Nel Great American West esistono le Scenic Byways, strade secondarie scelte e selezionate per la loro bellezza paesaggistica e non solo.

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In moto lungo una strada panoramica del North Dakota ©Tourism

Le Strade Scenografiche, o Scenic Byways, fanno parte dell’esperienza americana. Ci portano nei luoghi in cui abbiamo sempre sognato di viaggiare, ci guidano attraverso la storia e le tradizioni e ci collegano a parchi nazionali, montagne maestose e altro ancora.

Quelle ufficialmente designate nei cinque Stati del Great American West sono ben 61! Una scelta ampia che consente di tracciare la rotta più panoramica, evitando autostrade, per viaggiare tra i paesaggi più diversi e maggiormente affascinanti, immersi nella natura, colmi di fauna selvatica, meravigliose vedute, memorie del passato e la sensazione dell’infinito.

È il vero on-the-road! Troppe per essere tutte descritte, ma alcune sono meritevoli di nota.

Emozioni nell’Idaho

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Ponderosa Pine scenic byway vicino a Lowman by ©Visit Idaho

Il solo Idaho ne vanta il numero maggiore: ben 31! In questo Stato si possono ad esempio combinare due Scenic Byway. Si parte dalla capitale Boise per dirigersi a nord-est ed imboccare la Ponderosa Scenic Byway che si snoda attraverso la storica Idaho City, fino a Lowman e alla città di montagna di Stanley alla base delle Sawtooth Mountains.

Questo percorso è ricco di paesaggi naturali affascinanti: segue una parte del fiume Payette e passa per la natura selvaggia di Sawtooth, Boise, Salmon-Challis e Sawtooth National Forest.

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Tramonto sulle Sawtooth Mountains viste da Stanley, Idaho ©Visit Idaho

Ben 211 km, nel Sud-Ovest e nel centro dello Stato, che attraversano una incredibile varietà di paesaggi che vanno da colline e boschi in altitudine a canyon pittoreschi solcati da fiumi e incastonati tra maestose vette.

La diversità della flora lungo il tragitto fornisce un habitat per centinaia di specie di fauna selvatica tra cui alci, orsi neri, cervi, lepri, coyote, volpe rossa, uccelli canori e aquile.

Nella zona attorno alla cittadina di Idaho City ci si può fermare per seguire tracce delle memorie storiche delle miniere della corsa all’oro alla fine del 1800, quando la metà dei residenti locali erano immigrati cinesi.

I Pini Ponderosa di grande diametro, dai quali la strada prende il nome, nelle calde giornate sprigionano un profumo di vaniglia.

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Redfish Lake, Stanley ©Visit Idaho

La strada termina a Stanley, in piena Sawtooth National Forest. Da qui parte la Salmon River Scenic Byway lunga circa 260 km. Una strada che segue il percorso degli esploratori Lewis e Clark attraverso l’Idaho centrale.

Lungo la via si susseguono panorami composti da gole costeggiate da foreste, oltre a numerose città fantasma.

Immancabili le soste a Redfish Lake e al piccolo ma delizioso Stanley Museum che conserva retaggi del passato in una ex stazione di ranger. Così come non si può rinunciare a un tuffo rilassante nelle sorgenti calde Sunbeam Hot Springs con cinque piscine naturali.

L’incanto del Montana

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Terry Badlands Wilderness Area ©MOTBD

Se si vuole scoprire la sezione delle Great Plains del Montana, si deve viaggiare sulla Big Sky Back Country Byway che attraversa le vaste distese di terra e del cielo che hanno permesso allo Stato di conquistare il soprannome di “Big Sky“.

La byway di 168 km copre diversi paesaggi fatti di calanchi, colline isolate dai lati fortemente inclinati e praterie ondulate. Il percorso collega i due principali fiumi dello Stato: lo Yellowstone a sud e il Missouri a nord. Si accede alla strada da sud, e più precisamente da Terry, terminando il viaggio a Wolf Point, sul Missouri River.

Questa strada aprì nel 1924: originariamente era conosciuta come il Regina-Yellowstone Trail, un percorso che permetteva di collegare le praterie settentrionali al Parco Nazionale di Yellowstone.

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Missouri River vicino a Ulm, Central Montana @Travel Montana

L’area che circonda Terry fu terreno di caccia per le tribù native Crow, Sioux e Cheyenne, prima dell’arrivo dell’uomo bianco. Notevole è Terry Badlands Wilderness Area, riccamente caratterizzata da formazioni di arenaria dai toni caldi e scogliere.

Salendo verso la città di Circle si osserva una vera e propria proliferazione di scavi paleontologici e di luoghi storici.

Wolf Point vide il passaggio di Lewis e Clark nel 1805. La cittadina è ora concentrata principalmente all’interno della riserva indiana di Fort Peck, creata nel 1886 dopo che le tribù hanno ceduto milioni di acri di terra per iniziare una nuova vita che non hanno mai né richiesto né desiderato.

La strada si può completare in circa 3 ore. Tutt’altra storia, invece, se si parla della scenografica St. Regis-Paradise Scenic Byway. Questo percorso di soli 48 km inizia, appunto, a St. Regis e termina a Paradise.

Si attraversa la Lolo National Forest godendo del cambiamento del terreno che da pianeggiante con vaste distese ondulate diventa ripido a causa delle pareti dei canyon delle Coeur D’Alene Mountains.

Questa strada scenografica può fregiarsi non a caso del motto: “The River, The People, The Land“. È da sempre considerata un percorso alternativo per raggiungere il Flathead Lake o il Glacier National Park. Ma non solo, in quanto serve anche come strada per il National Bison Range, spettacolare riserva indiana faunistica.

La natura del North Dakota

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Sakakawea Scenic Byway @North Dakota Tourism

La Des Lacs National Wildlife Refuge Scenic Backway, nel nord-ovest del North Dakota, offre ampie opportunità per avvistare una varietà di fauna selvatica: cervi, alci e più di 250 specie di uccelli.

La strada inizia a 10 km a sud di Kenmare e prosegue a nord fino al termine della riserva naturalistica a Ward County Road 1.

Si continua a guidare, poi, verso la prateria di montagna, costellata di colorati fiori selvatici. In cima al sentiero, nei pressi del parcheggio, si può godere di una affascinante vista sul lago, sulle paludi e sulla valle del fiume Des Lacs.

Per una immersione nella storia basta seguire il corso del fiume Missouri percorrendo la Sakakawea Scenic Byway. Questa strada, lunga 37 km, collega Washburn a Stanton e offre fantastiche viste sulla Valle del Missouri River e di alcune delle località toccate dagli esploratori Lewis e Clark.

Durante questa avventura si può sostare in famosi siti storici, tra i quali spicca Fort Mandan. Qui avvenne il leggendario incontro tra gli esploratori e la fanciulla indiana Shoshone Sakakawea rapita dagli Hidatsa. Un evento che diede una svolta importante alla spedizione e contribuì alla scoperta del mitico “Passaggio a Nord-Ovest“.

Altrettanto interessante è il Knife River Indian Villages National Historic Site, sito che permette di saperne di più sulla storia e la cultura dei popoli nativi che hanno vissuto nelle dolci colline e nelle valli boscose dei fiumi Missouri e Knife.

Lungo le strade del South Dakota

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Wildlife loop Buffalo ©South Dakota Office of Tourism

La Native American Scenic Byway in South Dakota si può fregiare d’essere l’unica byway americana completamente dedicata alle tribù indiane. Il percorso misura 720 km e attraversa cinque riserve native indiane e territori tribali.

Questa strada, che corre nel cuore della prateria dello Stato, segue il percorso del fiume Missouri e conduce i viaggiatori attraverso le terre delle tribù Yankton, Crow Creek, Lower Brule, Cheyenne River e Standing Rock Sioux.

La strada è anche contrassegnata da segnaletiche interpretative e monumenti che commemorano la storia e la tradizioni dei Lakota e Dakota.

Il Corp of Discovery di Lewis e Clark seguì proprio questo percorso: Fischer Lilly Park, a Fort Pierre, è un luogo storico ove gli esploratori incontrarono per la prima volta gli indiani nativi nel 1803. Un’area dove la natura regna incontrastata: non è un caso che qui si trovi la Wildlife Loop State Scenic Byway all’interno del parco statale Custer State Park.

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©South Dakota Office of Tourism

Ci sono praterie aperte e dolci colline punteggiate di pini. Del resto ci si trova nella zona delle Black Hills, sacre ai nativi Lakota.

Bisonti, pecore bighorn, pronghorn, cervi, antilopi, coyote, cani della prateria e numerosi uccelli sono facilmente avvistabili. Il parco ospita una delle più grandi mandrie di bisonti del mondo. Un appuntamento “dedicato” a questi animali si svolge a fine settembre: il Buffalo Round-Up. Si tratta di un raduno annuale per il censimento e la vaccinazione di bisonti.

L’evento è una splendida opportunità per conoscere l’ambiente nella sua espressione più genuina. Inoltre, alcuni dei burros del parco vivono all’estremità meridionale di questa strada scenografica. Il percorso, lungo circa 29 km, segue il paesaggio variegato e offre una vista delle colline, praterie e rigogliosi letti fluviali.

La Scenic Byway del Wyoming

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Snowy Range. Lewis Lake ©Lexi Mitchell

La Flaming Gorge Scenic Byway (260 km) nel sud ovest del Wyoming è una spettacolare strada panoramica che abbraccia il paesaggio arido e colorato che circonda il Green River.

Da Rock Springs il viaggio inizia all’uscita 99 della I-80. Seguendo la U.S. Highway 191 a sud, la strada attraversa un territorio desertico. I paesaggi, vasti e incontaminati, che si susseguono sono la patria di grandi mandrie di antilopi pronghorn, cavalli selvatici, cervi mulo e molte specie di rapaci. È, inoltre, un paradiso per i pescatori, per chi ama la mountain bike e per tutti gli appassionati di outdoor.

Rimanendo nel versante meridionale dello Stato, ma ad est, ecco la Snowy Range Scenic Byway che attraversa la catena montuosa Medicine Bow Mountain Range. La strada comprende i 43 km della Medicine Bow National Forest, porzione di Wyoming Highway 130.

Questa Byway può essere raggiunta uscendo dalla Interstate 80 a Laramie. La Snowy Range è una delle più brevi tra le strade panoramiche del Wyoming.

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Flaming Gorge Wyoming ©Wyoming Office of Tourism

Si tratta di una strada a due corsie, che conduce sopra il secondo passo di montagna più alto in Wyoming. La neve, di solito, ne chiude la sezione più alta circa a metà novembre.

La Byway si inerpica dai 2430 metri a fondovalle fino ai 3300. Al passo Snowy Range Pass si erge la cima Medicine Bow Peak oltre i 3600 metri.

La terra, ora conosciuta come Medicine Bow National Forest, ha una lunga storia che risale a 8.000 anni fa quando gli antenati degli indiani delle pianure abitarono la zona.

Northern Arapaho, Oglala Sioux, Northern Cheyenne, Eastern Shoshone e il White River Utes hanno frequentato la zona per la sua abbondanza di fauna selvatica e per raccogliere il legno del “mogano di montagna” per farne archi.

Le acque sorgive minerali calde lungo le rive del fiume North Platte rendevano questo luogo decisamente accogliente, tanto che era scelto anche per svolgere raduni cerimoniali. E non solo. Perché il prezioso liquido blu veniva usato anche per curare gli ammalati.

Testo di Redazione|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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Idaho Scenic Byways