Bonneval-sur-Arc, la montagna com’era



Ecoturismo e vita sana solo le parole d’ordine che ci portano a Bonneval sur Arc, un tranquillo villaggio medievale immerso tra le montagne del parco naturale de la Vanoise, in Savoia.

Una distesa di case in pietra con i tetti spioventi e le finestre decorate, cataste di legnetti per accendere il fuoco, camini fumanti sotto uno spesso strato di neve, silenzio. Siamo a Bonneval-sur-Arc, un borgo di circa 250 anime situato in fondo alla valle dell’Alta Maurienne, nel Parc National de la Vanoise, a pochi chilometri dal tunnel del Frejus. È uno dei Plus Beau Villages de France, grazie alle antiche geometrie medievali rimaste integre dopo la seconda guerra mondiale e ben conservate da un’amministrazione lungimirante. Un luogo incantato, che in inverno diventa ancora più magico. Lontano anni luce dalla mondana Val d’Isère, da cui è separata solo dal Col d’Iseran (2770 m), il valico stradale più alto d’Europa, Bonneval è un tipico villaggio di montagna dove il tempo sembra essersi fermato e dove qualità fa rima con ecosostenibilità. Niente grandi alberghi e parcheggi in ogni angolo, niente ammassi di cemento e smog delle auto, niente cavi della luce in aria, niente movida notturna, ma solo natura, accoglienza, convivialità, gastronomia a km zero, attenzione all’ambiente.

In questo paesino isolato dal mondo a 1800 metri d’altezza, il turismo è iniziato una trentina d’anni fa e nonostante l’appeal delle montagne per sciatori ed escursionisti, nessuno si è montato la testa, scegliendo di porre un freno allo sviluppo che nelle limitrofe stazioni sciistiche è stato molto più rapido e invadente. E così, le auto si lasciano fuori e si esce a piedi, camminando su uno strato di oltre un metro di neve tra le vie ovattate del Vieux Village, il centro storico, che non viene pulito per tutto l’inverno, come accadeva una volta. Le insegne non hanno luci al neon, i negozi sono piccoli e tradizionali, gli hotel a gestione familiare, mentre la tv locale a circuito chiuso trasmette in ogni abitazione programmi culturali e di cronaca, oltre al bollettino meteo. Le giornate scorrono lente, tra il centro storico e le piste da sci, che salgono fino a tremila metri. Venticinque chilometri di domaine skiable serviti da undici impianti di risalita, dove non si fa mai la coda, il giornaliero ha un prezzo abbordabile e la neve è garantita fino ad aprile. Un solo ristorante sulle piste, Le Criou, situato in cima al telesiege 3000, da cui lo sguardo abbraccia tutta la corona di montagne che abbracciano Bonneval-sur-Arc. Il divertimento è assicurato tra snowboard, sci alpino, telemark, pattinaggio sul ghiaccio e panoramiche passeggiate con le ciaspole.

Tra i sentieri più belli, quello che raggiunge l’Ecot, un antico alpeggio sopra Bonneval da poco rivalutato, un percorso avvolto nel silenzio tra pareti bianche e cascate ghiacciate. Per capire un po’ di più la vita tranquilla di questo borgo, vale una visita l’Espace neige e Montagne, vicino alla chiesa, una retrospettiva sugli esordi dell’alpinismo e dello sci nella valle con foto storiche e materiale sportivo dell’epoca tutto fabbricato in legno dalla gente del posto, un orgoglioso monumento al passato. Ed è il rispetto verso quello che è stato a spingere gli abitanti di Bonneval a mantenere la località il più intatta e isolata possibile. Ne sono un esempio le strutture ricettive, antichi ruderi ristrutturati con gusto e trasformati in appartamenti di charme, che possono essere seconde case da sogno o accoglienti bed and breakfast. Come il raffinato chalet Les Abeillos, una vecchia casa in pietra appena dietro la chiesa, con tre incantevoli appartamenti per quattro o cinque persone, a cui si aggiungono tre camere romantiche e arredate con attenzione ai particolari, oltre a una cucina comune dove i signori Chassot servono prodotti freschi del territorio e confetture fatte in casa.

Anche gli alberghi hanno dimensioni contenute e rispettano l’immagine senza tempo di Bonneval: uno tra tutti, l’Hotel le Glacier des Evettes, un classico edificio di montagna a conduzione familiare, spartano ed essenziale, ritrovo di tutti gli abitanti del villaggio. Più avvolgente l’Hotel a La Pastourelle, situato tra Bonneval e L’Ecot, con sole 12 camere in stile savoiardo e ottima cucina. A proposito di cucina, qui le specialità da buongustai sono i vini e i formaggi Aoc (l’equivalente della nostra doc) prodotti nel territorio. Proprio in questa valle si produce uno dei migliori Beaufort, il Bleu de Bonneval e le tome, che si acquistano freschi alla Fromagerie del pase. Un altro indirizzo utile per fare un spesa super è la boutique Le Pontet Boucher-Traiteur, alimentari superfornito nel centro del Vieux Village, dove oltre a vendere formaggi, salumi e vini locali, su prenotazione preparano anche piatti pronti caldi e si noleggiano persino gli attrezzi per la raclette, la pierrade e la fondue. Così, la cena si fa a casa, al calduccio, con tutta la tranquillità della montagna.

Testo di Giorgia Boitano | Foto di Marco Santini RIPRODUZIONE RISERVATA © LATITUDESLIFE.COM


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