunità culturale internazionale che nel 1996 ha definitivamente risolto i processi per “abusivismo edilizio e appropriazione indebita di territori demaniali”: una vittoria politica dell’arte. Un’assurdità in un’Italia dove l’abusivismo, l’appropriazione di beni pubblici e la corruzione sono spesso patrimonio di pochi potenti. Lo scorso 21 marzo il parco scultoreo più grande d’Europa si è arricchito di una nuova opera ideata dallo stesso Presti e realizzata da Mauro Staccioli. “38° Parallelo” è una piramide monumentale con un significato simbolico profondo. Il triangolo, alto 30 metri, è un’immagine a tre punte i cui vertici sono Arte, Religione e Filosofia. Immagine simbolica della Sicilia e un invito a meditare sul destino degli uomini in lotta tra materia e spiritualità e un ammonimento sull’appiattimento morale di una società che è indotta dal consumismo a perdere il senso della bellezza e della giustizia. Anche la scelta dell’equinozio di primavera per l’inaugurazione, il primo giorno di una nuova stagione che invita al risveglio e alla rinascita, non è stata casuale. Una scelta simbolica per evocare e invocare quel tempo sacro e universale che la Piramide rappresenta: le ore di luce e di buio sono uguali, metafora del delicato equilibrio di forze opposte e contrarie. L’imponente Piramide deve il suo nome, alla collocazione su una altura nel territorio di Motta d’Affermo (Messina) allo stesso parallelo sul quale, nell’altro emisfero, passa il confine tra Corea del Nord e Corea del Sud, quasi a voler riequilibrare la tensione conflittuale di un luogo con la sacralità dell’Arte. La struttura, un tetraedro cavo, è stata realizzata in acciaio corten: un materiale che a contatto con l’aria si ossida assumendo un intenso colore bruno. Al tramonto i raggi del sole calante lo accendono di rosso e la luce penetra all’interno della scultura attraverso un taglio sullo spigolo orientato a Nord-Ovest, in direzione di Cefalù. Quando la temperatura del metallo si abbassa, le giunture d’acciaio, rese incandescenti dall’esposizione al sole, risuonano restituendo, come dice Presti, “sonorità cosmiche, vibrazioni di Conoscenza”. Al centro della Piramide sono state poste a spirale alcune antiche pietre trovate durante i lavori di sbancamento, come se fosse la terra stessa, rossa e ferrigna, a nutrire la struttura esprimendo il raggiungimento di un equilibrio. La Piramide sarà accessibile all’interno solo il 21 giugno di ogni anno, in coincidenza con il solstizio d’estate. Ancora una volta una scelta simbolica: il 21 giugno è infatti il giorno più lungo dell’anno e le ore di luce superano quelle del buio; chi parteciperà annualmente al rito della Piramide sceglierà sempre il trionfo della luce. Tra i progetti futuri c’è, infatti, l’idea di ritualizzare l’apertura dell’opera a ogni solstizio d’estate coinvolgendo poeti, musicisti, danzatori, e di sancire un gemellaggio con le isole Eolie, dove lo Stromboli, con il suo triangolo di fuoco universale, si collega idealmente all’emergere della Piramide nel Parco di Fiumara d’Arte. Anche a Librino, uno dei quartieri più degradati di Catania, Presti prevede la creazione di un museo virtuale a cielo aperto che muti nel tempo, proponendo nuove opere da esporre in luoghi di fruizione collettiva del quartiere come le facciate di condomini su cui saranno installati lavori realizzati da artisti di fama internazionale in un coinvolgimento dei cittadini tanto nel lavoro artistico quanto nella vita di comunità. Nel maggio del 2009 è stata inaugurata la “Porta della Bellezza”: tredici opere di artisti nazionali che hanno guidato nella realizzazione delle oltre 9000 forme di terracotta che la compongono 2000 bambini del quartiere che le hanno poi firmate  diventando a loro volta giovani autori. Le creazioni, abbinate a testi poetici e ispirate al tema della “Grande Madre”, hanno rivestito i primi 500 metri di un muro che taglia Librino per 3 km come una ferita, con l’obiettivo di rivestirlo tutto e trasformarlo in un simbolo di apertura e cambiamento. Ancora una volta arte condivisa come impegno sociale e civile, strumento per promuovere le potenzialità del singolo e un percorso di crescita dell’intera collettività.

Testo: Daniela Bozzani 

Dove: Fiumara d’Arte (Sicilia)

Quando: 21 giugno

Dove dormire: L’atelier sul mare, via Cesare Battisti 4, 98079 Castel di Tusa (ME) t. 0921 334295. www.ateliersulmare.it  Albergo e museo, in cui gran parte delle stanze sono state progettate e allestite da artisti locali e internazionali, una sorta di contenitore d’arte contemporanea dove la difficoltà sarà scegliere in quale “opera” vivere l’esperienza di un magico soggiorno. Si trova a poca distanza da Cefalù sul mare

Link utili: Fondazione Fiumara d’Arte; Atelier sul Mare: librino.org

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