Sono ben 27 le riserve sparse negli Stati del Great American West. Storia, cultura e tradizioni degli indiani sono ben radicate anche oggi.

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©North Dakota Tourism

Nella regione del Great American West coesistono numerose tribù indiane distribuite nelle 27 riserve dei cinque Stati.

Il viaggio in questa regione non è completo se non si va alla scoperta della cultura e del patrimonio delle tribù native d’America.

La Grande Nazione Sioux offre molteplici aspetti di grande fascino, ad iniziare dai raduni estivi (i Powwow), in cui si usano variopinti costumi composti da perline e piumaggi. In questi appuntamenti si svolgono danze cerimoniali di uomini, donne e bambini, alle quali possono assistere anche i turisti.

Ma non bisogna sottovalutare i musei: lì sono raccolte preziose di manufatti pregiati che testimoniano millenni di storia ed una cultura esistente ben prima dell’arrivo dell’uomo bianco. 

Gli indiani nel South Dakota

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Cavalli selvaggi all’interno della Pine Ridge Reservation, al limitare dell Black Hills ©Travel South Dakota

Lakota, Nakota e Dakota in South Dakota vivono nelle terre tribali delle 9 tribù dello Stato. Per un’approfondita esperienza “on-the-road” si può viaggiare lungo la Native American Scenic Byway, oppure visitare i luoghi storici di tragici eventi quali il Massacro di Wounded Knee nella Pine Ridge Reservation.

Accanto al Red Cloud Heritage Center si rende omaggio ad un capo indiano tra i più mitici: Red Cloud, Nuvola Rossa, sepolto nel piccolo cimitero cristiano.

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Crazy Horse Mountain Carving ©CHM

L’espressione culturale più completa è al Crazy Horse Memorial: si tratta di una delle più maestose sculture scolpite nella roccia granitica delle montagne sacre ai nativi, le Wapa Sapa, le Colline Nere. Qui si erge non solo il memoriale a Cavallo Pazzo, leggendario guerriero, ma anche un museo monumentale della cultura indiana.

Nella stagione estiva danze tribali e immagini laser sparate nel cielo permettono di approfondire ulteriormente storie e leggende indiane in una scenografia paesaggistica spettacolare. La più recente attrattiva è il Lakota Village che illustra dal vivo la vita dei popoli ancestrali nelle iconiche tende teepee.

Gli indiani nel North Dakota

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Earthlodges e cultura dei nativi americani presso On-A-Slant Village ©North Dakota Tourism

È nel vicino North Dakota che si scopre che le singole tribù native hanno distinte e differenti origini, storie ed idiomi. Queste stesse tribù vivevano in villaggi definiti Earthlodge, tipiche abitazioni native di forma circolare, che si possono vedere presso la riserva delle Tre Tribù Affiliate, Mandan, Hidatsa e Arikara.

È straordinario poi trovare la replica dello storico Fort Mandan: qui gli esploratori Lewis e Clark soggiornarono venendo a contatto proprio con gli Hidatsa e la fanciulla indiana Sakakawea che fu determinante nell’intera spedizione compiuta in tre anni di viaggio agli inizi dell’800.

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Sito storico nazionale di Fort Union Trading Post ©North Dakota Tourism

Luoghi storici nativi li ritroviamo anche al Fort Union Trading Post di Fort Union, al confine con il Montana: qui Lauren Yellow Bird, nativo Arikara, vi trasporta nell’epoca d’oro della metà dell’800 di questo famoso avamposto commerciale dove nativi indiani, commercianti bianchi e avventurieri realizzavano scambi di pelli. Fu il più importante hub commerciale dell’Upper Missouri River per gli Assiniboine e altre sei tribù delle pianure settentrionali.

Poi ci sono i Chippewa e i Metis ed altre tribù delle pianure, unite principalmente da credenze e valori che provengono dal rispetto per la terra e da una stretta relazione tra l’uomo e la natura.

Gli indiani nel Montana

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Parade degli indiani nativi Crow nella Crow Indian Reservation ©MOTBD

Il Montana ospita 7 riserve e 11 tribù. Proprio con guide indiane Blackfeet di Sun Tours sono offerti tour giornalieri attraverso la Blackfeet Country e Glacier National Park. Un modo per saperne di più su questo territorio che i nativi chiamano la “spina dorsale del mondo”.

Si può anche visitare il Museum of the Plains Indian a Browning, sito che ospita l’annuale North American Indian Days.

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Flathead Indian Reservation ©MOTBD

In alternativa, si possono scoprire le tradizioni delle tribù Salish e Kootenai e della vicina riserva degli Indiani Flathead situata sulla sponda meridionale del Lago Flathead, il più grande bacino lacustre d’acqua dolce naturale ad ovest del Mississipi.

Ancora, si può raggiungere Wild Horse Island, punto di riferimento degli indiani Kootenai che la utilizzarono per far pascolare i cavalli e impedire di essere derubati da altre tribù.

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Parade degli indiani nativi Crow nella Crow Indian Reservation ©MOTBD

Durante un viaggio in questo Stato si può anche ammirare quello che si ritiene essere il più grande accampamento indiano al mondo dei tempi moderni nel corso dell’annuale Crow Fair and Rodeo, una celebrazione della Apsáalooke Nation, che si svolge ogni agosto nella Crow Agency.

Infine si può saperne di più su una delle più famose battaglie della storia del West visitando Little Bighorn Battlefield National Monument dove è conservato il sito della scontro avvenuto il 25 e il 26 giugno 1876.

Una battaglia storica con gli indiani nativi (tra cui c’erano migliaia di guerrieri Lakota, Cheyenne, Arapaho) che riuscirono a sconfiggere l’esercito americano comandato dal generale Custer.

Gli indiani nell’Idaho

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Nez Perce National Historical Park Visitor Center, Spalding ©Credit Visit Idaho

Sede delle tribù dei Coeur d’Alene, Kootenai, Nez Perce, Shoshone-Paiute e Shoshone-Bannock, l’Idaho vanta una cultura nativa grandiosa. In questo Stato si possono ammirare i colori ed ascoltate i suoni nelle speciali cerimonie che si tengono durante le celebrazioni estive, come lo Shoshone-Bannock Festival Powwow ed il Coeur d’Alene Julyamsh Powwow.

Si può, inoltre, visitare il Nez Perce National Historical Park di Spalding per scoprire le leggende della cultura dei Nez Perce, i Nasi Forati.

A circa 10 km a sud di Grangeville si può effettuare una sosta per ammirare la Camas Prairie, luogo di ritrovo tradizionale Nez Perce nell’Idaho centro-settentrionale con la sua fioritura primaverile di blu Camas, un bulbo fonte di cibo importante per tutti i nativi americani all’interno nord-ovest.

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Il memoriale a Sacajawea ©Annalisa Mereghetti

Se si amano i cavalli Appaloosa non si deve perdere l’occasione di una visita al Museo Appaloosa di Moscow che si trova nel cuore della Palouse Country, sede della razza Appaloosa. Questo spazio espositivo fu fondato nel 1975 per raccogliere, conservare, studiare e esporre oggetti che illustrano la storia del cavallo Appaloosa e della sua regione di origine.

Il viaggio continua lungo la Sacajawea Historic Byway. Una sosta la merita il Sacajawea Interpretive, Cultural & Education Center: qui ci sono mostre e manufatti sulla famosa donna Shoshone che guidò la spedizione di Lewis & Clark.

Gli indiani nel Wyoming

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Fort Washakie Powwow ©Wyoming Office of Tourism

Un tempo dimora di oltre una dozzina di tribù indiane, lo stato del Wyoming  oggi conta tra i suoi abitanti oltre 11.000 nativi Shoshone e Arapaho che vivono nella Riserva di Wind River.

Quest’area, situata a sud-est di Jackson, ha un’estensione di quasi 900.000 ettari ed è il luogo dove si svolgono powwow ogni estate.

Fort Washakie porta il nome del Capo Washakie ed è la più antica comunità della riserva, ex Fort Brown. Conserva molti degli edifici militari originali nel quartiere storico, sede del Centro Culturale Tribale Eastern Shoshone, e dei cimiteri dove sono sepolti sia il capo Washakie che la guida Shoshone di Lewis e Clark, Sacajawea.

Ethete e St. Stephens sono i centri della cultura Arapaho con St. Stephen’s Indian Mission and Heritage Center. Meritevoli di una visita sono i dipinti colorati indiani nella chiesa e l’artigianato nativo al St. Stephens Art Center.

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Wind River Wild Horse Rescue ©Wyoming Office of Tourism

Il Wind River Wild Horse Sanctuary, situato vicino a Lander all’Oldham’s Ranch, offre visite guidate a pagamento nella riserva di cavalli selvatici.

In Wyoming si trovano anche numerosi siti considerati sacri dai nativi: tra questi figura Devils Tower (conosciuta anche con il nome di Bears Lodge – la tana dell’orso).

Per migliaia di anni, le tribù Cheyenne, Crow, Arapaho, Lakota, Kiowa e altre hanno raccontato storie e svolto cerimonie ai piedi di questa torre. Il monolite iconico si trova nel nord-est dello Stato.

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Devils Tower, la montagna sacra per gli indiani del Wyoming ©Wyoming Office of Tourism

Questa affascinante formazione geologica, alta 365 metri, nel 1906 fu dichiarata dal presidente T. Roosevelt monumento nazionale. La prima della nazione a vantare tale titolo.

A giugno molte tribù si riuniscono per eseguire cerimonie personali e di gruppo. In questo mese non è consentita l’arrampicata per rispetto alla sacralità del luogo.

Affascinante anche Medicine Wheel National Historic Site, nella Bighorn National Forest vicino a Lovell. Si tratta di un antico circolo di pietre con dei “raggi” interni, spesso paragonato a Stonehenge.

Si ritiene sia stato costruito da tribù native per scopi religiosi ed astrologici tra il 1200 ed il d.C. Oggi il sito viene usato dai nativi per cerimonie religiose ed è aperto al pubblico da giugno a settembre.

Testo di Redazione|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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