Visita aperta alle dimore storiche d’Italia. Una rete di bellezze in ogni regione

Domenica 22 maggio ritorna l’appuntamento con le dimore storiche italiane. Oltre 400 tra castelli, rocche, ville, parchi, antiche tenute agricole, giardini aprono le porte gratuitamente e su appuntamento ai visitatori. In Piemonte e Valle d’Aosta 23 dimore svelano segreti e bellezze, giardini in fiore sulle sponde del lago d’Orta, vigne storiche, palazzotti ottocenteschi…

Sono luoghi esclusivi, normalmente chiusi al pubblico. Ma grazie all’ADSI, l’associazione che riunisce i proprietari delle dimore storiche, una volta l’anno c’è la possibilità di scoprirli gratuitamente.

Il prossimo appuntamento coincide con la XII Giornata Nazionale ADSI. Il 22 maggio contemporaneamente in tutte le regioni d’Italia diverse dimore storiche apriranno i battenti.

Per andarci è necessaria la prenotazione, affinché la visita si svolga nel migliore dei modi, considerando che si tratta di siti normalmente abitati e spesso di grande pregio storico, architettonico, culturale.

Un grande museo diffuso

Le dimore storiche sono beni tutelati dallo Stato. Un patrimonio eccezionale diffuso in tutto il Paese. Castello di Borgo Adorno, fra i boschi presso Cantalupo Ligure

Sono infatti beni soggetti a vincolo, tutelati dallo Stato, distribuiti in tutto il Paese, di cui quasi l’80% situati in campagna o in provincia. Ognuno di questi beni ha una precisa identità, unica in Europa, e uno stretto legame con il territorio di riferimento.

Dall’Alto Adige alla Sicilia sarà possibile accedere a un patrimonio eccezionale, definito il più grande museo diffuso in Italia, con alcune dimore aperte per la prima volta.

Le dimore storiche hanno molto da raccontare. Una sala di palazzo Bettoja a San Maurizio D’Opaglio

È il caso della sezione ASDI di Piemonte-Valle D’Aosta, che per il 2022 propone 23 siti, con una novità assoluta: Villa Malfatti di San Giorgio Canavese (To) alla sua prima partecipazione all’evento. Un edificio ottocentesco circondato da un vasto parco secolare, caratterizzato da due giardini, uno all’italiana e uno all’inglese, delimitato da un romantico portale barocco. 

Costruita all’inizio dell’Ottocento dalla cantante lirica Teresa Belloc, la villa fu acquistata nel 1888 dal barone trentino Stefano Malfatti di Monte Tretto e ristrutturata. Ancor oggi è abitata da discendenti dell’aristocratico.

Tante iniziative nella giornata per il pubblico

Giardini segreti, capolavori in stile italiano o inglese, tutti da scoprire nella giornata ADSI del 22 maggio. Villa Oldofredi Tadini a Cuneo, famoso parco storico botanico

Questo mese di maggio in Piemonte è particolarmente denso di appuntamenti. Proprio il 22 coincide con la giornata “clou” del Salone del Libro di Torino. Evento di spicco a cui alcune dimore iscritte alla Giornata Nazionale hanno voluto dedicare un omaggio speciale: dall’apertura di biblioteche che custodiscono autentiche rarità, alla presentazione di volumi legati a storie di famiglia.

A Cuneo, sempre il 22 maggio, si terrà invece il Raduno Nazionale dei Bersaglieri. Motivo di richiamo che potrebbe suggerire ai partecipanti una visita a Villa Oldofredi Tadini. Custode di uno dei più antichi giardini di Cuneo, censito tra i parchi storici e botanici della Regione Piemonte, al suo interno conserva mobili e cimeli del periodo risorgimentale.

Un incontro con storia, arte, produzioni tipiche

Villa La Marchesa a Novi Ligure. Dimora storica e casa vinicola che produce il celebre bianco Gavi DOCG

Anche in Piemonte la giornata nazionale delle dimore storiche può essere l’occasione per conoscere e degustare produzioni tipiche locali. In molti casi eccellenze prodotte nelle tenute e altre del territorio vengono proposte ai visitatori.  Parlando di vino, si possono citare ad esempio il Podere ai Valloni di Boca (NO), alfiere del Boca DOC, e Villa La Marchesa di Novi Ligure (AL), con il famoso Gavi DOCG.

Tutto questo testimonia come, oltre al grande valore storico e culturale, le dimore storiche d’Italia rappresentino un perno di economia circolare per i borghi in cui si trovano e di cui nel tempo sono stati elemento di identità e riferimento. Il 54% di questi immobili si trova infatti in piccoli comuni con una popolazione inferiore a 20.000 abitanti e, nel 29% dei casi sotto i 5.000 residenti.

Le dimore danno lavoro e creano valore

Manutenere e curare una dimora storica necessita di tante professionalità, spesso di alto artigianato. Ecco una sala di palazzo Castelvecchio a Bricherasio

Le Giornate Nazionali di ADSI dedicate al pubblico sono un’ottima occasione per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sul ruolo che le dimore storiche ricoprono per il tessuto socio-economico del Paese.

Il loro indotto genera un impatto positivo su moltissime filiere: da quella artigiana (in particolare del restauro), a quella del turismo, dalla convegnistica alla realizzazione di eventi, dal settore agricolo al mondo vitivinicolo. Molte sono le figure professionali che gravitano intorno ad una dimora storica, mestieri dal sapere antico – artigiani, restauratori, maestri, vetrai – sempre più difficili da reperire.

ADSI Piemonte

Per Prenotazioni 22 maggio: ADSI

Testo di Gianfranco Podestà |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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