Viaggio in Giappone per la Festa delle Lanterne: estate di luce

Le antiche tradizioni abitano il Giappone con l’eleganza di un tempo che si rifugia nel passato, fra sfumature delicate e indimenticabili. Dalla celebre Festa delle Lanterne fino a Tanabata, la Festa delle Stelle, l’estate è un momento dell’anno prezioso per conoscere le feste popolari giapponesi. Un viaggio alla scoperta del folklore.

L’estate giapponese durante il mese di agosto celebra Obon, la Festa delle lanterne. La ricorrenza, che rievoca i defunti, di solito si svolge tra il 13 e il 16 agosto. Abiti tradizionali di preziosa fattura, decorazioni dal magnetismo raro, una natura intrigante e viva: il Giappone, specialmente durante la calda stagione estiva, si dispiega in uno spettacolo capace di incantare, trascinando i viaggiatori nell’atmosfera rarefatta delle feste popolari, che si susseguono da tempo immemore rievocando echi lontani di una memoria indelebile. Obon, come viene tradizionalmente chiamata la Festa delle Lanterne, appartiene alle celebrazioni tradizionali buddhiste. Il primo giorno vengono accese candele e fiaccole, che aiuteranno gli spiriti dei defunti a ritrovare la via di casa. Si coglie l’occasione della feste per le grandi pulizie; le dimore vengono pulite e decorate con incenso e fiori per accogliere degnamente i propri cari scomparsi, poiché le luci guideranno gli spiriti nel viaggio di ritorno verso la Terra, attraverso le profondità di una lunga notte illuminata dalle fiamme labili delle caratteristiche lanterne di carta.

Un’antica leggenda narra le origini della festa, quando Shaka, un monaco buddhista noto per le conoscenze medianiche, durante un giorno d’agosto vide la propria madre defunta patire i morsi della fame. Per calmarne la sofferenza, il monaco offrì alla madre una ciotola di riso: fu così che ogni anno, per aiutare i propri cari defunti, si continua a offrire loro del cibo, insieme alla possibilità di una connessione che si rinnova, un ponte fra due mondi. Secondo alcuni il nome della celebrazione deriverebbe infatti dall’espressione stare a testa in giù, mentre secondo altre fonti alluderebbe a ciò che sta tra la vita e la morte.
Il secondo giorno, solitamente il 15 agosto, le famiglie visitano il cimitero: dopo le preghiere di rito, ci si ritrova per mangiare insieme i piatti tipici delle festività, tra cui i dolci di riso con la marmellata di azuki, fagioli rossi, e si offrono simbolicamente ai defunti cibo e bevande. Al termine delle giornate di festa, fuochi, lanterne e candele vengono riaccese, in modo da accompagnare nuovamente l’anima verso l’aldilà. Gli specchi d’acqua si ricoprono di esili imbarcazioni in miniatura, che galleggiano sull’acqua in silenzio. Esse tradizionalmente contengono offerte per il viaggio di ritorno degli spiriti.

L’Urabon, altrimenti detta Obon, la Festa delle Lanterne, viene celebrata in Giappone ogni anno, tra il 13 e il 16 agosto. Quando la festa giunge al suo culmine, nei cortili delle scuole si accende un fuoco, attorno cui si balla con canti accompagnati dal rimo dei tamburi: la Bon Odori, danza tipica, è accompagnata dall’incandescenza degli hanabi, fuochi d’artificio. Un’esplosione di luce capace di illuminare una notte in cui tutto diventa possibile: l’atmosfera di una magia legata alla nostra parte più ancestrale e autenticamente immersa nell’attesa dello stupore assoluto.

Maddalena De Bernardi © RIPRODUZIONE RISERVATA | Foto web

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