In vela verso l’Asinara

Dalle atmosfere seducenti di Alghero costeggiando la Riviera del Corallo fino alla natura selvaggia dell’Asinara, isola che per più di un secolo ha ospitato solo detenuti ed agenti di custodia. Oggi ha riconquistato la sua libertà ed è un parco nazionale in parte aperto ai turisti.

Poche città in Sardegna si affacciano sul mare con la grazia di Alghero, la capitale della Riviera del Corallo, nella parte nord-occidentale dell’isola. È un angolo tranquillo e bellissimo, dove il sole batte caldo in ogni stagione: non a caso gli inglesi l’avevano scoperta già dagli Anni Sessanta. L’Alguer è ricca di storia, di monumenti, di locali dove tirar tardi la notte e di botteghe artigianali per la lavorazione del corallo.

Alghero e l’eredità catalana

Italy, Sardegna, Alghero ©Foto Marco Santini

Quando nel 1541 Carlo V definì Alghero bonita y bien asentada, i suoi abitanti non potevano certo immaginare che, a distanza di secoli, l’eredità catalana sarebbe sopravvissuta così viva. Essa sopravvive nella toponomastica, nelle tradizioni e soprattutto tra la gente, che non si è mai sentita sarda e che parla ancora la lingua dei conquistadores aragonesi, in una forma più arcaica di quella usata in Catalogna. La parte storica dell’Alguer, all’interno delle possenti mura difensive, costruite lungo tutto il perimetro rivolto al mare dai Doria e poi potenziate dagli Spagnoli, si conserva intatta. Per questo la cittadella murata, una miniatura del famoso quartiere di Barcellona, è stata anche definita barri gòtic algueres. Girellando per i carrers, le strade che tagliano longitudinalmente l’abitato o risalendo le muntade, i viottoli di raccordo, si scoprono piccoli tesori architettonici in puro stile gotico-catalano, barocco o rinascimentale.

Viaggio in vela

La prima tappa della nostra crociera è Porto Conte, antico Portus Ninpharum (porto delle Ninfe) dei romani. In serata gettiamo l’ancora nelle acque smeraldo di Cala Dragunara (a sette miglia da Alghero). Dal piccolo molo, in estate (dalle 9.30 alle 17.30) parte ogni 2 ore il traghetto per la visita alle grotte di Nettuno. Una volta sbarcati, si raggiunge a piedi la Escala del Cabirol: 700 gradini a picco sul mare che scendono ripidamente fino all’entrata della grotta. Da non perdere la passeggiata fino al belvedere della Foradada a picco sulle onde.

Doppiato Capo Caccia (un miglio da Cala Dragunara), l’altissima falesia precipita a picco sul mare e solo verso Torre del Porticciolo e Porto Ferro, delimitata da dune di sabbia rossa, digrada di nuovo dolcemente. Lungo questo tratto di costa ci sono varie insenature ideali per l’ormeggio in rada. Le due isole Foradada (bucata), attraversata da una grotta naturale, e Piana, ricoperta di euforbia e palme nane, offrono dei ridossi. Tuttavia la costa fino a Capo Falcone è battuta dai venti dominanti: per questa ragione la navigazione in questo tratto va intrapresa solo in condizioni meteo ottimali.

Superato Capo Falcone, con grande cautela traversiamo il passaggio dei Fornelli che separa l‘Asinara dall’Isola Piana e lasciamo a dritta la splendida spiaggia della Pelosa. Sono poco più di nove miglia quelle che separano Capo Falcone da Cala Reale all’Asinara: qui si entra nella zona regolamentata del Parco dell’Asinara e dell’Area Marina Protetta (info sull’attracco e navigazione sul sito ufficiale)

Arrivo all’Asinara

Inaccessibile e bellissima, l’Asinara, isola che per più di un secolo ha ospitato solo detenuti ed agenti di custodia, ha riconquistato la sua libertà. Oggi è un parco nazionale in parte aperto ai turisti. Una volta giunti a Fornelli ci vuole qualche momento per ambientarsi, per lasciare spaziare liberamente lo sguardo e osservare la natura. Sono ventisei chilometri fino all’estremità opposta, Cala d’Oliva. È un susseguirsi di scenari diversi: calette, prati fioriti, distese di centaurea (centaurea horrida o fiordaliso spinoso) e di euforbia, sabbia, scogli lavorati dai venti e l’acqua del mare che varia in continuazione dal celeste al cobalto, dal turchese al blu intenso.

Per una visione d’insieme e per individuare la forma sinuosa all’origine del suo nome (in latino Sinuaria) bisogna salire a Punta della Scomunica, a 408 metri di altezza. La costa occidentale è un susseguirsi di falesie, canaloni, spaccature e rocce a picco sul mare; la costa orientale, fatta di spiagge sabbiose coperte di vegetazione ancora integra e di scogli calcarei, digrada più dolcemente nelle profondità marine. A Fornelli il primo impatto è con l’edificio bianco in cemento armato, dominato da due severe torrette di sorveglianza, a qualche centinaio di metri dal molo: era il carcere di massima sicurezza, dove sono passati mafiosi e brigatisti.

Il Castelaccio e Cala sgombro

Italy, Sardegna, Asinara, ©Foto Marco Santini

Dopo qualche minuto di strada sulla sinistra si vedono i resti di un castello duecentesco, detto Castellaccio, mentre volgendo lo sguardo a destra il colore dell’acqua di cala S. Andrea richiama immediatamente i mari tropicali. Lo stagno al quale si abbeverano i mufloni e i cavalli, le folaghe ed i tuffetti e quella roccia di calcare lavorata dal vento riportano immediatamente in Sardegna. Improvvisamente, dopo una breve salita, si apre un panorama mozzafiato: è il punto più stretto dell’isola (solo 240 m). A sinistra vediamo la cala Sgombro di fuori e a destra cala Sgombro di dentro. A seconda del vento, da una parte il mare è calmo e piatto, dall’altra si vedono le creste bianche del Mediterraneo agitato. Cala Reale è una ex stazione sanitaria che a metà Ottocento ospitava i malati in quarantena.

Italy, Sardegna, Alghero, Porto Conte ©Foto Marco Santini

Nella rada di Cala Reale è stata recentemente rinvenuto il carico di una nave romana del IV-V sec. a.C. Infine ecco Cala Oliva, detta il paesello, dove un tempo abitavano i residenti. Da qui parte una strada bianca che porta a Cala Sabina, dove si può fare sia il bagno che snorkeling, per l’osservazione degli splendidi fondali ed uno sterrato che conduce al bosco di Elighe Mannu, nella quiete quasi surreale dell’isola. Imperdibile l’escursione in fuoristrada (con Asinara 4×4). Dopo 2 giorni sull’isola, decidiamo di fare una salto a Stintino per dare un’occhiata al paese e durante la traversata ci regaliamo un bagno alla Pelosa. La traversata dei Fornelli è un tuffo nel turchese che rimane negli occhi a lungo. Infine attracchiamo a Porto Mannu (cinque miglia dal campo boe dei Fornelli)

Stintino, vecchio borgo marinaro

Quelle piccole semplici case del vecchio agglomerato di Stintino furono costruite oltre cento anni fa per ospitare i pescatori camoglini costretti ad abbandonare l’Asinara, diventata colonia penale. I cognomi più diffusi, ancora oggi, sono Schiaffino, Parodi e Barbino. Nel borgo marinaro regna sempre la tranquillità, eccetto in agosto, quando si svolge la regata delle imbarcazioni a vela latina, uno degli appuntamenti più gettonati per gli amanti delle barche storiche. Da qui ad Alghero sono un quarantina di miglia ripassando per Capo Caccia e fermandosi per un ultimo bagno alla Cala dell’Olandese.

Testo e foto di Marco Santini|Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

Info utili

Come arrivare ad Alghero

Aeroporto di Alghero

https://www.aeroportodialghero.it/

Aeroporto di Olbia Costa Smeralda a 130 km (circa 1 e 30 di auto)

https://www.geasar.it/

Ormeggio e accesso Asinara

http://www.parcoasinara.org/it/contenuti/articoli/dettagli/589/

 Aquatica: tel. 079983199, www.aquaticasardegna.it

Asinara 4×4

Escursioni in fuoristrada all’Asinara

Via Monti 19 Porto Torres, cell. 347.21.51.286, www.asinara4x4.com

Dove mangiare all’Asinara

Ristorante La Speranza

Grande chiosco in legno affacciato sul mare di Porto Pollina, a 8 chilometri da Alghero. Imperdibile la pasta con gli scampi. Litoranea Alghero Bosa, tel. 079. 91.70.10.  Prezzi: 45 euro

Dove dormire all’Asinara

La locanda del parco a Cala d’oliva

https://www.lalocandadelparcoasinara.com/

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