Danimarca on the road: viaggio alla ricerca dell’hygge

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Esiste un termine danese “hygge” non traducibile in italiano, utilizzato quando si intende indicare una condizione di benessere, che può essere data da una qualsiasi situazione che susciti serenità ed appagamento nell’assaporare piccoli piaceri quotidiani, questa è la sensazione che pervade visitando la Danimarca on the road.

La natura incontaminata e sconfinata regna sovrana, stupisce per la sua bellezza ed equilibrio, fatta di distese pianeggianti verdissime a perdita d’occhio che contrastano con l’azzurro del cielo, l’oro dei campi coltivati e i laghi blu cobalto, i boschi di faggi e abeti e gli animali che pascolano liberi.

C’è grande cura e rispetto per l’ambiente, si ha la sensazione che ogni singolo dettaglio sia costruito ed ideato a misura funzionale d’uomo senza intaccarlo.

In allineamento al contesto, sorgono piccoli villaggi, formati da case singole in muratura e legno, tinteggiate con colori vivaci e tetti di paglia, ciascuno con il proprio giardinetto così precisamente ordinato, quasi da richiamare alla memoria la perfezione artefatta della cittadina di Seahaven nel film The Truman Show.

Nelle città, combacia tutto in armonia come i mattoncini della Lego (noto produttore di giocattoli danese ormai conosciuto a livello internazionale); edifici di concezione ultramoderna affiancati a costruzioni storiche in stile gotico tipico dei paesaggi nordici, circondati da giardini fioriti e laghetti abitati da anatre, che incorniciano ed attraggono il quadro visivo di chi osserva.

Quando partire

Essendo il clima molto mutevole con probabili precipitazioni, la stagione migliore per visitare la Danimarca è l’estate, con giornate lunghe spesso assolate, temperature miti che in media oscillano tra i 16/18°C e i 23/25°C durante il giorno e bruschi cali durante la notte.

Trasporti: come muoversi in Danimarca

Il mezzo di trasporto consigliato per una vacanza itinerante è l’automobile, preferibile prenotarla dall’Italia (il costo della vita, come nel resto della Scandinavia è elevato, ma il carburante ha un prezzo più accessibile rispetto al nostro paese).

Le autostrade risultano pressoché tutte senza pedaggio e spesso anche i parcheggi sono liberi.

I trasporti pubblici, comodi e puliti, coprono gran parte del territorio.

Il traffico è praticamente inesistente, le piste ciclabili sono ovunque, anche in zone remote.

La bicicletta è la soluzione più diffusa, non sarà insolito percorrere chilometri in aree non abitate senza incontrare automobili, ma risulterà frequente, incrociare nei luoghi più nascosti del paese, ciclisti solitari che viaggiano a grande velocità.

Rimanendo in tema, apparirà singolare dover prestare attenzione ai numerosi ciclisti durante la visita delle città; seppure vi troverete nella condizione di pedoni probabilmente distratti ed intenti ad ammirare bellezze con il naso all’insù, non perdoneranno l’invasione della loro corsia, suonando ripetutamente il campanello delle loro bici e sfrecciando a pochi centimetri da voi.

Itinerario Danimarca on the road: cosa vedere

Atterrando all’aeroporto di Billund (in genere è la tratta più economica rispetto a Copenaghen), nella regione dello Jutland centrale, una tappa quasi obbligata è la visita di Legoland, primo parco giochi al mondo ad essere inaugurato a tema dalla Lego.

Questa regione, presenta due aree completamente opposte, la costa occidentale, caratterizzata da vaste zone incontaminate che si affacciano sul Mare del Nord, e la costa orientale, più popolata con spiagge riparate che aprono la visuale su graziose località sorte sui fiordi del Mar Baltico.

Immancabile una fermata alla scoperta della città di Ribe, versante occidentale, la più antica della Danimarca (si presume che i primi insediamenti risalgano al 700) nello Jutland meridionale.

Ogni sera all’imbrunire nel periodo da maggio a settembre, un personaggio vestito da guardia notturna, con tanto di lanterna in mano ed abiti tradizionali, partendo dalla piazza principale (punto di incontro per chi voglia unirsi), inizia il giro di ronda, intonando canti e raccontando aneddoti per rievocare il tempo in cui la guardia rammentava ai cittadini che era arrivato il momento di dormire.

Non distante da Ribe, si trova la cittadina di Esbjerg, a cui dedicare un piccolo stop and go per l’imponente opera scultorea intitolata “Men meets the sea” dell’artista Svend Wiig Hansen, che primeggia dall’alto di una collina a ridosso del mare, alta circa 9 mt. raffigurante quattro uomini seduti nell’atto contemplativo di ammirare la natura.

Visitando l’isola di Fanø (i traghetti partono dal porto di Esbjerg), con i suoi caratteristici villaggi di pescatori, non mancheranno incontri ravvicinati con mandrie di mucche che si godono il sole sulla battigia e nuclei di foche che fanno capolino dalle acque.

Proseguendo lungo costa in direzione nord, lo scenario muta, cedendo progressivamente spazio a coste aspre e selvagge di dune di sabbia, che si riversano nelle acque cristalline del Mare del Nord, con i suoi parchi nazionali, il Wadden Sea dichiarato patrimonio Unesco, e il Parco Nazionale Thy, 200 kmq di area dai panorami unici.

Mantenendo la direzione, si raggiunge l’affascinante meta turistica del faro abbandonato di Rubjerg Knude.

Situato su un promontorio di sabbia a circa 60 mt. sul livello del mare, domina maestosamente le acque trasparenti da un ambiente surreale di estese dune, conosciuto anche per il suo triste destino che lo porterà in breve tempo ad essere inghiottito completamente dalle sabbie e lentamente smantellato dalle intemperie.

Dirigendosi alla punta estrema del Nord Jutland, attraversando spiagge battute dal forte vento del nord particolarmente care ai surfisti, che negli anni si sono guadagnate il nome di “Hawaii Fredde”, si raggiunge la località di Skagen, meta vacanziera d’eccellenza del turismo danese, luogo dal quale è possibile assistere nella spiaggia di Grenen (raggiungibile a piedi, o a bordo di un divertente bus trainato da un trattore che avanza tra le dune come in una sorta di safari), all’impressionante fenomeno naturale noto a livello mondiale, dell’incontro tra il Mare del Nord con il Mar Baltico, dove le forti correnti marine opposte e la diversa densità, non riuscendo a fondersi, si scontrano tra loro, formando uno spettacolo suggestivo ed irripetibile a cui partecipare.

Irrinunciabile se si è in zona, l’assaggio dei prodotti ittici, con preferenza per crostacei e molluschi, rinomati in tutto il paese per la bontà della materia prima.

Mantenendo la rotta lungo costa spostandoci sul versante orientale, sosta consigliata è la cittadina universitaria di Aarhus, che conserva un singolare museo storico all’aperto (Den Gamle By  ingresso adulto da marzo a dicembre DKK 135,00), composto da antichi edifici provenienti da ogni luogo della Danimarca ricostruiti in una sorta di villaggio, dove chi lo visita, si trova a passeggiare per le vie acciottolate fianco a fianco tra oche che starnazzano, e simpatiche nonnine vestite in costume, o entrare in abitazioni, ed assistere alla rievocazione della vita quotidiana da parte di giovani in abiti tradizionali.

Interessante che merita la visita, è il museo di arte contemporanea Aros Aarhus Kunstmuseum (ingresso adulto da giugno ad agosto DKK 140,00), oltre alle famose e mastodontiche opere dell’artista Ron Mueck, ha la particolarità di avere una terrazza panoramica costituita da una passerella circolare coperta in vetro (Your Rainbow Panorama) con tutti i colori dello spettro.

Dirigendosi lungo la costa della città, da non perdere è la moderna scultura The Infinite Bridge, creata da un team di giovani architetti danesi (Gjøde & povlsgaard arkitekter), composta da una pedana in legno circolare con diametro di circa 60 mt., sospesa tramite pilastri di acciaio e posizionata tra la spiaggia e il mare, segue la curvatura del paesaggio e ne esalta la visione prospettica.

In prossimità di Aarhus, si trova Ebeltoft, piccola località turistica che mantiene un centro storico ben conservato, dal cui porticciolo è possibile ammirare il veliero più lungo del mondo (Fregatten Jylland) interamente visitabile.

Coloro che fossero alla ricerca di sensazioni forti e desiderassero sperimentare “l’ebbrezza di sentirsi reclusi”, possono prenotare un pernottamento nella vicina Horsens, nel carcere della città  oggi adibito ad hotel.

L’itinerario riprende superando il grandioso ponte sospeso di Storebæltsbroen, fiore all’occhiello di architettura progettato dallo studio Dissing e Weitling che funge da collegamento tra le Isole di Fiona e Selandia (N.B. il ponte per essere attraversato richiede un pedaggio estremamente elevato, circa DKK 240,00 a tratta).

Appare subito evidente il nuovo aspetto panoramico, da aree prevalentemente dedicate all’agricoltura ed allevamento del bestiame dello Jutland, si raggiunge quello che è il cuore pulsante della vita sociale, commerciale e finanziaria danese.

Continuando in direzione dell’Isola di Fiona, c’è Odense, graziosa cittadina che dette i natali allo scrittore di favole Christian Andersen, nel cui centro storico è possibile visitare la casa d’infanzia dove sono conservati alcuni suoi bozzetti e manoscritti.

Escursione suggerita è senz’altro da riservare agli isolotti vicini, come l’isola di Ærø, conosciuta per le coltivazioni biologiche e particolarmente amata dagli appassionati di cicloturismo.

Una pausa rilassante sarà la scoperta del Castello rinascimentale di Egeskov  biglietto ingresso adulto DKK 190,00), che con il suo immenso parco, i giardini a tema, il laghetto e i pavoni che girano indisturbati, è considerato tra i più belli e meglio conservati del paese.

Arrivando nell’isola di Selandia, la principale destinazione è Copenaghen, la capitale, un perfetto connubio tra avanguardia ecosostenibile e rispetto della storia e cultura danese.

Sebbene la città si presenti con una considerevole densità di popolazione e fermento, il clima che si respira visitandola, è comunque rilassato e non caotico.

Sarà divertente camminare per la città, fantasticare davanti a costruzioni come il Castello di Rosenborg (biglietto ingresso DKK 110,00) il Palazzo di Amalienbor (residenza invernale reale – biglietto ingresso DKK 95,00), o il Palazzo di Christiansborg (biglietto ingresso+guida DKK 150,00), sedersi gustando un caffè nei numerosi localini sparsi ovunque (magari di fronte lo strepitoso Porto vecchio di Nyhavn).

Per la visita dei musei, è possibile acquistare on line la carta “Park Museerne” che al costo di DKK 195,00 consente di visitarne sei (segnalati sul sito).

Un po’ deludente, forse perché preceduta da grandi aspettative, è la Statua della Sirenetta, divenuta simbolo della città, in bronzo realizzata dallo scultore Edvard Eriksen, si presenta di piccole dimensioni (appena 1,25 mt. di altezza), posta su una roccia all’ingresso del porto e raffigurante la protagonista di una delle più celebri fiabe di Christian Andersen.

Per gli amanti del genere hippy, una sosta proposta è il particolare quartiere di Christiania (conosciuto anche come Città Libera), parzialmente autogovernato, composto da edifici militari abbandonati, parti di vecchie mura cittadine spesso ricoperte da graffiti e murales; i suoi occupanti vivono come in una comune mantenendosi di artigianato; rappresenta sicuramente uno spaccato di vita che diverge totalmente dal rigore abituale danese. Non mancano polemiche per la vendita di droghe leggere facilmente reperibili al suo interno.

Molteplici sono le attrattive che offre la città, sia dal punto di vista culturale che dei divertimenti, il Parco di Tivoli  ad esempio, risalente al 1800 con apertura stagionale, conserva oltre che un fornito parco giochi, ristoranti, giardini rigogliosi e psichedelica animazione notturna, è inoltre abilitato ad accogliere   celebrazioni di matrimoni.

Visitando la Selandia nella parte meridionale dell’isola, sono da annoverare le scogliere di Mons Klint,  anch’esse Patrimonio Unesco sede altresì di un interessante Geo Center con laboratori a tema.

Essendo la Danimarca un’area pressoché pianeggiante, sorprenderà la vista di queste imponenti scogliere di gesso nel Fiordo di Praestø che si affacciano nel mare turchino del Baltico.

Tra cibo e tradizioni – cosa mangiare

Rapportando in chiave gastronomica lo stile di vita dettato dall’hygge nella cultura danese, è fondamentale godersi la qualità del tempo a disposizione, concedersi quindi spazio per una colazione tradizionale, sarà un’esperienza culinaria da provare.

Per gli autoctoni, equivale ad una sorta di rito irrinunciabile da gustare con calma, costituito da ogni tipo di leccornia sia dolce (i biscotti al burro danesi godono di notorietà ormai appurata, ma per chi ama la cannella, consigliati i Kanelsnegle) che salata (salumi, formaggi e paté – il Leverpostej), accompagnato da frutta e le immancabili uova.

Da apprezzare a pranzo è il tipico Smørrebrød (fetta di pane nero o segale imburrato e farcito in genere con ortaggi, aringa, salmone, gamberetti o salumi), ottimo se assaporato con una delle deliziose birre locali.

A proposito di curiosità, non meravigliatevi se durante la cena in uno dei tanti locali, noterete qualcuno prendere da una busta una bottiglia di vino o birra: in Danimarca, alcuni ristoratori accettano che il cliente porti alcolici autonomamente da consumare all’interno del locale durante il pasto.

La precisione e la puntualità sono rigorosamente osservate, perciò, onde evitare spiacevoli inconvenienti, come trovare le cucine dei ristoranti o qualsiasi altro esercizio chiusi, sarà sempre opportuno controllare l’orario.

Vita sociale e nightlife

A primo acchito, potrà sembrare che la vita notturna sia pressoché inesistente. I danesi sono un popolo molto gentile ed accogliente (si prodigheranno in ogni modo se chiederete loro aiuto anche per una semplice indicazione stradale), ma amano gustarsi il calore delle mura casalinghe quanto più possibile, talvolta invitando amici; sarà soprattutto dal venerdì alla domenica che si riverseranno in massa nei pub, dando inizio a festeggiamenti sfrenati per il weekend.

L’amore per i dettagli, dove non mancherà mai una candela accesa durante un pasto, o un soprammobile e un fiore sul davanzale delle finestre e dei balconi per creare atmosfera, l’attenzione al benessere della persona e il rispetto per gli spazi comuni, l’arte di sapersi godere ogni piccola gioia nonché l’alta qualità della vita, renderanno il viaggio un’esperienza preziosa, in grado di arricchire la persona di quell’hygge che solo visitandola si riesce a cogliere e fare proprio…non a caso la Danimarca è ritenuta tra i paesi più felici al mondo!

Informazioni utili
https://www.visitdenmark.it/it/

Testo e foto di Daniela Bardi | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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