In autunno la Slovenia, cuore verde e sostenibile d’Europa, invita a rallentare tra foliage, terme e sapori millenari. Un viaggio autentico per rigenerarsi immersi in natura e tradizione.

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L’atmosfera autunnale in Slovenia invita a prendere tempo per se stessi ©Shutterstock

Le terme slovene, oasi di benessere nel foliage

Quale periodo migliore dell’autunno, jesen per gli sloveni, per godersi il tepore delle terme e rinforzare le difese immunitarie in vista dell’inverno?

Nel verde della destinazione più green, le acque termali sgorgano naturalmente dal sottosuolo ad una temperatura che oscilla tra i 32° e i 73°C, perfetta per contrastare i primi freddi.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta tra le terme slovene. Ingressi gratuiti per i bambini fino a una certa età e sconti family fioccano come neve tra i vari pacchetti.

Esperienze sensoriali

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Terme Olimia © Shutterstock

Alle Terme Olimia, tra le colline di Podčetrtek, esperienze sensoriali tra acque ricche di minerali combinate con l’aria fresca di montagna: è un centro benessere per famiglie Family Fun, famoso per i trattamenti con olio di semi di vinaccioli. Tra le attività consigliate, salire sulla torre della salute e della gioia, visitare Jelenov greben e fare una sosta alla Fabbrica di Cioccolato Olimje.

Circondate dalle pianure pannoniche sono invece le Terme 3000 Moravske Toplice dove poter godere delle piscine termali coperte ma anche della deliziosa cucina del Prekmurje. Per i bambini, la magia della mascotte Štržek Viki e laboratori creativi dedicati proprio a tutti.

Note fin dal Medioevo e immerse in un parco secolare che in autunno si tinge di rosso e oro, sono le storiche Terme Dobrna, perfette per chi cerca tranquillità e tradizione, dopo lunghe passeggiate nei boschi autunnali.

Famose per le innovative terapie wellness sono le Terme Radenci dove gettonatissima è l’idropinica con l’acqua minerale ricca di CO2 (l’idropinica è una terapia termale che consiste nell’assunzione di acque minerali per via orale, sotto controllo medico, al fine di curare patologie o favorire il benessere dell’organismo), magari mentre i più piccoli fanno ginnastica in compagnia di un “cubo della strega”, prepararando pozioni e trucchetti magici.

Alle Terme Zreče, centro Wellness & Spa per gli adulti, cottura delle mele sul fuoco, escursioni misteriose ai Laghi di Lovrenc e festa delle streghe per i bambini. Alle Terme Portorose speciali (e deliziosi) programmi wellness, trattamenti talassoterapici e la stanza del sale.

L’autunno viene valorizzato anche nei trattamenti con i prodotti locali: maschere viso a base di uva, scrub al miele di castagno, impacchi con fanghi termali arricchiti da estratti di erbe alpine. Interessanti ma anche le degustazioni guidate che abbinano i trattamenti wellness alle specialità gastronomiche e le esperienze olistiche che uniscono il relax termale alle passeggiate nei boschi.

Il centenario delle Terme Čatež

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Terme Čatež © Shutterstock

Tra i pacchetti autunnali, senza dubbio da segnalare sono quelli proposti dal più grande parco termale dell’Europa Centrale che compie giusto cento anni: le terme Čatež.

Perfetti per le fughe del fine settimana sono l‘Hotel Toplice – Locanda per famiglie – tra i profumi di pancake e castagne, fiabe sonore per i più piccoli e bagni sonori per i più grandicelli – e il famoso resort Riviera Termale che è stato rinnovato con nuovi interni sotto tre cupole di vetro e lo scivolo acquatico al coperto più lungo della Slovenia: 77 metri di discesa sensoriale.

Notevole la nuovissima Grand Spa, esclusiva dell’Hotel Terme, con le saune accanto alle piscine e all’area fitness panoramica.

Cinque destinazioni autunnali

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Slovenia, l’isola sul lago di Bled circondato dalle montagne ©Shutterstock

Tra larici d’oro che si specchiano nei laghettti alpini, lo Spiedo di Sleme è uno dei luoghi più gettonati in autunno. Si trova nei pressi del passo Vršič, famoso tra i ciclisti come l’Alpe d’Huez slovena. Un must il belvedere erboso da dove ammirare le vicine cime di Jalovec, Mojstrovka e Ponce e tutte le valli circostanti.

Altra meta ricercata è la cosiddetta collina delle streghe: il Monte Slivnica, tra le grotte carsiche delle alture che abbracciano uno dei più grandi laghi intermittenti d’Europa. Un luogo magico, secondo la leggenda, abitato dalla strega Uršula che con le sue accolite si divertiva a cambiare il meteo ed a fare apparire e sparire il lago di Cerknica.

Mitico per il suo colore rosso fuoco è il famoso ciglione carsico di Slavnik, nell’Istria slovena: nelle giornate limpide, quando lo sguardo spazia fino al mare, alle alpi Giulie ed alle Dolomiti, l’arido suolo carsico si accende di rosso, come i frutti di sommacco e l’ultima uva Teran. Perfetto per una camminata su un tappeto di fuoco.

A contrasto, sembra uscire da una favola il lago di Bled, dominato da un castello arroccato (il più antico della Slovenia, si dice) e da un’isoletta la cui chiesa è entrata ormai nell’immaginario collettivo: è sicuramente la più fotografata della Slovenia ed è facile trovarla sulle cartoline e sulle calamite.

Anche se impegnativa, la salita alla collina Mala Osojnica resta un must: da lì le acque del lago diventano più scure, le cime delle Caravanche si velano di foschia e gli alberi si colorano di tutte le sfumature del rame e dell’ambra.

Infine, Špičnik, una strada a forma di cuore tra i vigneti delle colline Svečinske, la “casa” dell’uva Slatina, un luogo molto amato dai ciclisti.

Il rituale del vino nuovo e la festa dei cachi

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Le colline della Valle di Vipava tra vigneti e montagne, Slovenia ©Shutterstock

Le feste autunnali più attraenti della Slovenia celebrano i sapori della stagione e raccontano la storia di un popolo legato indissolubilmente alla terra. In primis il vino: e infatti sono tante le Feste di San Martino, da Ptuj alla Valle del Vipava, dal Carso a Bela Krajina. L’11 novembre è il momento in cui il mosto diventa vino, ma soprattutto in cui le comunità celebrano insieme il legame profondo con la terra.

L’altro appuntamento autunnale importante, dal 14 al 16 novembre, è a Strugnano per la festa dei cachi, (22esima edizione) dedicata al frutto tipico dell’autunno istriano e che diventa il pretesto per una festa popolare dal colore intenso, tra degustazioni e mercatini nel contesto straordinari del litorale sloveno.

Andar per frasche, andar per osmizze

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Alla ricerca di funghi nei boschi della Slovenia

Cosi dicono sia i triestini che gli istriani: le osmizze sono taverne stagionali che si riconoscono per le tradizionali frasche (qui il calendario delle osmizze nel Carso sloveno). La parola è di etimologia slava e deriva dal numero otto che erano i giorni in cui ai viticoltori e ai contadini era consentito, fin da fine Settecento, per decreto imperiale, mescere le eccedenze di vino dell’anno precedente sotto una frasca.

Interessante, magari dopo un pomeriggio in cerca di funghi porcini e tartufi nelle foreste dell’Istria, gustare le “žgance” (polenta di grano saraceno) con funghi freschi, i risotti profumati al tartufo e testare l’olio nuovo, dal sapore intenso e leggermente piccante, spesso abbinato al pane casereccio ancora caldo.

Informazioni Utili

Informazioni, itinerari e idee per organizzare un viaggio in Slovenia si possono trovare sul sito dell’Ente Sloveno per il Turismo.

Testo di Anna Maria De Luca|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com