[Letti per viaggiare] Bentornato Galateo

Siete mai stati in crociera? O in un villaggio vacanze, o in una spiaggia, in aereo, treno, pizzeria, piscina, hotel, o in un qualsiasi posto frequentato dal prossimo, in viaggio ma anche appena fuori casa? Ovviamente sì. Allora vi sarà senza dubbio capitato d’essere vittime del peggior virus contemporaneo: la maleducazione altrui. E ne sarete stati vittime anche se voi stessi siete portatori del virus, perfino se siete voi i primi maleducati, poiché la maleducazione non rende autoimmuni ma colpisce comunque, spietata. E viene a infettarvi proprio quando siete ancora a casa vostra, dal momento che è lì che cova, per poi dare il suo peggio al contatto con altri umani.

Per curarla esiste un solo, semplicissimo, antidoto, talmente antico e omeopatico da essere oggi sempre più – ahimè – dimenticato: il Galateo. Sarebbe sperare troppo che venisse insegnato nelle scuole le quali non riescono nemmeno a insegnare la ragione per cui si dovrebbe andare a scuola, ma almeno si potrebbe auspicare la sua attuazione da parte delle famiglie, come l’addestramento dei bambini al nodo delle scarpe o all’attraversamento della strada. Invece così purtroppo non è. Il problema sarebbe minore se il Galateo fosse solo un’inutile liturgia di regolette utili appena a distinguere surrettiziamente una classe di individui dall’altra, tipo la moda nell’abbigliamento degli adolescenti. Invece l’educazione insegnata nel Galateo è esclusivamente il segno del rispetto altrui, la precisa volontà di non fare del male al prossimo, col mirato intento di non riceverne a nostra volta, e vivendo così in santa pace.

Dal momento che invece ciò non accade, abbiamo allora orde di civilizzatissimi barbari che lasciano starnazzare a tutto volume i propri bambini a qualsiasi ora del giorno e della notte su e giù per ponti delle navi e Club Mediterranée scambiati per piste d’atletica; adulti che a loro volta coi propri modi elefantiaci calpestano chiunque ne attraversi il cammino sbraitando al cellulare; vandali pronti a rovinare le ferie di chiunque abbia in sorte la loro vicinanza in qualsiasi mezzo o luogo pubblico; etnie protoumane la cui villania, nel momento in cui arrivano in una spiaggia o prato di montagna, è pari alla tenacia con cui rischiano l’infarto sotto il sole urlando al mondo la propria stupidità nell’inseguire palloni e palline incuranti dell’incolumità e tranquillità altrui; altri, i fumatori (sembra assurdo ma ancora esistono tali sado-masochistiche tribù) i quali ritengono che per una qualche misteriosa reazione bio-chimica le loro cicche debbano vaporizzarsi una volta schiacciate sotto la sabbia, con l’unico risultato d’avere spiagge colme di mozziconi; altri confidando nella suddetta reazione sperano si applichi pure alle gomme da masticare, e i più ottimisti alla plastica in genere…

Gli esempi della maleducazione sono infiniti quanto le sue diramazioni e sfumature, tutti li conosciamo, tutti li vediamo e ne siamo vittime, ma – ammettiamolo – spesso anche artefici, complice l’orrore di una quotidianità sempre più alienata ed egoistica. Allora non fa male leggersi questo delizioso volumetto, Bentornato Galateo, dove con una scrittura delicata Alberto Presutti ci ricorda sintetico ma puntuale le semplici norme di contegno per ritornare a vivere da esseri umani invece che semplicemente esistere come bestie. Vi si affrontano vari aspetti della convivenza, dai rapporti fra estranei a quelli fra famigliari o fra innamorati o colleghi, sempre tenendo presente che il Bon Ton non è un esercizio di stile ma solamente strategia per vivere bene fra persone. Come spiega magistralmente l’autore, non esiste una sola regola dell’etichetta che non abbia come semplice fine di non disturbare, infastidire, imbarazzare, offendere, danneggiare, ferire il nostro prossimo. Perfino la geometrica disposizione delle posate a tavola, lungi dall’essere un’elucubrazione paranoica di annoiati esegeti di mons. Della Casa, serve in realtà a evitare insopportabili quanto superflui svolazzi di mani e braccia sopra i piatti e contro gli altri commensali. Una lettura divertente e arguta, da mettere in pratica specialmente in questo periodo di ferie ma anche quando si ritornerà a casa. Per alcuni un ripasso, per tanti una sconvolgente rivelazione…

Bentornato Galateo, Alberto Presutti | Romano Editore – Dire e Fare | 2010, pp. 141 | euro 10,00

Testo di Andrea B.Nardi © RIPRODUZIONE RISERVATA