Torino Comics 2026 – Nuova location, stessi problemi

Dopo varie vicissitudini che hanno portato il Torino Comics 2026 a dover cambiare sia la data che il luogo dell’evento, era tanta la curiosità verso una fiera che già da anni non godeva di buona stampa – e siamo andati a verificare di persona.

Un gruppo di cosplayer al Torino Comics 2026
Un gruppo di cosplayer al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Dopo varie vicissitudini che avevano fatto alzare non pochi sopraccigli circa l’efficacia dell’edizione Torino Comics 2026, infine la fiera ha avuto luogo alla Certosa Reale di Collegno dal 31 maggio al 1° giugno, con risultati purtroppo non esattamente eccelsi, nonostante la location si potesse potenzialmente prestare ad una piacevole fiera estiva.

In linea generale, risultava chiaro come l’organizzazione degli spazi fosse stata vittima di un tempo d’azione molto ristretto, tale da rendere la fiera veramente poco vivibile e piacevole, se non per il visitatore occasionale – non il tipo di figura su cui, a parere della scrivente, una fiera dovrebbe puntare.

Gli spazi

Il quartiere giapponese al Torino Comics 2026
Il quartiere giapponese al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Dovendo scontrarsi con uno spazio nuovo e completamente diverso dalla sede storica della fiera – la già citata Certosa Reale di Collegno– il Torino Comics 2026 si è trovato davanti ad una sfida non indifferente, che purtroppo non è stato assolutamente in grado di affrontare, rendendo la gestione degli spazi uno dei punti più carenti della manifestazione.

Anche provando, con tutta la buona volontà, a perimetrare gli spazi a piedi, ne risulta una fiera incredibilmente labirintica, dispersiva e con pochissima coesione interna, tanto che luoghi di aggregazione come il palco e l’area self risultano di difficile accessibilità e, in definitiva, ben poco attraenti per il visitatore.

L'Area Self al Torino Comics 2026
L’Area Self al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Nello specifico, risulta particolarmente critica la gestione dell’Area Self, inserita all’interno di uno dei chiostri del parco – una delle poche che richiedevano l’accesso a pagamento – anzitutto per la parte dedicata agli stand degli artisti, dove si finiva inevitabilmente per ritrovarsi imbottigliati nei corridoi strettissimi del chiostro, rendendo la fruizione ben poco piacevole.

Ancora più incomprensibile è invece la gestione degli stand espositivi dedicati alle associazioni, ammassati al centro del cortile, che rendeva difficile non solo il movimento, ma anche il senso stesso di questi spazi, solitamente adibiti a incontri fra appassionati: essendo così vicini, le varie musiche si accavallavano e lo spazio per incontrarsi era ridotto al minimo.

A questa organizzazione critica si aggiunge anche la condizione di partenza della zona: la Certosa Reale di Collegno è un’area estremamente degradata, con zone in rovina ed inaccessibili, erba non tagliata da molto tempo e una generale sporcizia – dovuta anche alla rarità dei cestini – che la rendeva, almeno in queste condizioni, una cornice veramente poco attraente per il rilancio della fiera.

L’offerta

Artisti all'opera al Torino Comics 2026
Artisti all’opera al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Riguardo all’offerta del Torino Comics 2026, è necessaria una dovuta premessa: qualche mese prima dell’avvio della manifestazione erano emerse accuse pubbliche – ancora reperibili sulla pagina social dell’evento – riguardo alla presenza di un regolamento estremamente oppressivo nei confronti degli artisti indipendenti, sostanzialmente un unicum nel mondo fieristico.

Accuse che si sono concretizzate nella lettura del documento ufficiale in questione da parte della scrivente, purtroppo non grazie al Torino Comics stesso, che, davanti alle mie richieste in merito, è risultato molto evasivo, cercando di minimizzare una situazione che purtroppo era sotto gli occhi di tutti.

Infatti, l’Area Self è stata sostanzialmente diseredata dalla maggior parte degli artisti indipendenti, tanto che quelli presenti in fiera si potevano contare sulle dita di una mano, impoverendo, anche a fronte della situazione sopra descritta, l’attrattiva generale della manifestazione.

La situazione non migliorava in maniera significativa neanche per quanto riguarda gli altri stand nel medesimo spazio, specialmente quelli dedicati agli autori, che in molti casi presentavano degli stand anonimi e privi di attrattiva – anche in questo caso apparivano come estremamente improvvisati.

I servizi

La fila per la biglietteria al Torino Comics 2026
La fila per la biglietteria al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Come precedentemente specificato, è indubbio che ci siano stati dei problemi organizzativi derivati dal repentino cambio di location, che però non sono sufficienti per giustificare una grande superficialità organizzativa, tale che era veramente difficile muoversi all’interno degli spazi espositivi.

La prima mancanza fondamentale riguardava l’assenza di indicazioni chiare in loco, tali che solamente la presunta Area K-pop era indicata con dei fogli di carta appesi in giro per la fiera, ma mancava una segnaletica effettivamente fondamentale per potersi orientare in uno spazio così ampio e dispersivo.

Allo stesso modo, è risultato piuttosto antipatico scoprire che, per accedere alle aree a pagamento, fosse necessario esibire un braccialetto ritirabile solo alle casse, secondo un’organizzazione interna mai specificata, che portava a inutili perdite di tempo e a poco piacevoli file sotto il sole.

L'Area Self al Torino Comics 2026
L’Area Self al Torino Comics 2026 – @Torino Comics

Da segnalare anche come la scelta di rendere alcune aree a pagamento ed altre gratuite è stata un’arma a doppio taglio: se da un lato ha probabilmente aumentato il numero di visitatori occasionali, allo stesso tempo ha fatto alzare qualche sopracciglio scoprire che per un biglietto da più di venti euro si aveva accesso a delle aree così povere di contenuti.

E se possiamo anche perdonare la presenza di bagni chimici che certamente non contribuivano alla bellezza dell’ambiente, molto meno giustificabile è la scelta di non dare l’ingresso gratuito a persone disabili e al relativo accompagnatore – ormai la norma in quasi tutte le fiere – ma offrire solo un biglietto ridotto – il cui costo, segnaliamo, era superiore al ridotto cosplay, almeno dalle indicazioni del sito.

Lato servizi di base – ristoro e servizi igienici – niente di particolare da segnalare: il Torino Comics 2026 non ha brillato in nessuno dei due casi, con le solite proposte food a prezzi stellari tipiche di molte fiere e i suddetti bagni chimici che sicuramente non hanno contribuito alla bellezza complessiva della fiera.

Conclusioni

In linea generale, quindi, appare chiaro che il Torino Comics 2026 abbia puntato su un pubblico più generalista per rimpolpare le fila dei suoi visitatori, finendo per portare in scena una fiera che non ha nulla di differente da dire rispetto a molti eventi analoghi.

Anzi, le gravi mancanze sopra segnalate lasciano qualche dubbio sul futuro positivo di questa fiera: sicuramente sarà il caso, per la prossima edizione, di ascoltare le critiche da parte di visitatori quanto di espositori, per garantire il futuro di una fiera che già non godeva di una nomea particolarmente positiva.

Testo di Costanza Bersani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com