Tanti gli itinerari gustosi tra piatti gourmet, cibo di strada, tradizione, innovazione e tante emozioni
Il Sudafrica è uno Stato variegato con tre capitali (Pretoria, Città del Capo adagiata ai piedi della Montagna della Tavola e Bloemfontein) 11 lingue ufficiali e migliaia colori – da quelli infiniti del cielo e degli infuocati tramonti a quelli del mare, della terra e dei tanti parchi (tra cui il famoso Kruger National Park) che in vari periodi dell’anno si trasformano in variopinti giardini – che hanno portato il Paese africano ad essere identificato come un “radioso arcobaleno“.
Vieni come sei. Torna rigenerato
Si trova nella punta meridionale del continente africano ed è caratterizzato da una grande varietà di ecosistemi tanto che molti abitanti lo definiscono come “il mondo in un solo paese“. Al centro della sua proposta turistica ha posto un claim semplice ed accattivante: <<Vieni come sei. Torna rigenerato>>. Infatti il Sudafrica è una realtà viva che risveglia le emozioni, piccole e grandi, grazie ai suoi paesaggi straordinari, alla grande energia delle città ed all’incredibile calore e varietà culturale della sua gente.

Ogni provincia ed ogni angolo offrono momenti magici che lasciano sempre a bocca aperta: dalla vita cittadina, all’avventura; dalla fauna selvatica, alla cultura; dagli scenari mozzafiato alle coste soleggiate fino alla grande esplosione dei sapori che caratterizza la gastronomia sudafricana.
Anche la cucina è arcobaleno
Da questa parti anche la cucina è una cosa seria: dai piatti della tradizione a quelli influenzati dalle cucine del resto del mondo; dal cibo di strada ai ristoranti stellati, tutto contribuisce alla “rainbow cuisine”, la “cucina arcobaleno” che rispecchia l’identità di un’intera nazione.
Non è un caso che Lonely Planet l’abbia inserito nella classifica delle mete enogastronomiche da scoprire quest’anno, per provare un piatto a base di pesce lungo la Garden Route, un curry nella Indian Area di Durban, una sfrigolante delizia malese del Capo, un braai nella natura incontaminata o andare alla scoperta di uno dei tanti locali di Johannesburg, la città più grande del Sudafrica: dai ristoranti gastronomici della 4th Avenue, alle gustosissime pietanze tedesche di Randburg, fino agli indirizzi più economici tra cui le fantastiche steakhouse di cui è costellata la metropoli.

Mangiare a Johnannesburg, City of Gold sudafricana, è infatti un’esperienza culturale oltre che culinaria. Il motivo è presto detto: per oltre un secolo, persone provenienti da ogni angolo del globo l’hanno raggiunta in cerca di fortuna. Questa diversità di provenienze si riflette nei suoi locali, dove è possibile gustare cibo africano, asiatico, italiano, specialità di pesce, bistecche, street food di tendenza e di qualsiasi altro tipo di cibo.
Una situazione analoga anche a Pretoria, una delle tre capitali del Paese con più di 100 ambasciate internazionali e Alte Commissioni. La città conosciuta anche col nome di “Jacaranda City“, per gli alberi pieni di fiori color porpora, accoglie i visitatori con una eccellente offerta di cucina multiculturale e raffinata.
Quindi se tutto questo ha fatto venire l’acquolina in bocca non rimane che definire l’itinerario e preparare la valigia per andare a scoprire direttamente le tante specialità della cucina arcobaleno.

Curry e altre specialità della cucina Cape Malay
Partiamo dall’inizio, anzi dal Capo: nella penisola si concentrano una serie di “cucine” di provenienza più o meno lontana, ma quella di Cape Malay definisce maggiormente la regione.
Infatti più che cibo, è una storia nata nel XVII secolo che continua ogni volta che si assaggia un piatto, un vero e proprio viaggio tra sapori asiatici, in particolare malesi, prevalentemente halal, che si uniscono ai caldi profumi africani.
Alla base di tutto ci sono le spezie, soprattutto curcuma, zenzero, anice stellato, cardamomo, finocchietto selvatico, paprica, cumino, alloro, coriandolo, semi di senape, zafferano, noce moscata e tamarindo, che insaporiscono carne o pesce (solitamente agnello o pollo, ma anche aragosta per le grandi occasioni) da abbinare a riso basmati e curry del Capo dai piacevoli sentori agrumati: cibo per l’anima per gli schiavi e comfort food senza tempo.
Il meglio della cucina malese si trova nel quartiere di Bo-Kaap, ex township sulle pendici di Signal Hill, dove ristoranti come Bismillah propongono specialità come pies di carne, bredie (stufato) di carne o verdura, bobotie (pasticcio di carne considerato da molti il piatto nazionale del Sudafrica) ed i koesisters, gnocchi dolci fritti e spolverati con cocco.

Cibo di strada e altri must sudafricani
l viaggio alla scoperta della cucina del Sudafrica non può che continuare con assaggi di “street food”, il cibo di strada, a partire dalla sua star, il sandwich delle township, che prende nomi diversi a seconda del posto.
A Johannesburg si chiama kota ed è così popolare da essere il protagonista di un festival, in programma all’inizio di aprile a Soweto. A Durban è conosciuto come bunny chow ed è servito con curry di agnello. Gli abitanti di Pretoria, preferiscono il termine locale sphathlo e a Cape Town si trova in formato baguette col nome di gatsby.
Un altro snack emblematico è il biltong, fettine di carne essiccata, solitamente di manzo, ma esistono anche biltong di struzzo, springbok e kudu. I più golosi possono provare i vetkoek o amagwinya, panini fritti solitamente ripieni di carne e formaggio. Infine i più coraggiosi possono optare per i walkie talkies, zampe di gallina fritte o alla brace.
Lungo la strada, specialmente nelle aree rurali, capiterà di vedere gli abitanti cucinare lo smiley (testa di pecora), piatto tipico della tradizione Xhosa.

I nuovi volti della scena enogastronomica sudafricana
Dallo street food al fine dining, il Sudafrica è una meta molto apprezzata dai buongustai. A Cape Town, lungo il V&A Waterfront, PIER conquista anche i palati più esigenti con un menu sofisticato a base di pesce e piatti vegetariani preparati dalla chef Roxy Mudie e dal suo team di cucina, con esperienza presso l’acclamato La Colombe di Constantia.
Spostandosi verso le Winelands, spicca Dusk, il progetto provocatorio degli chef Darren Badenhorst e Callan Austin, che puntano tutto su fermentazione e cucina senza sprechi.

E ancora, l’irriverente Zioux a Sandton, a nord di Johannesburg, dove nel menu non mancano ostriche, caviale, tacos creativi e cocktail scenografici che spaziano dal Sudafrica al Messico; dal Boerewors Old Fashioned all’Agua de Me-hee-ko, quest’ultima preparata con tequila, orzata, succo di lime, succo di mango, estratto di habanero e bitter alla pesca.
A 20 minuti da Durban, tra l’entroterra e l’oceano, The LivingRoom presso Summerhill Guest Estate offre un’esperienza culinaria unica, dove la sostenibilità è la parola chiave.
Infine, ci si può concedere un’immersione sensoriale al Klein JAN, il grande progetto di ritorno a casa dello chef sudafricano Jan Hendrik van der Westhuizen (stella Michelin nel 2016).

Cresciuto in una fattoria nella provincia rurale del Mpumalanga, ha scelto l’area del Kalahari per riportare in Sudafrica lo spirito del JAN, il suo ristorante stellato di Nizza.
Nasce così Klein JAN, situato in una delle principali riserve naturali private del Sudafrica, la Tswalu Kalahari, un’area incontaminata e onirica.
Per maggiori informazioni: www.southafrica.net
Articolo di Tiziano Argazzi. Riproduzione riservata ©Latitudeslife.com.










































