Lungi dall’essere un palazzo residenziale o una semplice residenza di caccia, il castello è un’opera d’arte geniale, immaginata da Francesco I, ispirata da Leonardo da Vinci, che non ha ancora finito di svelare tutti i suoi segreti. Nella primavera del 2017, la tenuta di Chambord è entrata in una nuova dimensione con la riapparizione dei suoi giardini alla francese.

Quello di Chambord è probabilmente il più imponente, sontuoso tra tutti i castelli della Loira.


Iscritto al patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1981 – a meno di 2 ore a sud di Parigi e aperto tutto l’anno 7 giorni su 7 – ha collezioni con quasi 4.500 opere e oggetti d’arte, con meravigliose terrazze panoramiche. Il più grande parco forestale cintato d’Europa – potager (giardini nutritivi) ornamentali, orti biologici, giardini formali e giardini all’inglese.

La tenuta di Chambord è un’opera d’arte eccezionale: monumento storico dal 1840 e inserito nel patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1981. Emblema conclamato del Rinascimento francese, il castello non può essere considerato a prescindere dal suo ambiente naturale, la foresta.

Infatti visitare Chambord non significa visitare un semplice castello, ma esplorare un universo a sé che lascia un ricordo indelebile. Una volta attraversati i fitti boschi, si percepisce subito un’atmosfera unica e fiabesca dinanzi alla straordinaria architettura immaginata da Francesco I e ispirata dal genio di Leonardo da Vinci. Visitando Chambord, si percorrono in poche ore 500 anni della storia francese.

Chambord significa anche ammirare paesaggi vergini e incontaminati, seguire chilometri di sentieri nascosti, avere la possibilità di imbattersi in qualche animale selvatico o ancora scoprire i giardini alla francese progettati sotto il regno di Luigi XIV e riportati in vita nel 2017. 

Proprietà dello Stato dal 1930, la tenuta nazionale di Chambord è diventata nel 2005 un ente pubblico posto sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica francese e sotto la tutela dei Ministeri dell’Ecologia, dell’Agricoltura, della Cultura e della Comunicazione.

“Fu il re Francesco I che decise di costruire il castello di Chambord nel 1519 sulle rive del fiume Cosson”

Un regale pied-à-terre

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Il grande piazzale all’interno del Castello di Chambord, ©Lucio Rossi

Nel 1515, al suo ritorno vittorioso dalla battaglia di Marignano, Francesco I decise di edificare Chambord. Non per farne la sua residenza, bensì come simbolo del suo potere. Peraltro vi soggiornò in totale solo 50 giorni.

Ma nel corso dei secoli il castello ha visto la presenza di numerosi ospiti illustri in occasione di feste e memorabili partite di caccia. Fra questi Luigi XIV che, tra l’altro, ultimò i lavori.

Il maniero veniva abitato solo per brevi periodi, come del resto quasi tutti i castelli della Loira, e poteva accogliere moltissimi ospiti nelle oltre 400 stanze, alcune davvero grandiose, oggi in parte destinate a interessanti mostre temporanee.

Per la precisione sono 426 stanze, di cui 60 superbamente riammobiliate e con una collezione di oltre 4500 oggetti d’arte.  

Si possono visitare liberamente, sfruttando pure 83 scalinate e ammirando 282 camini. il Castello di Chambord e la sua architettura grandiosa rivaleggiano con i fasti di Versailles!

Le Scale di Leonardo, dove ci vede ma non ci si incontra

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La scala a doppia elica di Leonardo al Castello di Chambord © DnC – Photo Sophie Lloyd

Ma la vera attrazione sono le scale a doppia elica progettate da Leonardo, magistrale esempio di ingegneria, che si incrociano conducendo alle ampie terrazze. Si può salire da ciascun lato senza mai incontrarsi ma seguendosi con gli occhi. Un gioco a nascondino divertente e intrigante, per calarsi nell’atmosfera rinascimentale delle intricate vicende di dame e cavalieri.

Perché sulle terrazze ancora sembra risuonare il cicaleccio delle nobildonne che organizzavano incontri, pranzi e mercatini. Un vero proprio tempio dello shopping ante litteram, dove i mercanti esponevano preziosi monili, stoffe pregiate, tappeti e gli scambi, di ogni genere, erano favoriti. 

I magnifici giardini di Chambord

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Una veduta dei giardini e, sullo sfondo, della grande tenuta e dei boschi del Castello di Chambord ©Lucio Rossi

La magnificenza del castello e della tenuta si deve certamente anche ai giardini e al parco che coprono ben 5400 ettari. Un’area grande quanto Parigi (periferie escluse), di fatto il più vasto parco recintato d’Europa.

Un’idea carina è venire qui per pranzo facendo un picnic nell’ampio parco del castello, circondato da boschi dove anche i cani possono scorrazzare tranquillamente.

Un grande lavoro di recupero

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Un viale alberato al Castello di Chambord ©Leonard de Serres-DN Chambord

Nella primavera del 2017 Chambord ha ritrovato i suoi giardini. Centinaia di alberi, arbusti, roseti, piante di delimitazione degli spazi verdi e prati piantumati in pochi mesi. Un cantiere lampo dopo 16 anni di studi per una restituzione quasi identica all’originale dei giardini immaginati da Luigi XIV. Un impegno enorme per un risultato magnifico.

Circa cento persone hanno lavorato instancabilmente per realizzare l’impresa di ricreare i giardini alla francese del castello riproducendo le stesse architetture del XVIII secolo.

Un’epoca successiva al Rinascimento, perché Chambord era stato costruito su un terreno acquitrinoso difficile da lavorare e la zona circostante al castello rimase piuttosto selvaggia fino al regno di Luigi XIV.

Nel segno del Re Sole

I primi lavori iniziarono nel 1600 per poi essere rapidamente interrotti, e furono ripresi solamente durante il soggiorno del re di Polonia, Stanislas Leszczynski, il quale si stabilì a Chambord tra il 1725 e il 1733.

Il sovrano polacco si lamentava delle epidemie di malaria che allora colpivano la sua corte durante l’estate, segno che era giunto il momento di bonificare la palude circostante. I lavori, iniziati durante il regno di Luigi XIV, continuarono a partire dal 1730.

Furono allora costruiti ponti, dighe, un canale e una terrazza. Dopo essere stata bonificata, l’area fu finalmente pronta per accogliere un giardino alla francese, disegnato secondo un progetto del 1734.

I 6 ettari e mezzo di terra furono piantati con varie specie vegetali locali, alle quali si aggiunsero, in seguito, specie esotiche inusuali: 250 piante di ananas, 121 alberi di aranci e di limoni.

Tuttavia, all’avvento della Rivoluzione, il giardino iniziò a deperire per mancanza di cure. Nel XX secolo rimanevano solo alcune porzioni di prato, fino a quando, nel 2016, venne lanciato il progetto di ricreare i giardini di Chambord.

Far rivivere i giardini perduti

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Aiole fiorite e il Castello di Chambord sullo sfondo ©Leonard de Serres-DN Chambord

Prati, aiole e filari di alberi sono stati ripiantati secondo la loro disposizione e le loro dimensioni originali in soli cinque mesi. Alcune specie sono state sostituite da altre: ad esempio gli ippocastani e i bossi di un tempo sono oggi soggetti a malattie e sono stati quindi rimpiazzati con altri alberi di aspetto simile. Ananas e agrumi sono tornati!

In totale questo cantiere gigantesco ha portato all’impianto di 618 alberi, 840 arbusti, oltre 15 000 piante da siepi e quasi 11.000 piante perenni da fiore. Il progetto è stato concepito in un’ottica di sviluppo sostenibile: scelta di specie perenni che richiedono poche cure e nessun trattamento fitosanitario.

Dalla primavera del 2017 è così possibile ammirare in particolare la magnifica fioritura delle 176 rose e visitare gli splendidi giardini: uno spettacolo destinato a durare nel tempo.

La verdura si compra nella fattoria biologica del castello

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Gli orti-giardini del Castello di Chambord producono ortaggi e frutta coltivata in modalità bio-intensiva ©Lucio Rossi

Nel castello oggi s’incontra un altro ambiente green davvero originale. Progettati dal giardiniere paesaggista Rémi Algis, specializzato nella concezione di giardini nutrienti coltivati secondo i precetti della permacoltura, gli orti-giardini di Chambord abbondano di misticanza, rape, barbabietola, pomodoro, ma anche renette, jolibois, mele rubinette e finocchi.

Come parte di un processo di innovazione e sperimentazione, ispirato dalle pratiche agricole d’avanguardia di altre grandi fattorie biologiche nel mondo, la tenuta offre 4 piazze di colture in orticoltura bio-intensiva, non meno di 140 varietà antiche di meli, peri e peschi ma anche nicchie ecologiche con piante medicinali e aromatiche.

Il vino di Chambord

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Gli orti del Castello di Chambord, ©Leonard de Serres-DN Chambord

E nei vigneti, è rinato il settecentesco vino di Chambord: due bianchi (un Romorantin e un Sauvignon) e un rosso AOC Cheverny (Pinot nero e Gamay). La nuova fattoria biologica della Tenuta di Chambord persegue un preciso obiettivo: produrre frutta e verdura a chilometro zero e incoraggiare la presa di coscienza sui benefici di un’agricoltura intelligente e sostenibile.

In questo modo l’esperienza originale di comprare l’insalata nel cuore della tenuta di Francesco I è oggi possibile. Il Castello di Chambord ha creato un orto-giardino seguendo i principi dell’agricoltura biologica, ecologica e rigeneratrice dei suoli. 

Tutt’intorno alle scuderie di Maurizio di Sassonia sono prodotte una quarantina di verdure diverse rivendute anche ai ristoranti locali.

L’orto-giardino è un vero esempio di biodiversità e agricoltura a chilometro zero. Questo progetto mira a sensibilizzare il pubblico sul ruolo della permacultura nel contesto della protezione ambientale. Quotidianamente gli agricoltori del castello conducono visite guidate tra le loro produzioni, mettendole a disposizione per la vendita.

Si prevede che questo primo appezzamento si estenderà con un campo dedicato all’agroforestazione e a un frutteto con orto.   

Chambord, permacultura e vigneti  

Una foresta sterminata

L’immensa tenuta di Chambord comprende una vasta foresta selvaggia di oltre 5 000 ettari, nella quale vive una fauna locale preservata. La lunga recinzione di 32 km delimita la tenuta e permette il controllo della popolazione animale. Alcune aree sono aperte al pubblico e dispongono di postazioni di osservazione in libero accesso.

Per le altre aree chiuse è invece possibile prenotare i biglietti e fare escursioni immersi nella natura più integra, con buona probabilità di ascoltare il bramito del cervo, o magari avvistarlo, da metà settembre ai primi di ottobre: un’esperienza magica!

Gli insetti convivono in questo gioiello naturale, elencati nella rete NATURA 2000, il cui obiettivo principale è il la conservazione della biodiversità. Mille ettari di boschi, sentieri, prati e brughiere sono aperti ai visitatori con accesso gratuito.

La parte privata del parco può essere scoperta in compagnia di una guida durante una visita in pullman, fuoristrada o bicicletta. Un’esperienza davvero immersiva e interessante è percorrere in bici o a piedi la Grande Promenade, lunga circa 20 chilometri.

Un calendario ricco di eventi e il piacere di dormire a due passi dal castello

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Una camera del Relais de Chambord, dalla finestra si vede il castello ©Relais de Chambord

Ad appena 50 metri dal castello di Chambord, questa antica stazione di posta è stata trasformata dal 2018 in un delizioso ed elegante hotel che rievoca l’atmosfera delle case di campagna. E con una vista impareggiabile sul più straordinario dei castelli della Loira. Dopo una ristrutturazione durata tre anni, l’ex Hotel Saint-Michel, oggi Relais De Chambord, sfoggia una nuova veste interamente ripensata dall’architetto Jean-Michel Wilmotte.

55 tra camere e suite e un design raffinato ma in sintonia con un luogo storico. Già nella hall un camino, una libreria e una collezione di annaffiatoi antichi creano un ambiente familiare, che invita a un soggiorno da vivere in leggerezza, pronti a cogliere tutte le meraviglie della tenuta. Area benessere e ristorazione con tipicità locali, in cui dominano ortaggi, frutta e vini prodotti presso il castello.

Fermarsi al Relais De Chambord è un’ottima idea per assistere alle tante iniziative in programma durante l’anno. Il 17 e 18 settembre si celebrano le Giornate Europee del Patrimonio: un momento importante con visite guidate ed eventi speciali.

Grande animazione ogni anno per il Natale al Castello. Decorazioni fiabesche, intrattenimento, caminetti scoppiettanti: lo spirito natalizio si respira a Chambord per tutto il mese di dicembre, fino al 2 gennaio 2023.

Per informazioni

Castello di Chambord

www.valledellaloira-francia.it

Per ogni altra informazione sul turismo in Francia consultare il sito www.france.fr

Testo di Gianfranco Podestà |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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