Carnet de souhaits. Nantes, creativa e vincente

Nantes è stata eletta destinazione turistica e culturale europea dell’anno. Premiando un miracolo: da grigio porto fluviale che viveva sui cantieri navali a città tra le più esuberanti e innovative di Francia. Un viaggio da segnare nel taccuino dei desideri.

All’avanguardia in Europa

L’elogio al “lato mancante”, in Place de Bouffay nel centro di Nantes.

Una trasformazione profonda partita a fine anni 80, basata sul coinvolgimento di grandi nomi dell’architettura, artisti e creativi, e accompagnata da una svolta verde per una decisa riqualificazione urbanistica. Un lungo lavoro gratificato lo scorso novembre dal prestigioso European Cultural Brand Award 2020 che, analizzando la grande offerta turistica del Voyage à Nantes, ha certificato la svolta radicale e d’avanguardia della città, definendola “visionaria e creativa”.

L’immaginazione al potere

L’arte è ovunque nella rinnovata Nantes, come in un grande atelier all’aperto.

Situata tra la Loira e la Bretagna, oggi Nantes continua ad attirare nuovi abitanti che la scelgono per la qualità della vita, la posizione geografica, la vicinanza al mare. Ma anche per godere delle tante iniziative messe in campo dalla municipalità per rendere la città laboratorio aperto di cultura, arte e spettacolo. Le case, i negozi, le strade, le piazze, gli edifici produttivi abbandonati, gli angoli marginali dell’abitato vengono reinterpretati e resi scenografia, esposizione, palcoscenico, contenitori di attrazioni.

Insomma la città industriale, un po’ sommessa e anonima, si è data una bella mossa, grazie alla capacità visionaria di alcuni personaggi chiave. Il fulcro di questa opera imponente è stato l’Île de Nantes, adagiata sulla Loira all’interno del perimetro urbano. La chiusura dei cantieri navali (1987) ha imposto una riflessione sulla riorganizzazione di questa area di 377 ettari.

E a farlo sono stati chiamati architetti, urbanisti e paesaggisti di fama internazionale come Jean Nouvel, Alexandre Chemetoff, Christian de Portzamparc, Marcel Smets, e recentemente, Jacqueline Osty e Claire Shorter. Ne è sortita una scelta per l’epoca innovativa e coraggiosa: favorire la trasformazione del notevole patrimonio industriale anziché la sua distruzione. Integrare vecchie e nuove funzioni urbane all’insegna del verde e dell’eco-sostenibilità.

L’isola che non c’era

Lo spazio è fantasia e fruizione, ogni angolo va vissuto, da grandi e bambini.

Gradualmente sull’isola si vanno realizzando 7 quartieri, tra i quali Euronantes, il polo d’affari più importante della parte atlantica. Il progetto Polaris integra dalla fine del 2018 la scuola alberghiera e di ristorazione Vatel. Nei vecchi capannoni Alsthom è in fase di ultimazione il Quartier de la Création, contenitore d’eccellenza dedicato alle industrie culturali e creative, con la scuola di Belle Arti (2017), il polo universitario dedicato al digitale (2019) e a fine 2020 il Food Hall, uno spazio di ristorazione atipico. A sud-ovest, il Cluster accoglierà anche un hotel di nuova generazione, con un occhio di riguardo ai giovani, e il futuro CHU, moderno complesso ospedaliero, rispettivamente nel 2021 e 2026. Tutto questo “condito” con un grande parco di 14 ettari, entro il 2023.

Alla metamorfosi urbanistica, che ha riguardato anche altre zone di Nantes e dintorni, come nelle storie più belle si è associato un cambiamento dell’anima della città, compresi lo spirito d’iniziativa e il carattere dei suoi abitanti. Questo perché gli eventi, in gran parte gratuiti, si susseguono senza sosta durante tutto l’anno, e gli stimoli, le proposte, l’incitamento a partecipare coinvolgono tutti, residenti e turisti (tra l’altro in crescita esponenziale negli ultimi anni). Basti pensare al Voyage à Nantes (VAN), contenitore multiforma di iniziative, il cui clou si ha d’estate utilizzando un tracciato urbano fatto di 60 tappe affidate liberamente ad artisti, creativi, giardinieri, cuochi, DJ, writers, etc. reinventando così ogni volta un vasto spazio pubblico.

Un Voyage tra mille suggestioni

Sull’Île de Nantes si possono spendere giornate intere, e durante il Voyage c’è di che degustare alla grande.

Sotto l’insegna VAN si celebra poi una notte magica (concerti, happening, musei aperti) e durante tutto il periodo c’è di che divertirsi, lustrarsi gli occhi e la gola con La Cantine du Voyage e Le Table de Nantes. La Cantine è una grande struttura mobile sulle banchine dell’île de Nantes dove vengono serviti piatti della tradizione, utilizzando le verdure di un orto appositamente coltivato sul posto; accanto anche campi da bocce per l’immancabile pétanque e altre attività ludiche.

Le Table de Nantes è un festival dedicato all’alimentazione, dislocato attorno a siti culturali con scenografie affidate all’estro degli artisti. Il legame con il mondo dell’alimentazione è storico: dai famosi biscottifici, ormai chiusi e riconvertiti, come LU, al ruolo cruciale del porto per i commerci, all’orticoltura, fino a pochi anni fa molto fiorente. Un polo alimentare un tempo strategico, non solo per la Francia, che durante il festival dibatte e si interroga sul futuro del cibo. E intanto intrattiene, coinvolge, regala sapori con il Grand marché des Pays de la Loire che riunisce una selezione dei migliori produttori e artigiani della ristorazione provenienti dalla regione.

Macchine alimentate a fantasia

IL Grand Eléphant, la più famosa delle incredibili creazioni meccaniche che si trovano nel Parc des Chantiers, sempre sull’Île. La scelta dei geniali creatori è di non utilizzare plastica per nessun pezzo che le costituisce.

A integrare il Voyage, un numero consistente di attrazioni e di eventi animano Nantes in ogni stagione. Tra questi, alcuni d’importanza internazionale: La Folle Journée (festival di musica classica), Royal de Luxe (Compagnia di teatro di strada), Estuaire (mostra permanente a cielo aperto costituita in seguito a 3 biennali d’arte contemporanea). Gettonatissime e sorprendenti sono le Machines de l’Île, collocate nell’esteso spazio ricreativo del Parc des Chantiers. Sono creazioni meccaniche di grandi dimensioni, fantasiosa sintesi tra i mondi inventati di Jules Verne, l’universo meccanico di Leonardo da Vinci e la storia industriale di Nantes.

La più famosa è certamente il Grand Eléphant, enorme pachiderma deambulante che trasporta decine di persone. Ma specialmente i più piccoli s’incantano di fronte al Carrousel des Mondes Marins, una giostra animata da diverse stravaganti creature marine, in attesa dell’Arbre aux héron, l’albero degli aironi, altro straordinario allestimento che sarà ultimato nel 2022. Alto 34 metri, e con circa 49 metri in diametro, sui suoi rami ci saranno dei veri giardini pensili e una serie di animali meccanici, che si muoveranno con naturalezza come in una fiaba post moderna. Gli autori di queste e altre meraviglie, spesso esibite in giro per il mondo, sono i geni della Compagnie La Machine, François Delaroziere e Pierre Orefice.

Insegne d’autore, artisti da camera, cultura da vivere

Una delle “stanze d’artista” che si possono affittare a Nantes e dintorni. E’ stata costruita a 15 m. di altezza in cima a una delle torri della centrale termica dismessa, presso Cordemais, da Tatzu Nishi.

Il centro della città è altrettanto coinvolto nella rivoluzione permanente di Nantes. Dal 2014 ai commercianti viene proposto di cedere temporaneamente o stabilmente le insegne dei loro esercizi ad artisti che le reinterpretano e le firmano, creando un colpo d’occhio davvero fuori dal comune. L’arte è di scena anche nell’hotellerie, con stanze e location d’accoglienza particolari, le “stanze d’artista”, dislocate in città e nei dintorni, per sognare dentro un sogno. Una festa mobile sono invece i nuovi bus ecologici allestiti come gallerie con opere originali di artisti locali e internazionali.

La cultura è una delle chiavi principali dell’attrattiva di Nantes. Numerosi i musei con esposizioni permanenti e temporanee, fra cui spiccano per originalità e importanza il Musée Jules Vernes, dedicato al celebre concittadino e alle sue fantastiche e profetiche creazioni letterarie, il Muséum d’Histoire Naturelle, uno dei più importanti di Francia, il Mémorial de l’Abolition de l’Esclavage, a ricordo della tragica storia del primo porto francese per la tratta degli schiavi, a partire dal 1700.  

Un’area privilegiata per l’enogastronomia

Numerosi i produttori e cantine da visitare soprattutto alla ricerca del miglior muscadet, tipico della zona di Nantes.

A Nantes si gira comodamente sui mezzi pubblici, molti ecologici, o in bici, con una rete di piste ciclabili capillare, che raggiunge anche parchi e punti panoramici. Caffè, bistrot, ristoranti si giovano di un’area privilegiata per produzioni agricole, enologiche, gastronomiche. L’oceano con il meglio del pescato atlantico e ostriche pregiate è a pochi chilometri; dell’orticoltura abbiamo detto. Mentre per caves e vignerons basta una passeggiata appena fuori città e il regno del muscadet apre le sue porte, solleticando la curiosità dell’intenditore anche con altri notevoli bianchi (gros-plant, chardonnay, sauvignon, pinot gris, gewurztraminer, petit manseng), rossi (berligou, pinot noir, côt malbec), rosé (berligou, pinot gris).

I pacchetti del Voyage

Uno degli itinerari proposti dal VAN – Voyage à Nantes

L’offerta del VAD contempla dei pacchetti viaggio di diversa durata per andare alla scoperta della città, oppure spingersi oltre, seguendo itinerari accuratamente studiati. Con tre giorni si riescono ad assaporare l’atmosfera effervescente di Nantes e la sua ricchezza storica, architettonica e artistica: dal Castello dei duchi di Bretagna al Passage Pommeraye, dal Musée d’arts alla Galerie des Machines. L’abbinamento con il Pass Nantes è utilissimo e conveniente.

In cinque giorni gli orizzonti si ampliano con il percorso Estuaire fino a Saint-Nazaire, alla foce della Loira, visitando i famosi cantieri navali e l’Escal’Atlantic. Poi La Baule, e Guérande con le sue suggestive saline, e naturalmente la zona dei vigneti, paesaggio dolce pieno di suggestioni e bontà da gustare. Un tour d’iniziazione alle meraviglie dell’Ovest francese è proposto invece in sette giorni: dopo Nantes, Saint-Nazaire, e poi su fino a Rennes, la struggente Saint-Malo, per arrivare infine al mitico Mont-Saint-Michel. Un percorso da vivere intensamente, toccando 12 tappe con 18 siti da visitare.  

Il municipio di Nantes illuminato con i colori di Francia

Quanto ci manca la Francia. Come vecchi amanti ogni tanto battibecchiamo, ci facciamo dispetti, ci teniamo il muso. Ma poi torniamo sempre a cercarci, perché, in fondo, non se ne può fare a meno. Nantes, il posto giusto da cui ricominciare.

Per informazioni:

Nantes Tourisme

Explore France

Testo di Gianfranco Podestà – foto Atout France, Nantes Tourisme|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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