7 isole sparse nel mare del Nord, un arcipelago quasi artico che dista solo 200 km dal circolo polare e tuttavia inaspettatamente vivo e bellissimo, luogo straordinario come pochi, dove le montagne si tuffano a picco nelle acque gelate, dove fiordi e scogliere penetrano tra le coste, e dove il mare, incredibilmente, poggia in alcune sue parti, su una ricca barriera corallina.

I contatti con il mondo occidentale iniziano però verso il tardo medioevo e l’età moderna grazie al coraggio e alla passione per le scoperte di un antesignano di Colombo, un altro italiano, veneziano questa volta, il capitano Pietro Querini che ben 60 anni prima dello scoperta delle Americhe, attorno al 1432, approdò alle Lofoten. O meglio, vi naufragò, colto da una violenta tempesta che infuriava nella Manica e che gettò la sua flotta sulle coste di Røst . E’ a questo sbarco casuale sull’arcipelago che si deve la scoperta gastronomica del merluzzo essiccato, il celebre stoccafisso delle Lofoten che ancora domina le tavole europee.

Il merluzzo vive felice e prolifero nel mare delle Lofoten ed è forse la risorsa alimentare ed economica principale per queste isole; il microclima marino è assolutamente perfetto per questa specie, ma i problemi sono dietro l’angolo. I cambiamenti climatici sono una grave minaccia anche per queste latitudini, basti pensare che lo scorso luglio sono stati registrati 31° e, secondo uno studio di The Guardian dell’aprile 2018, pubblicato inizialmente su Nature, la corrente del Golfo si è indebolita di un 15% negli ultimi 1.600 anni con un calo evidente dal 2004 ad oggi quando sono iniziate le misurazioni in maniera costante.

E comunque si parla di un turismo consapevole e diversificato, non a caso le Lofoten, come già accaduto per le isole Svalbard, stanno per ricevere la certificazione di destinazione sostenibile, un marchio di qualità dato alle località che lavorano in modo sistematico per ridurre l’impatto negativo del turismo. Alle isole Lofoten, oltre che per turismo puro, si viene per fare trekking, climbing, sci-alpinismo, diving, bird-watching e caccia fotografica. E’ sempre qui, alle isole Lofoten, che si trova il più grande rapace del nord-Europa e sebbene sia una specie rara ed in diminuzione, all’interno di questi fiordi vive la più alta concentrazione di aquile di mare coda bianca. Lungo la baia di Svolvaer si nascondono un centinaio di nidi e circa 500 esemplari di aquila, dove una femmina arriva a pesare fino a 7 chili e può avere un’apertura alare che sfiora i due metri e mezzo.
Il punto più fotografato delle Lofoten, vera e propria mecca dei fotografi provenienti da tutto il mondo, fra cui persino molti australiani , è il villaggio di Hamnoy, casette rosse in legno sparse in un fiordo dal mare color acciaio e circondato da vette acuminate e solenni. Altro luogo simbolo ed iconico di queste isole è Reine, che offre un suggestivo scenario puntellato di cime che bucano il cielo cobalto e ripide scogliere . Å è l’avamposto più meridionale delle isole Lofoten, il capolinea vero e proprio, è questo il punto in cui la E10 termina la sua corsa ed è questo il paese con il nome più corto al mondo dove fra l’altro si trova un interessantissimo museo sullo stoccafisso.
Ma c’è altro quassù che rapisce profondamente. Si tratta delle aurore boreali, quella danza di luci e colori che volteggia da una parte all’altra della sfera celeste e che si origina dal sole, dalle tempeste solari, quei fenomeni che Rob Stamnes, ricercatore olandese trapiantato a Laukvik, studia oramai da 30 anni fornendo dati scientifici ai colleghi di tutto il mondo. L’attività solare ha comunque una sua ciclicità di 10/12 anni e se il 2013 è stato l’anno del picco massimo significa che il 2019 è l’anno dei minimi, non a caso anche il sito di riferimento mondiale per l’attività solare https://www.spaceweatherlive.com/it/attivita-solare ci mostra quanto sia piatta, e quindi priva di macchie, la superficie del sole in questi periodi. Ma le ricerche statistiche di Rob, dimostrano che, proprio agli anni in cui l’attività solare è più bassa, corrisponde una visibilità maggiore di aurore, meno intense, ma più frequenti. Non resta che affrettarsi e approdare alle isole Lofoten entro fine marzo, prima che la lunga notte artica, lasci definitivamente spazio al giorno di 24 ore.
Testo e foto di Luca Bracali |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
Viaggio fotografico alle Lofoten di Luca Bracali info qui
Viaggio organizzato suggerito da Latitudes * AZONZOTRAVEL Viaggio alla scoperta della Norvegia fra fiordi e isole selvagge da luglio a agosto 2019. Viaggio in Norvegia per conoscere i fiordi, le Isole Lofoten e raggiungere il promontorio di Capo Nord, ammirando lo spettacolare fenomeno del sole di mezzanotte. Durata: 11 giorni /10 notti. Quota per partecipante a partire da € 2.000
*Viaggio organizzato suggerito da Latitudes è una libera scelta redazionale












































