Suvereto, biodiversità umana

Radici antiche e sguardo rivolto verso il futuro Suvereto racconta la Toscana più autentica e ospitale. Tradizioni contadine e animo aperto verso le diversità fanno di questo luogo una realtà dove la biodiversità è anche un valore umano.

Testo e foto di Enrico Caracciolo

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©Enrico Caracciolo

La terra di Suvereto si nutre di luce e grandi spazi. Il respiro della Maremma agita le foglie argentee degli ulivi e i vigneti disegnano geometrie d’autore nella valle scolpita dal fiume Cornia.

Le colline abbracciano la pianura che si affaccia verso i profili azzurri dell’Isola d’Elba e della solitaria e selvaggia Montecristo.

Suvereto porta nel cuore la ricchezza che solo le contaminazioni possono generare. La scorbutica Maremma qui diventa un laboratorio umano dove gli spigoli vengono smussati dalla gentilezza di contadini, transumanti, carbonai, artigiani, nobili e vignaioli.

Comunità aperta

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La Rocca Aldobrandesca di Suvereto (LI), Toscana, Italia ©Enrico Caracciolo

Tra i luoghi iconici di Suvereto c’è sicuramente la Rocca Aldobrandesca che domina e protegge il paese dal XII secolo. È qui che l’amministrazione comunale ha individuato la location adatta per allestire un museo che racconta l’anima del luogo.

Invece di un museo della memoria stanco e statico ha creato un percorso coinvolgente per entrare in sintonia con un luogo aperto nel segno di scambi e di contaminazioni.

La Charta Libertatis (A.D. 1201) che apriva con forza all’accoglienza di nuovi cittadini, lo spirito visionario di Elisa Bonaparte, le secolari migrazioni stagionali dei transumanti sono tappe importanti che hanno costruito nel tempo l’identità della comunità ispirata all’apertura verso il nuovo, lo straniero, il diverso, lo sconosciuto, anziché la tendenza alla chiusura o la contrapposizione che ha caratterizzato molti centri medievali.

In particolare la figura di Elisa Bonaparte, sposa del principe Baciocchi, costituisce uno degli elementi che narra alla perfezione l’apertura di questo territorio all’innovazione.

Nella profonda Maremma, selvaggia e inospitale, la sorella di Napoleone si “inventa” nei boschi di Montioni un centro termale e un distretto produttivo con nuove tecniche di coltivazione.

Terreni pubblici, demaniali e religiosi vennero privatizzati per realizzare un nuovo progetto incentrato su vitigni sperimentali: siamo all’inizio dell’Ottocento e nella zona di Calzalunga la principessa di Lucca e Piombino nonché granduchessa di Toscana celebra il primo matrimonio di uve di Sangiovese con quelle di Cabernet Sauvignon importando i vitigni francesi direttamente dall’Orto botanico di Marsiglia.

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Suvereto (LI), Toscana, Italia ©Enrico Caracciolo

Meravigliosa l’idea di un piccolo e talentuoso produttore, Flavio Rabitti, che oggi in località Calzalunga produce l’ottimo Per Elisa, il vino (50% Sangiovese, 50% Cabernet) che racconta questa storia.

Suvereto è distante dalla Toscana, ovunque bella ma divorata dal turismo che corre. Questo è un luogo dove la comunità locale vive indipendentemente dai flussi turistici.

La sindaca Jessica Pasquini ha ragione da vendere quando dice che “solo un paese che non tradisce la propria identità e lavora sulla rigenerazione della comunità ha un futuro e che l’attrattività dipende dall’autenticità del luogo e delle persone che ci vivono”.

E queste parole assumono un’importanza particolare soprattutto per territori e paesi che lottano contro lo spopolamento. Le comunicazioni digitali, l’importanza del contatto con la terra e delle relazioni umane e nuove consapevolezze fanno di Suvereto un luogo dove la qualità della vita è molto alta.

Basta una passeggiata in paese, una camminata sulle colline o una pedalata sulle stradine della Val di Cornia per scoprire tutto questo.

Oltre alla Rocca Aldobrandesca ci sono luoghi di grande energia dove è semplice toccare con mano i valori di questo luogo.

Per David Govi, giovane vignaiolo, il luogo che gli scalda il cuore è “la Pietra del Cornia, il mulino di Luca Balleri dove andiamo a comprare la farina per fare i tortelli ogni mercoledì”.

La strada che invece sale a Belvedere è un piccolo viaggio verso la bellezza. La prima sosta nei pressi della fonte con il lavatoio (antico abbeveratoio) e poi nella magica solitudine di Belvedere: poche case, una piazza, panorama infinito e i leggendari tortelli della signora Daniela.

E sulla pianura tra vigneti nobili c’è il Podere Bruscello, noto anche come cantina Togliatti. Correva il 1949 e dopo un comizio a Piombino Palmiro Togliatti fu ospitato insieme a Nilde Iotti dalla famiglia Bernardeschi per un pranzo in campagna innaffiato da buon vino, amicizia e passione, compresa quella clandestina tra il dirigente e la signora che diventerà la prima presidente della Camera.

Nel segno della biodiversità

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Antonio Russo, Azienda agricola “Pietrasca”, Suvereto (LI), Toscana, Italia ©Enrico Caracciolo

Il territorio suveretano è un museo vivente a cielo aperto che celebra la cultura contadina al di là degli stereotipi. In questa terra profumata di Maremma, di mare e macchia mediterranea i ritmi sono scanditi dalle stagioni e quotidianamente da albe e tramonti.

Suvereto è un luogo antico e, allo stesso tempo, una nuova frontiera per uomini e donne che hanno deciso di cambiare vita per avvicinarsi all’anima di una terra generosa che offre grandi opportunità.

Mani operose, passione, ingegno e creatività sono gli aspetti umani che trasformano materie prime eccellenti. Grani antichi, miele, ortaggi, erbe aromatiche, olio extravergine d’oliva, formaggi narrano un territorio di fatiche e transumanze, ma anche di geniali intuizioni.

Insieme al vino i prodotti della terra ispirano una cucina territoriale dalla profonda autenticità. Equilibrio, armonia, convivialità sono gli ingredienti a km 0 che sono alla base di un modus vivendi fondato sul ben-essere  e sul buon gusto.

Etruschi e romani avevano intuito la ricchezza e le potenzialità di una zona che per quanto poco estesa si caratterizza per un’eccezionale varietà di ambienti, un’importante complessità di suoli e un microclima ideale per produrre grandi vini.

I produttori suveretani costituiscono le diverse anime di un unico territorio e riconoscendosi in un gruppo affiatato narrano una dimensione vinicola dalla forte personalità.

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David e Luca Govi, Azienda agricola “Colle Vento”, Suvereto (LI), Toscana, Italia ©Enrico Caracciolo

Storie e provenienze diverse, famiglie storiche e giovani affascinati dall’idea di interpretare un microcosmo in cui le tradizioni contadine incontrano tecniche di coltivazione e produzione d’avanguardia sintetizzando la sensibilità verso madre natura e le conoscenze tecnologiche più innovative.

Il risultato è una varietà di vini autoctoni e internazionali di grande carattere, sempre nel nome della sostenibilità.

La biodiversità è l’elemento di valore di questa terra che si esprime con diverse voci e in grande armonia. E la biodiversità “umana” è l’elemento caratterizzante dei suveretani che viaggiano insieme unendo le loro esperienze costruendo un’identità fatta di terra e mani, memoria e visioni.

Informazioni utili:

Informazioni su la guida completa di Suvereto, semplice, utile e pratica direttamente sul tuo smartphone:

Eccellenze del territorio: produttori di vino, olio, grani antichi, frutta e verdura sono raccontati sul sito.

UFFICIO TURISTICO: via Magenta 14, tel. 0565.829304, ufficio.turistico@comune.suvereto.li.it

Per sapenre di più si può consultare il sito.

Da non perdere:

Rocca Aldobrandesca

Quasi mille anni di storia per questo baluardo fortificato che rappresenta la forza, l’anima, il cuore, l’identità di Suvereto. Il museo che ospita all’interno trasforma la memoria in una realtà dinamica:

tel. 0565226445

Palazzo Comunale

Solenne, raffinato, articolato nelle sue forme sintetizza l’importanza del primo libero comune della Maremma settentrionale.

Convento e Chiostro di San Francesco

Qui si respira la storia e il chiostro sembra proteggere l’intimità delle vicende suveretane.  Cinque arcate caratterizzano i quattro lati che si affacciano sulla corte a pianta quadrata.

Chiesa di San Giusto

La bellezza di Suvereto inizia fuori le mura e la facciata della chiesa di San Giusto regala le forme essenziali dello stile romanico-pisano.

Chiesa della Madonna di sopra la Porta

Correva il 1767 quando Suvereto stava per soccombere alla forza devastante di un’alluvione. Improvvisamente e inspiegabilmente, se non grazie a un miracolo, la Porta di sotto si aprì verso l’interno sfidando la forza delle acque che defluirono verso il fondovalle salvando i suveretani.

Museo artistico della Bambola

Viaggio nel sorprendente mondo della bambola grazie alla preziosa collezione donata da Maria Micaelli, importante testimonianza di valore storico e artistico che va dalla ricerca dei materiali e alle tecniche costruttive dalla fine del XIX a oggi.

tel. 0565226445

Museo d’Arte Sacra

Pregiata collezione di quadri, sculture, arredi e paramenti sacri che definisce il ruolo di Suvereto in ambito ecclesiastico tra il Medioevo e la prima età moderna. tel. 0565829986

Testo e foto di Enrico Caracciolo|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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