Tra oceano e dune infinite, antiche città carovaniere e spazi senza confini, questa terra è un viaggio nella bellezza primordiale. Un angolo d’Africa dove il deserto custodisce segreti millenari e la notte si accende di stelle.

Testo di Graziella Leporati foto di Valentina Rubbi

La Mauritania, con le sue infinite distese di sabbia e il silenzio del deserto, è il luogo perfetto per un viaggio introspettivo.

Camminare sulle dune, ascoltare il vento e osservare il cielo stellato nel cuore del Sahara permette di riconnettersi con se stessi.

Il deserto, con la sua vastità, spoglia l’anima dalle distrazioni e invita alla riflessione. Qui il tempo scorre lento: sedersi accanto a un fuoco sotto un cielo trapuntato di stelle, condividere un tè con i nomadi o seguire le antiche piste carovaniere sono esperienze che risvegliano la consapevolezza interiore.

Viaggiare in Mauritania significa lasciarsi guidare dall’essenziale, accogliere il silenzio come alleato e abbracciare l’incertezza come possibilità di crescita.

Mauritania, un ritratto in breve

Il nome della Mauritania deriva dalla parola fenicia “mahurim”, che significa “uomo dell’Ovest”. Il Paese rappresenta un punto di incontro tra il Nord Africa arabo e l’Africa subsahariana.Il  territorio, prevalentemente desertico, è il palcoscenico di due stili di vita agli antipodi: quello sedentario e quello nomade.

Il paesaggio si distingue per le vaste distese di dune, gli altopiani rocciosi, le montagne isolate e le gole profonde.Nonostante la sua apparente aridità, la Mauritania possiede un fascino unico e una  gran ricchezza di attrazioni.

L’aspetto lunare degli altopiani centrali contrasta con il fatto che, in un lontano passato, la Mauritania fosse una regione rigogliosa, ricca di laghi e fiumi.Tracce di questa epoca sono ancora visibili nelle pitture rupestri lasciate dai Bafour, i primi abitanti dell’area risalenti al Neolitico.

Tuttavia, l’inaridimento del territorio ha avuto inizio circa diecimila anni fa a causa dell’espansione del Sahara, che ha progressivamente trasformato l’ambiente.

Questo cambiamento ha spinto le popolazioni a modificare il proprio stile di vita e, con l’introduzione del dromedario i primi nomadi berberi hanno potuto percorrere lunghe distanze nel deserto, commerciando sale, oro e schiavi.

La capitale Nouakchott

Nouakchott, la giovane capitale della Mauritania, è stata fondata nel 1960, in concomitanza con l’indipendenza del Paese.

Il suo nome in berbero significa “legna cotta”; si affaccia sull’Atlantico, ai margini del Sahara. In origine, questa zona era fertile e ricca di vegetazione, ma la progressiva avanzata della sabbia ha trasformato il paesaggio. Oggi, i muri e le strade della città lottano contro l’incessante invasione desertica.

Il viale Gamal-Abdel-Nasser divide Nouakchott in due sezioni: a nord si trovano le residenze più lussuose, protette da alte mura color ocra, mentre il quartiere più antico, Ksar, è un luogo ricco di storia, frequentato un tempo dall’aviatore e scrittore Antoine de Saint-Exupéry.

Tra i luoghi di interesse, il Museo Nazionale offre una panoramica sulla cultura e sullo stile di vita nomade.

Il mercato del pesce, invece, offre uno spettacolo affascinante nel pomeriggio, quando le barche rientrano cariche di pescato.

Nouakchott, coi suoi 600mila abitanti, è una città di contrasti: qui convivono tradizione e modernità, dai laboratori artigianali dell’Ufficio Nazionale del Tappeto agli internet café immersi nel deserto.

Le dune di Azoueiga

Dalla capitale, su una pista sterrata ci si dirige nel cuore dell’Erg Amatlich, dove si trovano le spettacolari dune di Azoueiga.

Questo angolo remoto del deserto offre panorami stratosferici sia durante il giorno sia sotto il cielo stellato.

Le dune seguono il corso di un oued, un letto fluviale che si riempie durante la stagione delle piogge. Il vento modella costantemente queste dune, cambiandone l’aspetto e l’altezza e il  momento ideale per esplorarle è al tramonto.

Notte sotto le stelle

Trascorrere la notte in tenda ai piedi delle dune è un’esperienza indimenticabile. Con l’assenza di luci artificiali, il cielo si illumina di innumerevoli stelle.

Al mattino, le tracce sulla sabbia rivelano il passaggio di creature del deserto, come fennec o sciacalli, aggiungendo un tocco magico al risveglio.

Il viaggio continua tra paesaggi che sembrano usciti da un dipinto: sabbie dorate, falesie imponenti e oasi nascoste. Superato il passo di Tivouiar, che regala una vista incredibile sulla Vallée Blanche, un’immensa distesa di sabbia chiara incastonata tra le montagne è d’obbligo una tappa nell’oasi di Terjit, un vero gioiello incastonato tra le rocce, dove l’acqua sgorga dalla pietra formando piscine naturali perfette per un bagno rinfrescante.

Chinguetti e le biblioteche del deserto

Nel cuore del deserto si raggiunge Chinguetti, una delle città sante dell’Islam, che nacque tra l’XI e il XII secolo come tappa fondamentale per le carovane. Qui passavano mercanti che trasportavano armi, stoffe, cibo, libri, oro, avorio e persino schiavi. Ma soprattutto, Chinguetti divenne un centro culturale e spirituale, un luogo di incontro tra i Sapienti, i dotti che tramandavano conoscenza.

Ancora oggi, tra le sue strade di sabbia e le moschee dalle cupole basse, si trovano biblioteche private che ospitano migliaia di antichi manoscritti, molti dei quali vergati su pelle di gazzella e avvolti in sottili pergamene di capra.

La maggior parte tratta di religione, ma vi si trovano anche testi di astronomia, medicina, diritto, filosofia, botanica e resoconti di pellegrinaggi alla Mecca.

Vi sono persino documenti privati, come atti di matrimonio e contratti commerciali.

La più importante di queste collezioni è custodita nella casa di Sid’Ahmed Ould Habott, erede di una delle più antiche famiglie della Mauritania.

La sua biblioteca privata conta oltre 1.500 volumi, tra cui il più antico manoscritto su carta cinese, risalente all’XI secolo.

L’Unesco  ha riconosciuto l’inestimabile valore di quattro città carovaniere – Chinguetti, Ouadane, Tichitt e Oualata – inserendole nel Patrimonio dell’Umanità.

Qui, tra mura di pietra e fango essiccate dal sole, bibliotecari e studiosi combattono una battaglia silenziosa contro il tempo e il clima per proteggere questi tesori. Con tecniche tradizionali, utilizzando polveri naturali, sole e sale, sono riusciti a salvare migliaia di manoscritti da insetti e umidità, tramandando una conoscenza che altrimenti sarebbe andata perduta.

Ouadane, un tuffo nella storia

Attraversando  il deserto lungo l’oued di Chinguetti  si arriva a  Ouadane, un tempo uno dei più importanti centri commerciali del Sahara.

Le sue rovine raccontano di un passato glorioso, fatto di scambi di oro, sale e datteri. Perdersi tra le viuzze di pietra della città vecchia, con le sue case in rovina e le mura ciclopiche, è un’esperienza affascinante. Al tramonto, la vista sulla valle e sul palmeto sottostante è pura magia.

Dalle sabbie di Ouarane ci si addentra nella regione montuosa dell’Adrar. Qui, il paesaggio cambia drasticamente: imponenti falesie, canyon spettacolari e altopiani rocciosi si alternano in un mosaico di colori che variano dal ruggine al malva.

La zona è talmente scenografica che è stata scelta come set per il film Fort Saganne, con Gérard Depardieu e Catherine Deneuve, di cui oggi restano quattro rovine in croce-

Ben Amerà: il gigante di pietra e le sue leggende

Nel cuore del deserto, dove il vento modella le dune e il tempo sembra sospeso, si erge il Monolite Ben Amerà. Accanto la sua compagna, il secondo gigantesco monolite della zona, chiamato Aisha, contornato di leggende e la cui forma ricorda l’organo femminile: intorno si trovano sculture di granito che furono sponsorizzate dal governo mauritano in occasione del nuovo millennio grazie ad un raduno tenuto qui da importanti scultori.

Questa colossale formazione rocciosa, la seconda più grande al mondo dopo l’Ayers Rock in Australia, non è solo una meraviglia geologica, ma anche un simbolo di mistero e spiritualità.

Intorno a essa si intrecciano racconti tramandati da generazioni, storie in bilico tra mito e realtà, che ne rafforzano il fascino e l’importanza nella cultura locale. Ben Amerà non è solo un’imponente massa di roccia: è un simbolo, un enigma, una storia scolpita nella pietra.

Per chi si avventura fino a lui, non è solo un viaggio nel cuore del Sahara, ma un’immersione in un mondo dove il reale si mescola con l’invisibile, e ogni granello di sabbia custodisce un segreto.

Chi si ferma ad ascoltare il vento che sfiora la sua superficie potrebbe udire ancora le voci di un tempo lontano, sussurri di un passato che non smette mai di raccontarsi.

La struttura di Richat: un enigma geologico

Uno dei luoghi più affascinanti della Mauritania, nonché una delle meraviglie geologiche più straordinarie del pianeta, è la Struttura di Richat, conosciuta anche come il “L’Occhio del Sahara”.

Situata vicino a Ouadane, questa imponente formazione geologica è caratterizzata da una serie di cerchi concentrici con un diametro di circa 50 km. La sua vastità è tale che è visibile solo dallo spazio, motivo per cui è diventata un punto di riferimento per gli astronauti in orbita.

Origini e formazione geologica

Per molti anni, si è creduto che la Struttura di Richat fosse il risultato dell’impatto di un meteorite, a causa della sua forma perfettamente circolare.

Tuttavia, studi più recenti hanno dimostrato che si tratta di una cupola geologica erosa, il risultato di un lungo processo di sollevamento e successiva erosione della crosta terrestre.

L’analisi delle rocce indica che la struttura si è formata durante il periodo Proterozoico, ovvero tra 2,5 miliardi e 500 milioni di anni fa.

Nel tempo, l’azione combinata di vento, acqua e altri agenti atmosferici ha esposto strati concentrici di rocce di diversa resistenza, conferendo alla struttura il suo aspetto unico.

L’ipotesi del collegamento con Atlantide

Un altro aspetto che rende la Struttura di Richat ancora più affascinante è il suo presunto legame con la mitica Atlantide.

Secondo alcuni studiosi e appassionati, la descrizione fatta da Platone nel suo dialogo Crizia coincide sorprendentemente con le caratteristiche della conformazione.

Platone descrisse Atlantide come una città con cerchi concentrici di terra e acqua, una morfologia che ricorda molto quella della Struttura di Richat.

Tuttavia, non esistono prove scientifiche che possano confermare questa ipotesi, e la comunità geologica concorda sul fatto che in questa zona si sia di fronte ad un fenomeno naturale senza legami con civiltà perdute.

Treno del deserto

Il Treno del Deserto è un convoglio mastodontico, lungo fino a 2,5 km, che trasporta tonnellate di minerale di ferro dalle miniere di Zouérat fino al porto di Nouadhibou, attraversando il Sahara in un viaggio epico di circa 800 km che dura circa 24 ore.

I vagoni, pensati per il trasporto merci, sono spesso utilizzati anche dai viaggiatori più audaci, che affrontano ore di viaggio all’aperto, tra polvere, vento e temperature estreme.

Salire su uno di questi carri significa immergersi in un’esperienza brutale ma suggestiva: il cielo stellato del deserto, i colori dorati dell’alba e il silenzio interrotto solo dallo sferragliare delle rotaie rendono il viaggio quasi mistico.

Non esistono comfort: bisogna portare acqua e cibo. Per i mauritani, il treno è un’arteria vitale, usata per trasportare beni e muoversi tra le città isolate del Sahara. Per i viaggiatori, è un modo per sentire la vera essenza del deserto e del suo popolo.

Infoutili

Come arrivare: in aereo, dieci ore di viaggio. Compagnie: Royal Air Maroc, Turkish Airlines, Tunis Air. La capitale dove atterrano i voli internazionali è Nouakchott.

Quando andare – Clima: il periodo migliori per visitare la Mauritania senza soffrire troppo il caldo va da novembre a febbraio. Durante questi periodi, infatti, le temperature sono alte di giorno ma si abbassano di notte mentre nella restante parte dell’anno, il sole non dà tregua e c’è il rischio di imbattersi nelle tempeste di sabbia.

Dove dormire: un tour in Mauritania comporta il dormire nei campi tendati. È opportuno portarsi il proprio sacco a pelo

Dove mangiare: nei campi tendati i cuochi preparano colazione, pranzo e cena. La cucina è caratterizzata sia da piatti a base di pesce come il tieboudienne (riso e salsa di pesce), sia a base di carne di capra e di dromedario. Cous-cous e riso vengono portati a tavola come accompagnamento alla portata principale, che viene presentata in un unico recipiente in cui tutti si servono con la mano destra dal momento che la sinistra è dedicata all’igiene intima. Ogni pasto è intervallato dalla degustazione di tè, datteri e dal tè verde che, condito con menta fresca, rappresenta la bevanda nazionale. Da provare assolutamente lo zrigh, latte di cammella fresco o cagliato.

Viaggio organizzato: assolutamente consigliabile il tour operator locale  Mauritania Voyages Desert Cell: 0022236777333 ; email: mauritaniadesertvoyages@gmail.com

Fuso orario: un’ora indietro rispetto all’Italia

Documenti: per l’ingresso in Mauritania i cittadini italiani devono essere muniti di un passaporto con una validità residua di almeno sei mesi dalla data del viaggio, di un biglietto aereo di ritorno o di proseguimento del viaggio e di un visto d’ingresso che consente una permanenza massima di 30 giorni e che è necessario richiedere solo online prima della partenza 

Vaccini: prima di partire è consigliabile vaccinarsi contro l’epatite A e B, il tetano. Gli uffici sanitari suggeriscono anche vaccini contro la meningite. Le bibite vanno consumate sempre in bottiglia e senza l’aggiunta di ghiaccio. Dal momento che il livello delle strutture sanitarie è alquanto basso e c’è un’elevata incidenza di malattie infettive è buona norma stipulare, prima della partenza, un’assicurazione sanitaria che preveda, oltre alla copertura delle spese mediche, anche l’eventuale rimpatrio aereo sanitario.

Lingua: l’arabo è la lingua ufficiale, molto diffuso il francese

Religione: islamica sunnita

Telefono: prefisso dall’Italia: 00222 Prefisso per l’Italia: 0039. Munirsi di e-sim per il cellulare prima della partenza e di un power Bank potente perché nel deserto è difficile caricare cellulari e macchine fotografiche, mentre nella capitale si trova il wifi con facilità

Valuta: la moneta ufficiale e l’Ouguiya, divisa in 5 khoums.. Cento ouguiya equivalgono a 2,50 euro

Elettricità: tensione 220 V, frequenza 50 hz. Prese elettriche tipo C (a due poli) – Portare un adattatore

Abbigliamento: creme solari, cappelli, occhiali da sole e abiti leggeri vanno assolutamente messi in valigia per cercare di non farsi prendere alla sprovvista dal caldo  della Mauritania. È consigliabile portare con sé anche qualcosa di pesante perché durante la notte la temperatura scende fino a 0 gradi e alla sera soffia sempre un vento freddo

Shopping: oggetti tradizionali realizzati dalle donne come tappeti, abiti e tessuti, si possono scovare nei numerosi mercati di Nouachott concentrati nella quartiere storico dello Ksar. Molto caratteristici i pagne, teli che coprono i fianchi realizzati in batik maliano e i gioielli realizzati con perle in pasta di vetro. Da non perdere la bottarga al Banc D’Arguin.

Curiosità: in Mauritania i canoni di bellezza femminile prevedono che la donna debba essere molto grassa. Questa predilezione per le donne sovrappeso ha una ragione storica ben precisa: il grasso permetteva alle donne di resistere ai rigori della vita nel deserto e dimostrava la ricchezza dei loro padri e mariti.

Eventi: tra le festività più importanti della Mauritania va ricordata la celebrazione del Tabaski (Eid-el-Kabir), che ricorda la disponibilità di Abramo a sacrificare il figlio per assecondare la volontà di Dio. Da non perdere anche lafesta Eid al-Fitr, la seconda festa islamica, che celebra la fine del Ramadan, e la festa Eid-al-Moulid, nella quale si celebra il compleanno del profeta Maometto.

Link utili: per saperne di più.

Testo di Graziella Leporati foto di Valentina Rubbi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com