Parigi, au revoir Beaubourg

Addio caro Beaubourg, almeno per qualche anno. Il celebre Centre Pompidou, forse il più famoso e amato museo parigino, chiuderà quest’estate per restauri. E rimarrà chiuso almeno fino al 2030.

Parigi-centre George Pompidou
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Renzo Piano, uno dei due architetti che nei primi anni ’70 vinse il concorso voluto da George Pompidou, l’allora presidente francese, lo ha detto già da tempo: il Beaubourg ha bisogno urgente di restauri, non si può più attendere.

Beaubourg, mon amour

Il suo nome ufficiale è Centre George Pompidou ma tutti, parigini e no, lo chiamano affettuosamente Beaubourg dal nome della via e della zona in cui è inserito. Inserito quasi a forza, si può dire. Già, perchè questo è il Marais, uno dei quartieri più antichi di Parigi, un dedalo di viuzze tardo medievali e magnifici Hôtel particulier del XVIII° secolo. Al centro di quest’area centralissima ad un passo dal Louvre, Piano, Rogers& Franchini, i progettisti, ebbero l’irriverente idea di inserire un edificio che ha fatto storia.

Tubi colorati, verdi, rossi e blu, vetrate che collegano interno ed esterno senza soluzione di continuità, scale mobili lunghissime che corrono sulla parete mettendo ai piedi dei visitatori tutta Parigi, un groviglio d’acciaio che si erge tra le antiche strade e che sberleffa la tradizione. Ci voleva coraggio, Piano parlò addirittura di ” maleducazione” per aver avuto questo ardire. Provocazione e meraviglia.

Modernità assoluta

Inaugurato nel 1977, tra appassionati sostenitori che lo hanno amato e lo amano visceralmente e detrattori che lo battezzarono la “Madonna del Tubo” è diventato il più famoso centro culturale francese uno dei maggiori musei di arte moderna e contemporanea con opere capolavori che sono parte della collezione permanente, da Picasso ad Henri Matisse, Kandinsky Chagall e mille altri.

Le mostre temporanee sono sempre eccellenti e in genere fanno la storia delle esposizioni; celeberrime quelle dedicate a Dalì nel 1982 e nel 2010 a Lucien Freud. Non solo ma il Beaubourg è un centro culturale pulsante della vita parigina. E’ un luogo aperto, trasparente dove passare del tempo immersi nell’arte globale, seguire una conferenza, studiare in biblioteca, bere un caffè al bistrot.

Sarà dura per tutti, parigini e non, passare almeno 5 anni senza il Centre Pompidou. Ma del resto questo che è stato ed è il manifesto dell’architettura moderna, è diventato obsoleto, se non nelle forme, nelle strutture. C’è dell’amianto nelle facciate, ascensori e scale mobili vanno sistemati e meglio aperti all’accessibilità e i pavimenti vanno tutti sostituiti.

Ultima chiamata, si chiude

Nell’attesa ci si può consolare: alla fine dei lavori la terrazza dell’ultimo piano sarà aperta permanentemente e la biblioteca verrà ulteriormente ampliata. Intanto per salutare il Beabourg si possono vedere le mostre in corso. Quella dedicata a Suzanne Valadon, la grande pittrice madre di Utrillo, fino al 26 maggio e la monografica transFORMS che racconta l’opera del grande architetto austriaco deceduto l’anno scorso.

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Il Centro Pompidou è aperto tutti i giorni a parte il martedì, dalle 11 alle 21.

Il biglietto per la collezione permanente costa 15 euro, 18 per tutte le esibizioni in corso e alcune mostre sono gratuite sempre. Tuttavia si può anche entrare semplicemente per godere l’atmosfera e visitare la fornitissima libreria o prendere un caffè nel bar all’ammezzato. E’ prevista visita gratuita a tutte le esposizioni ogni prima domenica del mese.

Informazioni

centrepompidou.fr

 Testo di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com