Salisburgo, palcoscenico del futuro



Viaggio in Austria sulle rotte dell’arte e del design nella nuova Salisburgo, Patrimonio UNESCO, che non vive più solo delle note di Mozart.

Come non intrecciare la storia di Salisburgo alle sorti del celebre compositore, che qui nacque, il 27 gennaio 1756? Il gioco della memoria unisce in un filo indissolubile l’aroma cittadino e la maestria di un’epoca musicale e culturale di cui Wolfgang Amadeus Mozart fu uno dei più fulgidi interpreti ed esempi. Splendida nell’intricata e sontuosa architettura barocca, Salisburgo è annoverata nel Patrimonio dell’Umanità Unesco. La Città Vecchia, circondata dall’ombra del massiccio dell’Untersberg che si allunga sul centro cittadino, ispira la voglia di perdersi in un racconto antico, volando fra le cupole commissionate dai principi vescovi del Seicento e i palazzi nobiliari, sullo sfondo di pietra bianca dell’inespugnabile fortezza Hohensalzburg, i cui bastioni oggi sono raggiungibili a piedi o in funivia.

La cultura della musica forma un terreno fertile e vivo a cui contribuiscono con fermenti sempre nuovi il celebre Festival annuale di lirica e musica classica, Salzburger Festspiele, e l’accademia del Mozarteum. Tuttavia il destino di Salisburgo negli ultimi anni si lega sempre più a una ricerca artistica capace di aprirsi all’estro creativo di autori e creativi, artisti e designer protagonisti della contemporaneità. Le pacifiche rive del fiume Salzach, su cui la città si affaccia, nel 2004 hanno assistito all’apertura del Museum der Moderne Mönchsberg, museo d’arte moderna e contemporanea, situato su uno dei colli cittadini. Progetto ardito grazie a un design che desidera presentare se stesso tramite forme rigorose e materiali innovativi, l’edificio inizialmente ha suscitato qualche polemica, oggi superata con la lungimiranza di una cultura che sa dialogare con il futuro.

Con la solida presenza del Rupertinum, un tempo sede originaria del museo e già menzionato nel 1350, la ricerca creativa continua a scorrere nelle vene del centro, mentre la città giunge a dotarsi di ben due impianti museali dedicati all’arte moderna e contemporanea. Una ridda di autori e idee, da Marina Abramovic e il suo Spirit of Mozart, sulle rive del Salzach, a Numbers in the Woods di Mario Merz, si succedono ogni anno in città: grazie al Salzburg Art Project, la Salzburg Foundation dal 2002 seleziona un artista differente e la realizzazione di un’opera open air nell’idea di una fruizione collettiva del tessuto artistico cittadino.

Se siete di passaggio in città, non dimenticate di affacciarvi in alcuni locali storici come la vecchia locanda cittadina, Blaue Gans, trasformata dal proprietario in art hotel o il ristorante Ikarus, dove sperimentazioni culinarie ed esposizioni di arte si coniugano all’architettura in vetro e acciaio del magnate Dietrich Mateschitz, nello scenario industrial dell’Hangar 7 in Wilhelm-Spazier. L’ispirazione continua fra concerti e percorsi di arte e creatività al Mozarteum, territorio dove si intrecciano studenti provenienti da ogni parte del mondo. Impossibile congedarsi da Salisburgo senza una visita alla casa natale di Mozart, in Getreidegasse 9, dove l’artista Robert Wilson ha creato una scenografia di oggetti, memorie e installazioni. Il geniale compositore rivive nell’ebbrezza di un secolo capace di trarre nuova forza dall’incontro del passato con il futuro.

Testo di Maddalena De Bernardi | Foto di Arturo di Casola

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