Copenhagen è la miniera d’oro dei fanatici dell’interior design, la mecca degli appassionati del décor vintage, l’Eldorado dei cacciatori di mobili, sedie, lampade e cabinet firmati, oltre che da Wegner e Jacobsen, da Børge Mogensen, Verner Panton e Finn Juhl, per citare solo alcuni nomi della golden age dello stile scandinavo.
Testo e foto di Emanuela De Santis

Dalla “Runde Stol” di Hans Wegner, sulla quale sedettero Nixon e Kennedy durante il duello tv per le presidenziali del 1961, alla “Egg” di Arne Jacobsen, ormai entrata persino nei McDonald’s più high-concept come quello di Edgware Road a Londra, la sedia è l’emblema supremo del design danese. Da oltre mezzo secolo lo stile nordico, che coniuga estetica e funzionalità, eleganza e praticità in oggetti per la casa dalle linee semplici e morbide, fa scuola nel mondo.
Il Design Museum

Prima di sfoderare la carta di credito e calarsi in un tour di design shopping a Copenhagen, è d’obbligo una puntata sulla Bredgade, dove si affaccia l’edificio rococò del Design Museum. Il Museo affianca una nutrita vetrina sul design contemporaneo, principalmente danese, alle preziose collezioni d’epoca cui si accede su appuntamento: le stoffe e gli abiti antichi, i poster rari firmati Toulouse-Lautrec, Picasso, Matisse, Chagall, i manifesti della Russia rivoluzionaria e dell’Italia fascista.
Lungo la Bredgade si allineano anche gli antiquari di rango, tra cui Klassik Moderne Møbelkunst, specializzato in modernariato d’autore, e le case d’aste come Bruun Rasmussen, il Dorotheum di Copenhagen. Poco distante dalla Bredgade si inarca il porto con la lunga passeggiata verso la Sirenetta; proprio di fronte all’attracco del panfilo reale ecco la Galleri Feldt, specializzata nei capolavori di architetti danesi del periodo tra il 1920 e il 1970. A fianco della Feldt spunta lo show-room di un altro nome eccellente dello stile danese, Erik Bagger: i suoi bicchieri, le stoviglie, le brocche, sono oggetti di culto sulle tavole scandinave.
I mercatini delle pulci

A Copenhagen non è impossibile scovare, con un po’ di fortuna, qualche pezzo firmato persino nei mercatini delle pulci come quello del venerdì lungo l’Holmens Kanal: il design è dietro ogni angolo di strada e le occasioni d’acquisto, anche a prezzi minimi, sono infinite. Da HAY House, al secondo piano di un edificio d’epoca sulla Østergade, l’arteria pedonale più affollata della città,dove trovare pezzi di design non convenzionali. Meritano almeno uno sguardo anche le vetrine di Illums Bolighus, l’Harrods del design, quattro piani tutti dedicati allo stile scandinavo.
Ma l’originalità e le novità più ardite si nascondono in minuscoli shops come Kaiku o Containerjuvelen, dove con estro ed ironia, attraverso il riciclo di vecchie porcellane e materiali di scarto, si creano bizzarri bijoux. Per chi ama la moda vintage l’indirizzo da non perdere è invece Décor, col suo assortimento retrò di veli, pizzi, modelli di haute couture danese anni ’50 e leggiadri abiti da sera firmati Jean Voigt o Erik Mortensen.
Dopo una sosta golosa al rutilante Royal Cafè per uno dei suoi smushies – insolita coniugazione tra il sushi giapponese e il classico smørrebrød, l’open sandwich danese – si punta sulla Østerbrogade, verso il flagship store di Normann Copenhagen, il marchio che meglio interpreta l’evoluzione dello stile danese attraverso oggetti di uso comune realizzati con humour e glamour.
In bici alla scoperta del design

Dieci minuti di pedalata attraverso il Fælledparken di Østerbro, l’oasi verde più estesa della città, conducono al Dansk Møbelkunst, uno degli show room di design classico più esclusivi (è visitabile solo su appuntamento), con sedi a Parigi e a Zurigo e con un catalogo on line che spazia dalle lampade di Poul Henningsen – le famose “PH lamps” degli Anni Cinquanta – alle credenze di Borge Mogensen e ai sofà di Juhl.
Quartiere Vesterbro
A Vesterbro, quartiere tra i più trendy di Copenhagen, si annidano altri store dove il design la fa da padrone. Tra un cioccolato da Granola, caffetteria con le migliori miscele di caffè e di cacao della città, un espresso al Central, con anche un bonsai-hotel da una sola stanza,[CB1] o un lunch slow da Cofoco, si arriva finalmente da Designer Zoo, lo store dove un gruppo di creativi danesi disegna accessori e suppellettili riciclando e utilizzando materiali o componenti di scarto. Le loro creazioni sono ormai dei nuovi classici dell’interior design, come gli sgabelli di Karsten Lauritsen e le lampade floreali di Bettina Schori.
Quartiere Nørrebro
L’ex quartiere operaio di Nørrebro, lungo i cosiddetti “laghi” tra la Østerbrogade e la Vesterbrogade, ha rubato la scena all’ormai imborghesito, radical-chic Christiania ed è diventato il cuore del melting pot e della cultura alternativa di Copenhagen. Designers indipendenti, giovani stilisti e creativi si ritrovano in bar cool come il Laundramat, lavanderia automatica con annessa cafeteria tappezzata di riviste anni ’60, l’Harbo, set di mostre e performance improvvisate, e il Props, incastrato tra un barbiere e un alimentari etnico.
La Ravnsborrgade e le strade vicine sono il paradiso dei vintage shops, dei bric à brac e delle scantiques, le boutiques d’antiquariato nordico dove scovare pezzi rari a prezzi più contenuti rispetto ai costosi indirizzi della Bredgade. Roxy Klassik, rinomato per i pezzi unici firmati dai più noti designers e architetti scandinavi del secolo scorso, da Wanscher a Wegner, da Juhl a Jacobsen. Non mancano shop più stravaganti e originali, tra il retrò e il contemporaneo, come Antik & Lopper, dove si trovano cappelli, occhiali, bigiotteria, guanti ed accessori vintage. Relove, che propone invece una serie di sedute intercambiabili per mutare ad umore i colori delle vecchie sedie di casa.
Ma il giro di valzer nel design danese non è completo senza un salto al Dansk Design Center, sfavillante scheggia di vetro incastonata tra due palazzi d’epoca di fronte al parco del Tivoli. Oltre alla vetrina sulla produzione nazionale dal 1945 in poi. Da non perdere per capire la storia e l’evoluzione del design danese e nordico.

Un centro per la nuova Copenhagen
Allestito in una vecchia costruzione di edilizia industriale sul Gammel Dok, il DAC-Dansk Arkitektur Center di Christianshavn (Bryghuspladsen 10, tel. 32571930, dac.dk dal Lunedì alla Domenica 10-18, il giovedì fino alle 21) è diventato in pochi anni uno dei centri espositivi più vitali e attivi di Copenhagen, frequentato oltre che per la qualità degli eventi e delle esibizioni anche per il fornitissimo bookshop di volumi d’architettura e per l’accogliente caffè al primo piano, affacciato sull’acqua.
Il DAC organizza inoltre seminari e conferenze, coordina attività educative e di formazione, funge da punto di riferimento per i professionisti che operano nella progettazione e nell’edilizia pubblica e privata e sostiene anche finanziariamente progetti di vario genere legati all’architettura e al design.
La casetta nel bosco

Assolutamente da visitare la casa di Finn Juhl, il grande architetto e designer danese, famoso soprattutto per le sedie e le poltrone create negli anni Cinquanta a Charlottenlund, sobborgo a venti minuti di treno da Copenhagen, aperta al pubblico dalle 11 alle 17. La casa di Juhl si accuccia accanto alla residenza ottocentesca – ed al suo annesso padiglione di cemento progettato dalla solita archistar Zaha Hadid – che ospita l’importante collezione d’arte francese e danese del XIX e XX secolo del museo Ordrupgaard (Vilvordevej 110, Charlottenlund, tel. 39641183, ordrupgaard.dk; il museo apre da martedì a domenica ore 11-17, la casa di Juhl il sabato e la domenica ore 11-17.
È una costruzione bianca ai margini del bosco accanto al parco dell’Ordrupgaard, regolare e limpida nelle forme che richiamano due blocchi di Lego disposti ad L; sorta di dimora giocattolo annegata nel verde, esprime tutto il gusto di Juhl, la sua passione per le luci e i colori del Nord e la sua personalissima idea per cui, in una casa, i volumi interni determinano le linee e i profili degli esterni.
Le camere si aprono una nell’altra, con una concezione degli spazi all’avanguardia per l’epoca – era il 1942; tra un living, un dining e una zona notte, si passa in rassegna tutto il meglio della produzione di Juhl: il sofà Poeten, la poltrona Pelikan, le sedie Chieftains e numero 45, frutto della collaborazione con Niels Vodder, esperto ebanista che realizzò le sue prime creazioni, attualmente battute a decine di migliaia di euro.

Informazioni utili
Ente del Turismo Danese VisitDenmark visitdenmark.com (in inglese)
Copenhagen Visitor Centre, Vesterbrogade 4A, visitorservice.kk.dk/en (in inglese)
Arrivare
Voli diretti quotidiani a/r Milano Malpensa – Copenhagen con EasyJet, a partire da 17 euro a tratta, bagaglio da stiva escluso. Voli per Copenhagen anche da Milano Linate, Trieste, Bologna con SAS (flysas.com); da Milano Malpensa, Venezia, Pisa e Roma Fiumicino con Norwegian (norwegian.com); Ryanair (ryanair.com) vola da Bergamo Orio al Serio, Pisa, Roma Ciampino e Fiumicino,
Muoversi
Alle già numerosissime piste ciclabili urbane della capitale danese, mecca mondiale delle due ruote, si aggiunge ora quella che collega Copenhagen al sobborgo di Albertslund è il primo tratto della Cykelsuperstiel, che unirà il centro cittadino alle periferie in una rete di 26 percorsi e di ulteriori 500 chilometri ciclabili.
A Copenhagen le biciclette sono a disposizione in byke-sharing (cauzione di circa 20 corone) oppure, al costo di un centinaio di corone al giorno, si prenotano direttamente negli alberghi. In alternativa, l’indirizzo più noto in città è Baisikeli (Valhøjvej 2, tel. 22409505, baisikeli.dk), che affitta bici nuove ai turisti
Per un tour tematico alla scoperta delle nuove tendenze della gastronomia, del design e dello shopping bisogna rivolgersi agli accompagnatori specializzati di CPH:cool (tel. 50582824, cphcool.dk), mentre visite guidate in italiano attraverso il centro storico pedonalizzato sono organizzate da Linda Escursioni linda.dk e proposte a prezzo scontato ai possessori di Copenhagen Card (acquistabile anche online tramite il sito visitcopenhagen.com, il costo va dai 64 ai 73 euro, e ha validità di 24, 48, 72, 96, 120 ore, nelle due versioni, DISCOVER o HOP.
Dormire

Dal lussuoso Hilton (hilton.com) dell’aeroporto all’Ostello della gioventù (danhostelcopenhagencity.dk) disegnato dalla Gubi, l’azienda che ha arredato il MOMA newyorkese, gli alberghi di Copenhagen ispirati al nordic design non si contano più. Il Radisson Blu Royal, di fronte ai giardini di Tivoli, è un must per chiunque conosca Arne Jacobsen, padre del modernismo danese, che ne progettò architetture ed arredi; tra gli oggetti firmati da Jacobsen spiccano le sedie Swan ed Egg nella lobby, le lampade Royal nelle stanze (la 606 è l’unica a conservare tutti i décor e le suppellettili originali anni Sessanta.
Mangiare
Da Aamanns si celebra al meglio la vecchia tradizione dello smørrebrød, tipico open sandwich danese di pane scuro imburrato e guarnito con carne, pesce salato, insalata di pollo o formaggio kornblomst; per chi non si accontenta, alla porta a fianco c’è Etablissement, il ristorante dove Adam Aamann propone la sua personale versione della moderna cucina nordica, senza però il pretenzioso glamour del Noma (Øster Farimagsgade 10, tel. 20805201, aamanns.dk, menù da 285 corone).
Cambio
La corona danese vale circa 13 centesimi di euro
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com
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