Pavia. Genius Loci della Bassa

La statua di Minerva a Pavia
La statua di Minerva a Pavia. credit © Eugenio Bersani

Oltre la nebbia c’è di più. Pavia ha un’aura dotta e l’anima verace della Bassa. Dimora prediletta di lumi e magnati come Foscolo ed Einstein, Petrarca e  Spallanzani passando per Bramante, la città del sapere ha un patrimonio architettonico inestimabile, un’università che coltiva talenti e che primeggia nella ricerca scientifica. E poi una varietà eccellente di cibo e vini ne fanno la meta ideale per un fuoriporta autunnale.

È l’insubre Atene, città orgogliosa, dotta, roccaforte delle umane lettere e presidio delle scienze mediche. A 30 minuti da Milano, Pavia sembra lontana anni luce dalla metropoli. Cullata dalle acque azzurre del Ticino, guarda fino all’Oltrepò, lì dove la pianura si increspa in dolci declivi da cui arriva l’odore di mosto. Le vie acciottolate di quella che fu città romana che diede probabilmente i natali a Cornelio Nepote, fondata più di 2000 anni fa e capitale del Regno Longobardo, conservano le vestigia del passato. La storia  dell’antica Ticinum  passa da torri, muri rossi,  palazzi nobiliari e vicoli stretti ed è scritta in una lingua gentile. È  il racconto erudito, a tratti vernacolare,di una provincia garbata, quello che si eleva dalla centralissima Piazza Grande, vicina al punto di intersezione fra cardo e decumanus, ossia la Strada Nuova e Corso Cavour. Il nome latino della piazza principale di Pavia era Platea Magna, ma oggi è conosciuta come della Vittoria, fulcro della vita cittadina, punto di incontro di giovani e studenti che si riversano nei tanti locali e bar all’aperto che ne incorniciano il perimetro. Merlettata da portici trecenteschi, su di essa si affacciano il palazzetto gentilizio gotico “de’ Diversi” e palazzo del Broletto, il vecchio Palazzo Comunale, oggi sede di varie istituzioni culturali cittadine e di uno spazio per le arti contemporanee.

Piazza Grande, oggi conosciuta come della Vittoria a Pavi
Piazza Grande, oggi conosciuta come della Vittoria a Pavia. credit © Eugenio Bersani

Pochi minuti e pochi passi ci vogliono per arrivare nella piazza piccola, quel gioiello urbanistico su cui si erge maestoso il Duomo, riedificato in forma rinascimentale grazie all’aiuto di Ascanio Sforza a partire dal 1488, per sostituire le antiche cattedrali romaniche di Santo Stefano e Santa Maria del Popolo. Un progetto ambizioso e raffinato a cui si dedicò Bramante, con la consulenza di Leonardo, per poi proseguire sotto le direttive del pavese Amadeo. La statua bronzea del Regisole, copia moderna di Francesco Messina dell’originale ravennate, distrutto dai giacobini, sorveglia quella ferita aperta lasciata dalla caduta della   Torre civica, edificata nel XVI secolo ma crollata nel 1989 e non più ricostruita.

Il ponte Coperto a Pavia, emblema della città. Credit ©Eugenio Bersani
Il ponte Coperto a Pavia, emblema della città. Credit ©Eugenio Bersani

Piccola e raccolta, la città è costellata di luoghi, edifici e monumenti emblematici a cui cittadini sono profondamente legati. Il Ponte Coperto, per esempio, che collega il centro storico della città con il borgo medievale al di là della sponda su cui si affacciano le colorate facciate di un quartiere pittoresco animato da lavandaie, cavatori di ghiaia e pescatori. Edificato da Galeazzo II Visconti all’indomani della conquista della città, oggi è meta di flâneur, vagabondi e studenti goliardici che, nonostante la nebbia e zanzare agguerrite, risentono del fascino intramontabile di questo luogo.

Una passeggiata di 5 minuti appena e si giunge nella zona della Calcinara, così come viene chiamata, un dedalo di viuzze strette che scende dolcemente fino al lungofiume. Nel quartiere medievale dei pescatori fa bella mostra la facciata rossa della chiesa di San Teodoro, che all’interno conserva mirabili cicli pittorici rinascimentali dedicati al santo e a Sant’Agnese che valgono la digressione prima di riprendere l’itinerario sulla principale Strada Nuova.

Un particolare interno dei cicli pittorici della Chiesa di San Teodoro a Pavia.
Un particolare interno dei cicli pittorici della Chiesa di San Teodoro a Pavia. Credit © Eugenio Bersani

Eccolo il vessillo pavese, orgoglio cittadino e cattedrale laica di tutti i saperi. L’Università, tra gli atenei più antichi e prestigiosi d’Europa, fu fondata nel 1361 da Galeazzo II Visconti. Oltre ad essere un polo d’eccellenza per le scienze biomediche, e un’attrazione per migliaia di giovani che arrivano da ogni parte d’Italia, rendendo vivace la vita cittadina, l’ateneo lombardo è un posto che, oltre a essere frequentato,  merita di essere “visto”. Vale la pena ritornare tra i banchi per ammirare le opere degli architetti Piermarini e Pollack nelle aule più importanti. Dalla Biblioteca Teresiana, tra le più antiche biblioteche pubbliche italiane, al Teatro Anatomico di Antonio Scarpa con gli splendidi affreschi, fino al Teatro di Fisica, dove Alessandro Volta presentò l’invenzione della pila a Napoleone. Oggi è presente un sistema museale con 8 strutture aperte a tutti attraverso cui ripercorrere la storia di quest’istituzione così importante per la città, che vide in cattedra Vincenzo Monti, Alessandro Volta e Ugo Foscolo, che abitò Palazzo Cornazzani, in quell’intrigo di stradine fiabesco che porta fino a borgo Oleario, oggi ribattezzato via Foscolo.

l'Università di Pavia, un chiostro all'interno durante una sessione di laurea
L’Università di Pavia, tra le più prestigiose al mondo, sforna ogni anno tra i migliori talenti nel campo biomedico. Credit © Eugenio Bersani

All’11 vissero il beato Contardo Ferrini e la poetessa Ada Negri e un ancora giovanissimo Einstein, a cui è dedicata una targa sul petto della facciata scrostata. Per il resto, c’è solo il silenzio e la quiete che dall’interno del pregevole cortile porticato in stile tardo gotico – rinascimentale si espande in tutta la vecchia contrada, tra case sobrie e poche movenze umane.

Nella piazza dell’Università sono ben visibili tre delle cinque torri  superstiti nell’assetto urbano. Ma i pavesi dicono con fierezza che fossero oltre cento le torri che disegnavano il profilo della città in età medievale.

Alla fine della Strada l’approdo naturale è all’imponente Castello Visconti, oggi sede dei Musei Civici e contenitore, nelle Scuderie, di importanti esposizioni temporanee.  Dei grandi cicli affrescati con battaglie, scene di caccia e di vita cortese che impreziosivano sale, porticati e logge, rimangono alcune significative testimonianze: fra queste il completo decoro della Sala Azzurra, splendida di ori e lapislazzuli, forse sede della biblioteca viscontea, ordinata da Francesco Petrarca.

le torri della città di pavia
Pavia era conosciuta come la città delle cento torri. Oggi ne rimangono solo 5, tre in piazza dell’Università. Credit © Eugenio Bersani

Se poi si volesse abbandonare la città, una buona causa potrebbe essere quella di spingersi fino alla Certosa, meraviglia delle meraviglie che Galeazzo Visconti fece costruire nel 1396 chiamando a sé i migliori architetti e artisti per esaudire il voto della moglie Caterina. Lavorarono tutti sodo, a lungo, con gran fermento e lavorìo per dar vita a questo incredibile capolavoro in cui trionfano marmi, legni, vetrate artistiche, affreschi, dipinti e oli. Ma questa è una storia ampia che merita un racconto a parte. Certosino, appunto.

Testo di Francesca Calò, foto di Eugenio Bersani |Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com

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INFO UTILI

Informazioni su

Assessorato alla cultura e turismo Pavia

Ufficio Iat, Palazzo del Broletto- via del Comune 18, Pavia
Pavia dista da Milano circa 35 chilometri.

Come arrivare

In aereo – la città di Pavia è facilmente raggiungibile dagli aeroporti di Milano (Linate, Malpensa Terminal 1 e 2) e Bergamo (Orio al Serio). Da qui numerose autolinee partono per la città lombarda. Frequenti le corse per raggiungere la stazione di Milano Centrale e da qui prendere il treno per Pavia.

In treno – Pavia può essere raggiunta in circa 30 minuti in treno dalle stazioni ferroviarie di Milano (Centrale, Lambrate, Rogoredo, Greco Pirelli, Porta Garibaldi, Nord Bovisa) – Orari e tariffe di Trenitalia.

In auto –  a Milano: autostrada A7 (Milano-Genova) in direzione Genova, uscita Bereguardo-Pavia Nord.
Da Genova: A7 (Milano-Genova) in direzione Milano uscita Bereguardo-Pavia Nord, quindi l’A53 in direzione Pavia-Via Riviera.
Da Torino:A21 (Torino-Piacenza) in direzione Piacenza, uscita Casteggio-Casatisma.
Da Piacenza: in autostrada prendi l’A21 (Piacenza-Torino), uscita Broni-Stradella.

Dove dormire
La città ha una notevole offerta ricettiva in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza. Da B&B piccoli e accoglienti per chi cerca un tipo di ospitalità intima e a contatto con la gente del posto, a hotel 5 stelle per chi invece non vuole farsi mancare nessun comfort, fino ad agriturismi e country house per chi preferisce godersi qualche giorno alle porte della città nell’incantevole Oltrepo pavese. Una lista ampia e dettagliata delle strutture turistiche è disponibile sul sito ufficiale dello IAT http://www.vivipavia.it/site/home/organizza-il-viaggio/dove-dormire.html

Cosa vedere
Da non perdere fino al 18 settembre 2016 la mostra “Guttuso. la forza delle cose” alle Scuderie del Palazzo Visconteo. Oltre cinquanta opere provenienti da prestigiose sedi espositive tra le quali il MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, la Fondazione Magnani Rocca, i Civici Musei di Udine, il Museo Guttuso, la Fondazione Pellin e alcune importanti collezioni private, che offrono al pubblico una prospettiva inedita e di grande fascino sul percorso artistico del maestro siciliano.
Orari:
Dal lunedì al venerdì: 10.00-13.00/14.00-19.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00 (La biglietteria chiude un’ora prima)
Biglietto:
12 euro intero
9 euro ridotto

Dove mangiare
Per uno snack veloce e un caffè all’ombra di Palazzo Broletto:Bar Portichetto in Piazza della Vittoria.
Nel Borgo Ticino, appena al di là del Ponte Coperto, merita una nota l’Antica Trattoria Ferrari: a mezzogiorno primo secondo contorno acqua un calice di vino e caffè a 15 euro. I piatti sono della tradizione, l’ambiente è intimo e molto particolare.

 

 

 

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