Svizzera. Vallese: turismo, tradizioni e cultura

In Val d’ Anniviers, nel Canton Vallese, ai piedi di altissime vette, una catena di intatti villaggi alpini, coniuga tradizione e turismo in ogni stagione


Il Sempione, che lo attraversi con il tunnel di oltre venti km o lo scavalchi sui suoi panoramici tornanti serpeggianti, ha sempre costituito, nella memoria collettiva italica, una specie di Grande Muraglia: di qua la civiltà, di là i barbari;  di qua la cultura, di là chi la deve assorbire. Ovviamente non è così. Anzi , spesso cultura e tradizioni trovano all’estero lo spazio che, per incuria o mancanza di fondi, è loro precluso da noi. Scendendo dal passo lungo il versante elvetico, ad esempio, si raggiunge Briga, da dove un susseguirsi di vigneti abbarbicati alle rocce lungo la vallata del Rodano accompagna a Sierre, capitale vinicola della Svizzera e patria del Fendant, ottimo bianco ottenuto con uve del vitigno Chasselas.



Gli ultimi nove chilometri di salita che portano da Sierre a St.Luc/Chandolin sono come un lungo serpente dalle spire infinite che rilascia solo una volta che si raggiunge Anniviers. La omonima valle, dal selvaggio paesaggio alpino, si divide a Sierre nella Val de Mory e nella Valle di Zinal chiuse in fondo dalla Grande Couronne, superba catena montuosa che conta tra le sue cime il Weisshorn, il Bishorn, lo Zinalrothorn, l’Obergabelhorn, il Cervino e il Dent Blanche. Sono  2371 gli abitanti della Val d’Anniviers, dediti principalmente all’agricoltura montana  e alla pastorizia, che abitano i 6 comuni – Ayer, Chandolin, Grimentz, Saint-Jean, Saint-Luc, Vissoie – fusi nel 1999 a creare Anniviers. Simile il paesaggio: chalet di legno bruniti dal sole e sepolti dai gerani d’estate o dalla neve in inverno, granai e mulini, luci di negozi che rischiarano le strade imbiancate, piccoli alberghi  che profumano di caminetti  ed emanano il calore di tradizioni, accoglienza e di gonfi piumini pronti ad un abbraccio.




Ognuno però geloso della propria identità. Come l’affascinante Chandolin, aggrappato a quasi 2000 m tra pini e larici, al soleggiato versante orientale della Val d’Anniviers (Eifischtal), uno dei villaggi più alti d’Europa abitati tutto l’anno, da cui si gode un fantastico panorama. O Saint-Luc con i suoi antichi mulini del XII secolo destinati a macinare i cereali custoditi negli incantevoli granai di Grimentz, perfettamente conservati,  e con il Grand Hôtel Bella Tola del 1859, eletto hotel storico nel 2001. La sua chef italiana, Irene Piovanelli, aggiunge gusto al fascino.




Che non è poco: arredamento prezioso con mobili d’epoca,  grande camino, pianoforte, in un ambiente raffinato e accogliente. Merito della cura della padrona di casa, Anne Françoise, moglie di Claude, l’artista di famiglia, che negli anni ha via via trasformato l’hotel in un luogo davvero unico. Ogni angolo rivela una sorpresa, un oggetto o un allestimento particolare, come il “Salon Ravel” al primo piano, con la vecchia stufa in ghisa. Al pianterreno sta la biblioteca, tra fiori secchi e freschi che completano l’opera con il loro profumo. Sfruttando le proprietà salutari delle terre del ghiacciaio di Moiry nei pressi di Grimentz, unite a quelle di alcuni fiori, hanno approntato una SPA specializzata nel massaggio Rituel d’Anniviers, un trattamento legato ai particolari prodotti locali, che è diventato motivo di richiamo turistico per tutta la valle.




L’ osservatorio astronomico di Saint-Luc, munito si un telescopio di 60 cm di diametro, permette di avvicinarsi nell’aria limpida agli astri. Pare di toccarli con mano lungo il Sentiero dei Pianeti che in 6 km porta a oltre 2.500 m. Se Grimentz si fa vanto del  Burgerhaus, il Palazzo civico risalente al XVI secolo, nelle botti di larice delle cui cantine si affina il vin des glaciers – una specialità creata dagli antichi agricoltori nomadi,  Vissoie va invece fiera delle sue chiese,  Sainte-Euphémie, la Cappella  di Notre Dame de Compassion ,  degli oratori e della sua torre del XIII secolo. I quattro comprensori sciistici nella Valle d’Anniviers, sono veri paradisi per gli sciatori.





Quello di Grimentz, sopra Bendolla, si estende dai Becs de Bosson a circa 3000 m, con una splendida vista sulla Valle d’Anniviers e del Rodano. St-Luc/Chandolin, è  il più vasto della Valle, perfetto per le sue vedute panoramiche e la sua esposizione al sole: 65 chilometri di piste, serviti da telecabine, un treno a cremagliera e 11 impianti di risalita. Per gli amanti dello  snowboard ci sono una halfpipe e un boardercross.  A Vercorin e Zinal, 43 impianti di risalita e 220 km di piste sono accessibili con un unico skipass, mentre  19 chilometri di piste attendono i fondisti a Zinall, dove si trova anche  una miniera di rame, La Lee,  con 500 metri di gallerie accessibili solo d’estate.

Testo e foto di Gisella Motta


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