Roma Europa Festival un ponte fra l’Africa e l’Europa

E’ finito in bellezza il Roma Europa Festival 2023 che ha portato in scena, sotto la guida di Fabrizio Grifasi e Guido Fabiani una grande varietà di appuntamenti.

Qudus Onikeku il gruppo africano di danza e Re-incarnation la coreografia ©herve-veronese-Centre-Pompidou

90 spettacoli con oltre 500 artisti provenienti da 34 paesi in 13 spazi della capitale tra musica, danza, teatro, nuovo circo, produzioni per l’infanzia e arti digitali.

Come preannunciato la 38ma edizione di Roma Europa Festival ha voluto rappresentare un “atlante della creatività contemporanea” che con la sua energia oltrepassa i confini dello spazio e del tempo.

Tutto esaurito per Mellowing, la coreografia della star della danza contemporanea Christos Papadopoulos: portata in scena da Dance On Ensamble, compagnia berlinese di danzator over 40, riproduce una geometria complessa che sfida la capacità del corpo umano di vibrare nello spazio.

A seguire Ascanio Celestini, il maestro del teatro di narrazione, che con il suo ‘L’asino e il bue’ ha dato vita alla metafora di un San Francesco contemporaneo che trova i propri protagonisti in strada, tra le case popolari, tra coloro che nessuno prende in considerazione.

E’ stata l’Africa la protagonista del fine settimana all’Auditorium che ha visto grandi performance emblematiche del passaggio tra i riti di ieri, la nuova generazione di artisti e gli ultimi trend musicali.

RE:incarnation, la coreografia dell’astro nascente della danza africana Qudus Onikeku e London KO live, il concerto di Fatoumata Diawara star della world music, sono stati un omaggio alla tradizione musicale africana attraverso il filtro dell’hip-hop e dell’afrobeat.

Cantato nella lingua dei tuareg, il tamashek, il desert blues di Bombino, ormai famoso interprete del Sahel, mentre da una fusion di universi sonoritra Europa e Africa è originato il concerto che mixa il virtuosismo di Ballaké Sissoko e la creatività del sound artist Lorenzo Bianchi Hoesch.

Ma il festival prosegue oltre la sua chiusura con uno speciale appuntamento “extra” presentato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: approda finalmente a Roma il compositore e direttore cinese, Grammy Award, Premio Oscar e Leone d’Oro Tan Dun per dirigere Orchestra e Coro dell’Accademia nella sua visionaria Buddha Passion.

L’Opera è ispirata all’antica città di Dunhuang (Cina) e alle sue Grotte di Mogao dove Tan Dun ha trascorso due anni a documentare e tradurre alcuni manoscritti della biblioteca.

Da qui è nato questo nuovo, suggestivo, lavoro che rivela le antiche narrazioni degli insegnamenti del Buddha.

Info su romaeuropa.net

Testo Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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