Ambiente: migliorarlo per vivere  

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Oggi, 5 giugno 2020, è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Fra le tante “giornate” che intasano il calendario, questa è senza dubbio una delle più serie e partecipate; in tutto il mondo. La consapevolezza della percezione fisica e spirituale del luogo in cui viviamo esiste da sempre; un pensiero antico, quello di Buddha, lo conferma: “se desideri conoscere il divino, senti il vento sul viso e il sole caldo sulla tua mano”Ambiente è parola con molti sinonimi: il primo e più famoso è senza dubbio natura, al quale si aggiungono spazio, atmosfera, scenario, paesaggio. Ma per avere compiutezza di significati pregnanti, l’ambiente in quanto tale deve trovare riscontro in altri elementi o argomenti di vita che lo completino; ce lo ricorda William Shakespeare: “questa nostra vita via dalla folla: trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli, prediche nelle pietre e ovunque il bene”La salvaguardia del globo e per conseguenza delle nostre stesse vite, è argomento oggi percepito nella sua interezza e importanza, perché chiari sono i messaggi negativi che si fanno sempre più frequenti; è lo stesso pianeta a lanciarne di catastrofici. Inutile nasconderlo: la terra dà evidenti segni di cedimento e noi non abbiamo un altro luogo in cui riparare, se l’impensabile avverrà. Ce lo ricorda lo scrittore americano Robert Green Ingersoll: “in natura non ci sono né ricompense né punizioni: ci sono conseguenze”severo monito che si riflette nel giudizio espresso da un altro scrittore, Leo Longanesi: “la natura ha strane leggi ma lei, almeno, le rispetta”.

Mucche al pascolo nel parco della Lessinia ©Lucio Rossi

Ora è chiaro per tutti cosa occorre fare; scelte precise, coraggiose, irrinunciabili, rivolte a un unico fine: la sopravvivenza. Non sono esagerati gli anatemi di Greta Thunberg, la ragazzina svedese che ha esportato nei cinque continenti i suoi #fridaysforfuture. Per fortuna oggi sono moltissime le associazioni, i gruppi di lavoro, i singoli individui che si prendono cura dei problemi ambientali; a loro si sono uniti organismi nazionali e internazionali e tutto questo funge da traino per i milioni di individui che ne seguono idee e consigli, a cominciare dai comportamenti individuali. Se ci riferiamo per esempio al Cibo, evitare di buttar via tonnellate di alimenti ancora buoni da mangiare: per produrli e farli arrivare nel nostro frigo è stata impiegata molta acqua, molta energia, molte emissioni; tutto è più serio rispetto allo scherzo verbale detto dal fisico serbo Mihajlo Pupin: “guarda una mucca e ricorda che i più grandi scienziati del mondo non hanno mai scoperto come trasformare l’erba in latte”Altro argomento del quale occuparsi con attenzione, l’Acqua. Ridurne i consumi a livello personale, oltre che raccoglierla e distribuirla con attrezzature e impianti adeguati, diverrà imperativo. Stessa cosa peri Rifiuti di tutti i tipi; da quelli industriali (enormi, pericolosi, un vero incubo) a quelli di casa; impensabile mettere tutto insieme (umido, vetro, carta, metalli, plastica) più altri oggetti non più utili. Tutto può essere recuperato e trasformato; il motto vincente è: ridurre, riusare, riciclare.

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Uno che di ambiente e natura se ne intendeva (Jacques Cousteau) ha detto: “non è l’uomo che deve battersi contro una natura ostile, ma è la natura indifesa che da generazioni è vittima dell’umanità”. Ecco perché merita ogni attenzione, a cominciare dalla Terra. Stop a episodi di deforestazione selvaggia; bastano e avanzano i danni dell’uomo, gli incendi; gestione sostenibile di ogni tipo di foresta: alberi da usare e subito rimpiazzare; cura estrema nella conservazione degli ecosistemi montani mediante azioni specifiche; recupero dei territori degradati o soggetti a desertificazione (forestazione, impianti irrigui); protezione delle specie vegetali e animali minacciate e lotta al bracconaggio; conservazione dell’ambiente evitando l’introduzione di specie aliene, sia terrestri che acquatiche. Poi c’è il Mare con le sue immense isole di plastica, con l’immissione di ogni tipo di rifiuto inquinante, con la pesca eccessiva, con la necessità di proteggere gli ecosistemi più fragili: quelli delle coste e delle isole; tutto questo, senza trascurare lo sviluppo delle conoscenze scientifiche, coordinate da una commissione oceanografica intergovernativa. Infine, l’Aria; due gli obiettivi primari: aumentare gli investimenti pubblici per la crescita delle energie rinnovabili e raggiungere (entro il 2050) l’obiettivo della completa de-carbonizzazione (emissioni zero). Se saremo stati bravi, come lo siamo stati per contrastare il Covid-19, potremo a pieno titolo dichiarare che “la natura non è un posto da visitare; è casa nostra”. È un pensiero del poeta californiano Gary Snyder, oggi novantenne.

Libertas Dicendi n° 264 del ‘Columnist’ Federico Formignani |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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