Torino: pochi indirizzi, ma buoni e gluten-free

Sono davvero numerosi i locali dove mangiare a Torino. Ecco qualche prezioso suggerimento se si visita il capoluogo piemontese.

torino-panorama-collina-superga
Panorama su Torino dalla collina di Superga ©Shutterstock

Ci sono travel blogger che hanno la capacità di riassumere gli indirizzi giusti di una metropoli in un solo articolo. Ecco, io non sono tra quelli, mi dispiace.

Ogni città ha un’anima molto profonda. Luoghi segreti da scoprire con il tempo e che, con il tempo, assumono sembianze e vibrazioni diverse. In continuo cambiamento, proprio come noi.

Nel nostro breve soggiorno a Torino, ho solo sfiorato l’essenza di una città che per essere raccontata, deve necessariamente essere vissuta. E quindi mi trovo qui, a condividere indirizzi e sensazioni.

Saranno pochi: una goccia nell’oceano di esperienze che Torino può offrire.

Saranno altrettanto sinceri e sicuramente collaudati.

Ristorante Kipling

torino-ristorante-kipling
L’antipasto del ristorante Kipling ©Viviana Biffani

Avete presente le iconiche locande dei film? Quelle dove i protagonisti si ritrovano, senza soluzione di continuità, a rifocillarsi, ma anche a condividere pensieri, progetti, segreti.

Ecco, esteticamente ed in termini di cortesia il Kipling, fortunatamente, non somiglia affatto alla Locanda del Puledro Impennato del Signore degli Anelli.

Però, ne condivide un assioma: con il sole o sotto la pioggia, a pranzo, cena o merenda, che sia di domenica o mercoledì, il Kipling, c’é.

E si, perché questo ristorante è aperto tutti i giorni, senza interruzione. Dalla mezza a mezzanotte.

Che sia per un pranzo fuori orario, il tè delle cinque o uno spuntino post teatro, i cuori vagabondi dal palato buongustaio, bussando alle porte del Kipling si sentiranno a casa.

La sensazione che ho provato è stata proprio quella di giungere in un rifugio, nel quale ricevere un sorriso familiare, una parola gentile ed un pasto caldo, ricercato e saporito.

Ci siamo andati la prima sera a Torino. Ci siamo tornati il secondo giorno. Potendo scegliere in una città del gusto come il capoluogo piemontese, perché fare il bis?

Perché, dopo otto ore di visita al Museo Egizio, quello che cercavamo non era una nuova emozione, ma un porto conosciuto e vicinissimo, al quale approdare senza sorprese.

Consiglio spassionatamente l’Antipasto di viaggio vegetariano, un’esplosione di guacamole, mussaka e samosa con chutney di mango. 

E non è tutto. Se siete celiaci, oltre che buongustai, questo locale è il posto giusto per voi. La proprietaria soffre dello stesso disturbo, quindi c’è molta attenzione ed esperienza, in merito alla cucina senza glutine.

La Perla di Torino

cioccolateria-La-Perla-Torino
La cioccolateria La Perla a Torino

Prima di proseguire, spero che chi legge non sia tra quelli che, storcendo il naso, afferma: “Sarò strano, ma a me non piace la cioccolata”.

Se rientrate in questa categoria, saltate il capitolo e procedete a vele spiegate verso il prossimo.

Torniamo a noi, con l’incipit che mi ero prefissata. Torino è la città del cioccolato. Su questo, non ci piove. In ogni dove si trovano pasticcerie e cioccolaterie che promettono esperienze gustative memorabili.

Gianduiotti, cremini, diablottini, cri cri, alpini. Tra nomi, forme ed aromi, nella capitale piemontese è senz’altro dolce naufragar in un mare di cioccolata.

In effetti, la qualità è alta. Se dovessi dirla alla romana: se cerchi il cioccolato a Torino, dove caschi, caschi bene.

Ho avuto la fortuna di intercettare La Perla anni fa in occasione di una vendita promozionale online. Da quel momento, non sono più stata la stessa.

I tartufi firmati da questa cioccolateria torinese, sono un’esplosione di sapori inaspettati e vellutata scioglievolezza.

Un’esperienza sensoriale che inizialmente coinvolge la vista, grazie alle confezioni colorate e rigorosamente artigianali. Una volta scartato il tartufo, gli aromi di cacao e frutta si diffondono e raggiungono l’olfatto.

A quel punto, non rimane che dare un primo morso, delicatamente. In quel momento fugace, dimenticherete guai,  pensieri,finanche le rate del mutuo.

Non stiamo parlando del gusto suadente ed invadente dei dolciumi industriali – astutamente infiocchettati da additivi e glutammato – bensì della fragranza di un prodotto di prima qualità, creato con una maestria che può permettersi accostamenti audaci, quali il sodalizio vincente tra liquerizia e nocciola.

Caso vuole, che il patron di questa azienda – Sergio Arzilli – sia anch’egli celiaco.

Quindi anche in questa grande bottega che celebra il carisma indiscutibile del cioccolato, troverete prodotti assolutamente gluten-free.

I prezzi potranno non essere particolarmente popolari ma non si può avere tutto e la qualità si paga. I miei tartufi preferiti? Meringa e Limoncello, oltre all’inarrivabile Lampone e Pistacchio.

Caffè Mulassano

torino-Caffè-Mulassano
L’ingesso del Caffè Mulassano a Torino ©Shutterstock

Se siete amanti degli aperitivi ed apprezzate le atmosfere discrete e piene di storici aneddoti, il Caffè Mulassano vi conquisterà.

Aperto a Piazza Castello nel 1907, visse un periodo particolarmente florido sotto la proprietà dei coniugi Nebiolo che, tornati in Patria dopo anni di lavoro negli Stati Uniti, investirono i loro risparmi nell’acquisto del locale torinese.

Era il 1925 e la coppia, all’avanguardia per intraprendenza e creatività, ideò intramontabili snack che avrebbero fatto la storia.

Utilizzando una macchina per tostare il pane, portata al seguito da Detroit, i Nebiolo furono i primi a proporre i toast a Torino, ma non solo.

Con lo stesso pane morbido utilizzato per i toast, offrirono una variazione sul tema, valida sia per gli aperitivi, ma anche per stuzzichini deliziosi e veloci.

Eliminando il bordo ben cotto ed  aggiungendo una serie di ingredienti alternativi e più ricchi, nasceva il più amato e gustoso degli spuntini, che solo qualche anno dopo fu battezzato Tramezzino da nientepopodimeno che Gabriele D’Annunzio.

Per quanto mi riguarda, in visita al Mulassano, mi sono fatta conquistare dal trionfo di boiseries, specchi ed ottoni, da una cioccolata calda con panna e naturalmente, dagli storici tramezzi serviti su una graziosa alzatina d’argento. Très chic.

Blunotte vs B&B

Torino-Casa_Madama-B&B
La camera del Casa Madama a Torino ©Viviana Biffani

Un viaggio può riservare esperienze variegate, siano esse più o meno positive e memorabili. Per indole mi piace sempre guardare dove c’è il bello, e lasciare alle spalle ciò che è spiacevole.

A volte, però, è difficile esimersi. Senza scendere in dettagli, posso affermare con totale certezza che non prenoterò mai più una stanza al Blunotte, sia essa a Torino Centro, Potenza o altrove.

Questa esperienza ci ha ribadito un insegnamento importante: a volte è meglio rinunciare ad una sistemazione prettamente centrale, per rivolgersi a qualcosa di leggermente più periferico, ma accogliente e spazioso.

Non voglio sparare sentenze, la mia è un’opinione personalissima, di umile viaggiatrice trentennale che non bada al centesimo, ma è molto attenta al concetto di qualità/prezzo.

Parliamoci chiaro, quando si passano le giornate a camminare, visitar musei e mangiare a quattro palmenti, l’unico desiderio è ritrovarsi la sera in un ambiente pulito e confortevole.

Questo è quello che invece abbiamo trovato a Casa Madama un grazioso B&B in zona San Salvario. Dopo l’esperienza al Blunotte eravamo un po’ sconfortati; ma la fortuna ci ha sorriso nuovamente, approdando in questo appartamento appena rinnovato, spazioso e come si dice… con tutti i comfort e dagli ottimi prezzi.

Si, è vero, rispetto al Blunotte, dove le maggiori attrazioni erano raggiungibili a piedi, ora dovevamo muoverci con i mezzi pubblici – niente di che, la stazione metro Nizza a pochissimi minuti e poi solo due fermate per essere in centro.

Volete sapere la differenza sostanziale, rispetto al precedente soggiorno in zona centro? A fine giornata era una piccola gioia rientrare in questo B&B e sentirsi a casa.

Unico rammarico, ormai la vacanza volgeva al termine, quindi la nostra permanenza a Casa Madama è stata breve. Prossima volta prenoteremo un soggiorno più lungo, per goderci questo quartiere multiculturale e trendy, i suoi locali ed il favoloso Parco Valentino. À bientôt.

Testo e foto di Viviana Biffani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

I nostri blogger in viaggio
Viviana Biffani

Sognatrice per vocazione, viaggiatrice per coincidenza. Racconta con sana ironia di spiagge, compromessi matrimoniali e onde oceaniche. Leggi i suoi racconti di viaggio.