Ecco a voi un Medio Oriente ancora originale, un Paese che resiste alla contemporaneità violenta di altri Stati dell’area e conserva i lenti ritmi levantini d’un passato fascinoso e vivo.
Testo e foto di Emanuela De Santis

Sconsigliata ai turisti che si emozionano sulla terrazza del Burj Kalifa, il più alto grattacielo di Dubai, sotto il quale svettano le architetture aerodinamiche sbucate come funghi dal deserto.
La Giordania è ancora un Paese antico che a fatica cede alla contemporaneità e incanta con il suo fascino d’altri tempi ed il suo stile di vita levantino.
Centri commerciali demodè e hotel a cinque stelle dalle moli ingombranti coesistono con i vicoli polverosi che finiscono nel nulla, con le strade strombazzanti di traffico, i caffè avvolti nei vapori dei narghilè, le piramidi dolci e frutta in equilibrio sui banchi dei souk, le gioiellerie che con le loro vetrine stipate d’oro illuminano intere strade, i paesaggi a tutto campo dove le strade si attorcigliano intorno alle colline coperte di ulivi e fichi e si distendono tra i dirupi scolpiti dalle sabbie del deserto.
Amman come Roma
Ad Amman che come Roma è costruita su sette colli, anche come a Roma l’archeologia è incorporata nel paesaggio urbano.
Sul colle Al Qalà la cosiddetta Cittadella risale all’età del bronzo e originariamente si chiamava Rabat-Ammon, “la città delle acque”.
Durante l’epoca greco-romana, nel III secolo a.C., fu ribattezzata Filadelfia dal nome del sovrano tolemaico Filadelfo.
Il sito è famoso per la straordinaria concentrazione di reperti risalenti a civiltà differenti, palazzi di epoca romana, bizantina e persiana.
La struttura più iconografica è il Tempio di Ercole, sull’acropoli, sul punto più alto e panoramico di Amman: qui svettano sei imponenti colonne di marmo e, ai piedi, i resti di una gigantesca statua in pietra, si desume raffigurante lo stesso Ercole, di cui restano solo una mano, tre dita e un gomito.
Poco distante il Palazzo Omayyadi di cui rimane la Sala delle Udienze con le grandi volte a botte e i decori in stucco, tangibili modelli di arte persiana.
Da una delle terrazze della cittadella il Teatro Romano si affaccia tra la miriade di case bianche che coprono la collina di Jabal Al-Joufah.
Fu costruito in onore dell’imperatore Adriano, che visitò Amman nel 130 d.C. e, grazie alla sua eccellente acustica, viene utilizzato ancora oggi per gli spettacoli.
Dal teatro romano lungo l’arteria dello shopping vetusti forni a legna si ritagliano un angolo tra le profumerie per turisti e i magazzini straripanti di costumi variopinti fino a convergere nei varchi del Souk el-Khodra, il ventre di Amman.
Profumi e colori
Dalle prime ore del mattino i profumi di spezie mischiati alla fragranza dello shrak, il pane senza lievito, invadono i mahallé, i vicoli all’interno del souk, mentre i colori di frutti, dolci e verdure si compongono come tessere di un mosaico.
Invece mostra il meglio di sé alle prime luci dopo il tramonto il Boulevard Abdali, lo struscio del lusso inaugurato nel 2014 dal re e chiamato anche la piccola Dubai per la sfilza di nuovi grattacieli che delimita la strada pedonale gremita di locali, boutique e raffinate patisserie.
Unico nel Paese il Wine Bar della JR, la prima azienda vinicola giordana, che propone degustazioni delle sue etichette accompagnate da una grande varietà di mezzah.
La Giordania antica
Per apprezzare uno scorcio della Giordania antica, a trenta chilometri da Amman sorge Al Salt che è stata per breve tempo la capitale nel 1922 ed è entrata a far parte dei siti patrimonio dell’umanità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Si stringe compatta tra le moschee e il souk e lungo la via del bazar, Hammam Street, le facciate delle case di fine Ottocento in pietra gialla sono ciò che resta del ricco lifestyle dei mercanti provenienti da Nablus, dalla Siria e dal Libano.
Ma a parte godere dell’atmosfera di un paese autentico il fil rouge che lega un viaggio in Giordania è l’archeologia e intorno alle vestigia, nonostante l’azione erosiva del tempo, si è creata una suggestione scenografica che non ha eguali.
Arroccata su una collina che domina la valle fiume Yarmuk e il mare di Galilea, Umm Qais è il nome ottomano della città romana di Gadara che si svela lungo la strada di pietra fiancheggiata da spettacolari colonne di basalto nero e si arresta sotto l’imponente costruzione del teatro a tre piani dove potevano entrare oltre 3000 spettatori.
Oltre al sito archeologico i visitatori nella vicina Pella hanno la possibilità di entrare in contatto con la tradizione attraverso un’iniziativa nata nella comunità locale, la Baraka Destination Project che offre non solo ospitalità di carattere: si noleggiano biciclette per visitare gli apicoltori locali, s’imparano le ricette contadine come lo shushbarak – gnocchi di pasta ripieni di carne d’agnello e spezie – e ad intrecciare i cesti con le foglie di palma.
Tra storia e architettura
Nelle diverse ore del giorno si declinano tutte le tonalità delle pietre che modellano la sterminata composizione delle rovine di Jerash, prodigiosa fusione di influenze greco-romane e orientali.
L’Arco di Adriano con la sua mole colossale dà il via ad una passeggiata che si prolunga fino alle pendici della città moderna: ma basta salire sul tempio di Zeus per avere il colpo d’occhio sullo scenografico colonnato ellittico che converge nel cardus maximus, ovvero il principale asse nord-sud lungo 800 metri che conserva ancora la pavimentazione originale con i solchi delle bighe.
Senza la foschia dal Monte Nebo la vista arriva alla Valle del Giordano, s’intravede la sagoma luminescente del Mar Morto, in fondo Gerusalemme e Gerico.
Qui dove Mosè vide da lontano la Terra Promessa ci sono i più bei mosaici del Medio Oriente.
Nella chiesa che si trova dove fu seppellito Mosè leoni e belve, pesci e cacciatori sfoggiano colori vividi e sembianze affinate nel mosaico del Diakonikon.
Anche Madaba è celeberrima per il mosaico della chiesa ortodossa di San Giorgio che raffigura la mappa dell’Oriente dal Libano al delta del Nilo: realizzato tra il 542 e il 570 d.C. per una chiesa bizantina in origine era costituito da due milioni di tessere disposte su una superficie di 15,6 m di lunghezza e 6 m di larghezza.
E solo trenta chilometri separano da Umm Ar-Rasas, un piccolo villaggio di origine bizantina incluso nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dove nei resti della chiesa di Santo Stefano sono stati scoperti mosaici in cui sono rappresentate le città che anticamente si trovavano in questa regione.
Il fascino di Petra
Petra è senz’altro un luogo magico con pochi rivali al mondo, meta imprescindibile di ogni viaggio in Giordania. A molti sfugge però cha a meno di 10 chilometri si trova Little Petra, un altro sito del popolo nabateo, una gola nascosta tra le montagne con tanti edifici scolpiti nell’arenaria.
Si visita con lo spirito di un antipasto prima del piatto forte. L’ideale a Petra sarebbe arrivare all’alba quando la luce s’intrufola tra le rocce del Sik declinando tutte le sfumature dall’arancio al rosa fino a scoprire la mole imponente del Tesoro del
Faraone dietro ai cammelli che sbadigliano in attesa dei turisti. I beduini che sgroppano in corsa sugli asini incontro ai primi turisti non riescono ad evocare il traffico della città di Nabatei con il suo flusso di mercanti, sultani e pellegrini.
Un sentiero a sinistra consente di aggirare la via principale e ammirare dall’alto il perimetro della Strada Colonnata costruita dai Romani; di seguito l’arrampicata verso l’altro highlight, l’Al Deir, il cosiddetto Monastero, in realtà la tomba del re Obodas, si tramuta in un percorso soft scandito dalle soste per il the e lo shopping beduino di scialli di lana di cammello e pietre del deserto.
Le suggestioni di Wadi Rum
Come Petra è stata il set di Indiana Jones, il Wadi Rum ha prestato il suo look fantascientifico a tanti film ambientati su Marte.
Un deserto in cui le rocce rosse issate nella sabbia agitano paesaggi di orizzonti sconfinati dove ancora vivono le tribù nomadi. Si scorrazza con le jeep sopra le dune o si ozia bevendo un the sotto una tenda beduina oppure ci si avvia lentamente verso il tramonto a dorso di cammello.
La notte si contano le stelle davanti alla sphere room di uno dei glamping che stanno rimpiazzando i tradizionali campi tendati, ma dove ancora all’ora di cena si diffonde l’aroma dell’agnello cotto nello zarb, il forno allestito sotto terra.
Salutando il deserto
Lasciato il deserto il territorio giordano si riappropria delle sue forme levigate. Morbide colline disegnate da frutteti e campi di grano avvolte nei tornanti del nastro d’asfalto: si squadernano a 360 gradi sotto il castello di Karak, l’avamposto dei crociati che controllava le rotte verso l’Egitto e la Mecca.
Persi nel puzzle di sale ad archi e corridoi che fungevano da quartieri militari e postazioni di combattimento l’immaginazione corre al trambusto dei soldati che resistevano agli assalti del sultano Saladino.
Lungo la discesa inesorabile verso il Mar Morto, il lago salato che si è scavato il suo letto a 400 metri sotto il livello del mare, la striscia blu incandescente si svela attraverso i tornanti che si dipanano tra le aride rocce dei Wadi… e taglia in due il profilo delle pareti di arenaria che avvolgono le rive degli Stati costieri, Israele e Cisgiordania oltre alla Giordania.
Nel nord della Giordania
Il viaggio verso nord in poco meno di 50 chilometri regala il fascino di un road movie e le spiagge di sale mordono i palmeti di datteri a pelo d’acqua, brusche scarpate finiscono a picco nelle saline.
L’alto grado di salinità di sali e fanghi è la condizione che genera le proprietà cosmetiche e terapeutiche note persino nell’antichità, anche tra i miti della storia come Antonio e Cleopatra.
Piscine e swim up bar, coccole e privacy sono le parole d’ordine dei brand del lusso che si sono assicurati una location privilegiata lungo le rive – Kempinsky, Movenpick, Ramada e Crown Plaza per citare i più famosi -.
Altrimenti, per l’esperienza di vita da spiaggia giordana c’è la popolare Amman Beach a gestione comunale, ombrelloni lettini e buffet, gomito a gomito con le famiglie del posto che fanno il bagno vestite ma ammettono gli occidentali in costume da bagno oppure, O Beach, Ibiza style.
Purtroppo il Mar Morto, a causa delle dighe costruite sul Giordano con lo scopo di sfruttarne le acque (le risorse del bacino assicurano allo Stato ebraico circa un terzo del proprio approvvigionamento di acqua), diminuisce il suo livello di circa un 1 metro all’anno.
La soluzione del problema forse sarà il ‘Canale della Pace’, ovvero un condotto di 180 chilometri tra il Mar Rosso ed il Mar Morto che trasporterebbe l’acqua dall’uno all’altro.
Infoutili
Informazioni: L’accesso è vincolato a un passaporto con validità residua di almeno sei mesi al momento dell’arrivo sul territorio giordano. Per entrare nel Regno di Giordania è necessario il visto. I cittadini italiani possono ottenere un Visto Turistico per la Giordania al costo di 40 JOD, che permette di soggiornare nel Paese fino a 90 giorni direttamente all’aeroporto di arrivo in Giordania, dietro pagamento in valuta locale (durata del visto 30 giorni) oppure online, tramite il sito ufficiale del Ministero dell’Interno giordano o tramite l’applicazione del Ministero dell’Interno giordano (MOI).
Come arrivare: Rojal Air Jordan ha voli per Amman da Roma e Milano e dai principali aeroporti italiani – Alghero, Bologna, Brindisi, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Lamezia, Napoli, Pisa Reggio Calabria, Torino, Trieste, Venezia e Verona con prezzi a partire da 326,24 a/r.
Muoversi: In città in taxi o in autobus. In alternativa è attivo il servizio Uber e Careem, un servizio che comprende passaggi in taxi e affitto di automobili e biciclette. Per raggiungere da Amman alcune delle attrazioni turistiche della Giordania, si può optare anche per l’autobus. JETT, una delle principali compagnie di trasporto giordane, offre numerosi viaggi (alcuni giornalieri e altri settimanali) verso varie destinazioni, fra queste: Petra, il Mar Morto e Ma’in Hot Springs. Un’altra opzione, potrebbero essere The Amman City Bus Tours e i loro nuovissimi autobus a due piani.
Moneta: La moneta locale è il dinaro giordano: 1 euro equivale a 0,77 dinari.
Dove dormire: Radisson Blu Hotel, design moderno ed una bella piscina all’aperto, stanze spaziose e suites nel cuore della città all’interno dell’Amman Galleria Mall, lo shopping center più esclusivo per i suoi caffè, gioiellerie e boutique di lusso. Prezzo da 109,33 euro. Building 56, Abd Ar-Rahim Al-Hajj Mohammad Street, tel. +962 793 333 366.
Baraka Destinations, a Pella, un villaggio nei dintorni dell’area archeologica di Umm Qais è un’iniziativa sociale per promuovere le attività delle comunità locali in campo turistico, escursioni, tour, corsi di artigianato locale come l’intrecciatura di cesti e di cucina. L’ospitalità si svolge in una casa con arredamento in stile tradizionale ma con tutti i confort moderni. Prezzo 194 euro per due camere. Tel. +962-77-666-7660.
Petra Moon Luxury Hotel, a cinque minuti a piedi dalla zona archeologica, ottanta stanza di confort contemporaneo – di cui sei junior suites – ma il piatto forte è la terrazza panoramica con piscina e jacuzzi con acqua riscaldata. Prezzo da 159 euro. Tourism St, Wadi Musa, tel. +962 3 2156633.
Oasis Luxury Camp, in stile glamping le camere non sono tende ma minicase mobili con tutto il necessario, letti comodi, frigo, bollitore, bagno privato e un piccolo patio. Il campo dispone anche di una piscina e un ristorante tendato in vero stile beduino con braciere, cuscini e narghilè. Prezzo da 151 euro. Al Disi, Wadi Rum Village, tel. +962770222222.
Crown Plaz Dead Sea Resort&Spa, nella parte nord del Mar Morto, una cittadella con grandi spazi decorati in stile orientale con spiaggia privata e trattamento con i fanghi direttamente sulla spiaggia, piscine monumentali interne alla struttura. Ampie stanze confortevoli con arredi moderni e ben curati. Prezzo da 127 euro. Dead Sea Road, Swemeh, tel. +96253494000.
Dove mangiare: Sufra Restaurant, il primo ristorante della capitale a servire una cucina locale in un ambiente di tradizione con tocchi di contemporaneità tra le mura di un’antica villa nel quartiere di Old Jabal. Piatti ispirati alla cucina beduina e ai sapori levantini come il dimseh, lenticchie e melanzane aglio e tahina in una salsa di melograno o i fattet – stufati accompagnati da pane croccante – ai diversi gusti, di carne o veg. Sufra Restaurant Al, Rainbow St. 26, Amman, tel. +962 7 7843 2222.
Jr The Wine Experience, nel Boulevard Abdali, lo struscio più trendy di Amman, il primo wine tasting in Giordania con oltre 40 etichette nato nell’ambito dell’attività di un’azienda vinicola, Haddad winery, situata sul Mountain Heights Plateau, l’area più fertile della regione del Giordano dove per la prima volta nella storia del Paese sono state piantate le migliori varietà spagnole francesi ed italiane in larga scala. Abdali Blvd, Amman, tel. +962 7 9934 4676
Galsoum’s Kitchen, un home restaurant in stile giordano, accomodati sui cuscini orientali si gusta tutta la varietà della cucina di casa preparata da Galsoum, la chef casalinga che utilizza solo prodotti locali e ricette che non si trovano nei ristoranti come i shushbarak, piccoli gnocchi di pasta ripieni di carne d’agnello e spezie. Tel. +962 77 2278 851
Whispers Restaurant, ispirato all’America anni ’90 con sofà intorno alla dining area e pareti di specchio,serve menù all’occidentale, salad bar, piatti di carne e pesce. 3l Zaharan Street, Amman, tel.+962 6 592 1850.
Haret Jdoudna Restaurant, si entra in una antica casa tradizionale, una delle dimore storiche di Madaba, per gustare i classici mezza locali, Hummos, Fattoush e involtini di vite e le succulente carni di agnello cotte nel forno a legna. Adel Jumean Street., Madaba, tel. +962 5 324 8650.
Saraya Karak, di fronte all’ingresso del Castello dei Crociati ricco buffet di pietanze orientali con cui rifocillarsi dopo le arrampicate tra i percorsi lastricati di pietre delle rovine. Castle Street, Karak, tel. +962 7 9756 0111.
Link utili:
Per saperne di più si può consultare il sito.
Testo e foto di Emanuela De Santis|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































