Sogno veneziano



La Venezia dei canali, dei palazzi gotici e delle maree attira visitatori da tutto il mondo. L’incanto dell’atmosfera elegante fa vivere ogni giorno un sogno da cui nessuno vorrebbe mai doversi svegliare.

L’immagine che Venezia ha di sé specchiandosi nell’acqua, è quella di una città che ama farsi ammirare. È d’obbligo perdersi lungo i canali e gli stretti vicoli per contemplare le dimore, ora gotiche ora rinascimentali, o anche solo per osservare la vita silenziosa di cui è pregna. Marcel Proust passeggiava volentieri a Venezia e la descriveva come una città di fantasia infantile e di malinconia adulta, una piena di desideri e un’ irruzione di ricordi. Tommaso Landolfi, invece, disse che è una dimensione dell’animo, sicché con essa deve prima o poi fare i conti chiunque usi tener la penna in mano. Insomma, la Serenissima iniziò molto tempo fa ad ammaliare artisti e gente comune.

Oggi in città c’è un gioiello che, dopo molto tempo, ha ritrovato l’antico splendore: Palazzo Mocenigo a San Stae. Un architetto e scenografo di fama mondiale, Pier Luigi Pizzi, l’ha rinnovato, mantenendone però il fascino di quando era abitato dai proprietari originari. Il palazzo, inizialmente appartenuto alla prestigiosa famiglia Mocenigo, venne donato al Comune di Venezia nel 1945 entrando a far parte dei Musei Civici Veneziani. Stucchi, antichi arredi, sfarzosi affreschi e pavimenti dell’abitazione nobiliare settecentesca fanno da scenografia a un percorso museale insolitamente dedicato al profumo.

Forse non sapete, infatti, che si deve all’arrivo della bizantina Teodora Dukas, sposa del Doge Domenico Selvo, l’abitudine di usare profumi. La bella dama portò una ventata di eleganza e un raffinato galateo, che furono subito imitati dalle classi nobiliari. Dall’Oriente, allora, iniziarono ad arrivare pregiate essenze, mentre Marco Polo portò le preziose ghiandole del mosco: piccolo mammifero da cui deriva l’aroma di muschio. Nacque così un grande amore e, nel Quattrocento, si passò alla lavorazione di legni e resine per inventare nuove preparazioni destinate alla creazione di particolari profumi. Il Rinascimento vide Venezia quale importante produttrice di beni di lusso quali saponi, profumi e belletti per quanto le leggi Sontuarie  vigilassero sul loro uso; testimonianza del fatto che Venezia è da sempre una città dove si respira il profumo della bellezza e dell’eleganza.

Il percorso museale all’interno di palazzo Mocenigo si sviluppa in cinque sale, che vedono alternarsi documenti antichi, manufatti, strumenti multimediali ed esperienze sensoriali. Tra i tanti pezzi di pregio è sicuramente da segnalare il manuale di cosmetica I Notandissimi Secreti de l’Arte Profumatoria di Giovanventura Rosetti, risalente al 1555: il primo ricettario che cataloga, con approccio scientifico, le formule dei cosmetici in uso nella Venezia dell’epoca. Inoltre, una preziosa raccolta di oltre 2500 oggetti risalenti al 3000 a. C, appartenente alla collezione privata di Drom, nota casa di essenze tedesca, approfondisce la peculiare tematica.

Il palazzo Mocenigo fa parte del MUVE, Musei Civici Veneziani, costituito da un insieme organico di sedi e collezioni di inestimabile valore artistico e storico. Oltre alla sua funzione di tutela e conservazione del patrimonio, la Fondazione promuove un’attività di produzione, programmazione e strategia culturale a livello internazionale.   Il sistema è organizzato secondo temi  – area marciana, settecento veneziano, moderno e contemporaneo, naturalistico ed etnografico – e attira l’interesse del pubblico di ogni età. L’imponente struttura architettonica del palazzo che si affaccia sia sulla strada che sul canale di San Stae, è caratterizzata da ampie finestre – serliane – tipiche dell’architettura veneziana del XVII/XVIII secolo. Si presentano come trifore con l’apertura centrale ad arco e le due laterali più basse a trabeazione, che consentono l’alternarsi di piani nobili e ammezzati. La struttura interna è propria delle residenze nobiliari veneziane proponendo al primo piano nobile un grande salone centrale – pòrtego –  il principale contesto celebrativo delle attività socio-politiche delle famiglie nobiliari veneziane.

Venezia di luci e di riflessi lungo i canali. Venezia degli affreschi e dei tessuti, nei palazzi. Da qualsiasi punto di vista la si osservi, non può che conquistare.

La famiglia Mocenigo

La nobile famiglia Mocenigo diede a Venezia sette dogi e numerosi altri personaggi di rilievo fra cui politici, diplomatici, militari, scrittori ed ecclesiastici. Antichi documenti attestano che le origini della famiglia Mocenigo  sono legati ad un’importante famiglia milanese trasferitasi a Venezia intorno all’anno 1000. Ben quattro palazzi portano il nome della famiglia a testimonianza della fama e della ricchezza di questa dinastia:

Palazzo Mocenigo a San Samuele (Casa Vecchia): rifabbricato nel Seicento da Francesco Contin, mostra ancora le finestre originali a sesto acuto sulla facciata che dà sulla calle e nel cortile. Vi soggiornarono durante i vari secoli numerosi ospiti illustri tra cui Thomas Moore e Lord Byron.

Palazzo Mocenigo a San Samuele (Casa  Nuova): qui risiedeva un altro ramo del casato. Fu costruito nella seconda metà del Cinquecento sui resti di case acquistate dai Falier e poi raccordato con altre costruzioni alla casa vecchia.

Palazzo Mocenigo a San Stae: il palazzo era già presente nella pianta dipinta da Jacopo de’ Barbari nel 1500, dove veniva rappresentato a base quadrata con cortile centrale. Successivamente l’edificio fu ristrutturato e ampliato, probabilmente all’inizio del XVII secolo. Alvise Nicolò Mocenigo, nel 1945, lasciò al comune di Venezia l’intero palazzo, che divenne sede del Centro Studi di Storia del Tessuto e del Costume nel 1985.

Palazzo Mocenigo Gambara: edificato nel Seicento si presenta come un edificio di impostazione neoclassica di tre piani, con mezzanino tra piano terra e piano nobile. Al suo interno sono conservate le opere più preziose del palazzo: gli affreschi allegorici di Giambattista Canal.


Testo di Federica Giuliani | Foto Palazzo Mocenigo   © LATITUDESLIFE.COM RIPRODUZIONE RISERVATA

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