Ciceria, Europa non Europa

di Luigi Nacci

Viaggio in un piccolo lembo di terra sconosciuto. La Ciceria a cavallo tra l’Europa e i Balcani.

La Ciceria è l’Europa che siamo stati e non siamo più. È una striscia di terra nel cuore dell’Europa, eppure lontana secoli da Bruxelles. In Ciceria, se ci andrai, dovrai andarci col passo leggero degli aborigeni studiati da Chatwin. È già stata martoriata a sufficienza, è stata dimenticata anche da chi vive nelle sue vicinanze. Oggi si divide tra Italia, Slovenia, e Croazia, ma tu dimentica i confini: è parte integrante di quella penisola stupenda – la più grande del mar Adriatico – chiamata Istria. La sua parte bianca, scintillante di calcari, montuosa, desolata. Sei stato sulle coste dell’istria, ma della Ciceria non hai mai sentito parlare. Se ci andrai, proteggila.

È un altipiano montuoso, la cui media è di 500-600 metri, che si estende dal Carso triestino alla costa liburnica, in Croazia. I suoi rilievi si chiamano – in italiano – Monti della Vena. L’italiano però è solo una delle lingue che vi si parlano. Sentirai lo sloveno, il croato, il dialetto istro-veneto, il dialetto sloveno carsolino, il ciakavo (dialetto croato), e poi, se avrai fortuna – se ne avrai molta – una delle lingue a maggior rischio d’estinzione d’Europa, inserita nel libro rosso dell’UNESCO: l’istro-rumeno. In quanti lo parlano? Meno di 200 persone, soprattutto nella zona di Seiane (in croato Žejane, in istro-rumeno Jeiani) e del Monte Maggiore /U?ka. Queste persone si chiamano Cici (poco più a sud, a Valdarsa, in croato Sušnjevica/Susnieviza, in istro-rumeno ?u?nievi?a, ci sono i Vlahi). La loro terra ?i?arija, o ?i?arija, o Cicceria, o Ciceria.

Sono discendenti di quelle popolazioni rumene che, scappate dalle invasioni turche, tra il XV e il XVI secolo si sono rifugiate in questa parte dell’Istria, dopo essersi fermate sull’isola di Veglia (Krk). Hanno fatto ciò che sapevano fare: la pastorizia e la produzione di carbone da legna. Praticavano spesso il baratto: davano formaggio, carne, lana, pelli, e ricevevano olio, verdure, vino. Tutta roba che lì non si trovava. Perché non è una terra fertile. Nel villaggio di Slum /Silun Mont’Aquila, ad esempio, fino a un secolo fa vivevano 500 persone e 3.000 pecore, senza contare le mucche e gli asini. Oggi di pecore, di mucche e di asini quasi non se ne vedono più. E di persone, nemmeno. Qualche carbonaia sì, ma fare il carbone alla maniera antica è assai poco redditizio. Le guerre e le epidemie li hanno spesso costretti a scendere verso le coste. Si sono imbarcati, ma il mare non faceva per loro. A Trieste, quando qualcuno non è buono a fare qualcosa, si dice: “Cicio no xe per barca”. Ecco, dei Cici si sono presi sempre gioco un po’ tutti. Capita, a chi è povero. O a chi non ha potere. In genere le due cose coincidono. Molti, infine, avversati da Tito, sono confluiti nel grande esodo istriano.

La loro lingua appartiene alla tradizione orale. E siccome da quelle parti soffia per molti giorni all’anno il vento di bora, presto purtroppo scomparirà. La bora in Ciceria soffia forte, anche oltre i 150 km/h, si porta via tutto. Se ti trovi sulla cima del Monte Žbevnica, rischi di essere trascinato nell’Adriatico. Ma se resisti, avrai una vista eccezionale: vedrai le Alpi Giule, Grado, Trieste, Koper/Capodistria, Montona/Motovun, il Monte Slavnik/Taiano, il Monte Nevoso/ Snežnik, e così via. Camminerai in boscaglie carsiche di carpini e roverelle, praterie di cresta, faggete carsiche, costeggerai doline e ti imbatterai in moltissimi fiori: iris, asfodeli, gigli, narcisi, peonie selvatiche… la lista è lunghissima. Vacci e li vedrai.

Troverai servizi? No. No bar, no negozi, niente. Ma quelli li hai già nel posto in cui vivi, no? Attraverserai villaggi disabitati o quasi, sempre con una fontana e un tiglio nella piazza principale. Se incontrerai qualcuno, sarà con te cortese. Ti sembrerà diffidente all’inizio, ma tu fidati e affidati: se chiedi, ti sarà dato. E per dormire? Pochissimi posti. Chiedi di Adriana a Draga, di Dušan e Tina a Zazid /Sasseto, di Edi a Ra?ja Vas / Racia… sono alcuni di quelli che resistono e che accolgono. Pochi, ma buoni. E se non li troverai, beh, avrai le stelle.

Foto di Emanuela Colombo | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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