Milano, Fondazione Prada: inaugurata il 3 aprile la grandiosa esposizione “Typologien: Photography in 20th century Germany”. Più di 600 immagini fotografiche che raccontano in modo inusuale il “Secolo Breve”

Come tutte le attività proposte nell’eccezionale spazio della Fondazione Prada, novità, ricerca, respiro internazionale e arte allo stato puro ritornano anche in questa occasione. Più di 600 immagini votate al racconto della fotografia tedesca del XX° secolo; in mostra 25 artisti di età diverse, dai maestri Karl Blossfeldt e August Sander per passare ai post minimalisti e ai rappresentanti dell’arte concettuale.
Tipologie del secolo XX°
La curatrice, Susanne Pfeffer, avverte sull’approccio al percorso espositivo che è decisamente inusuale. Può disorientare questo libero aggirarsi tra le centinaia di immagini riunite in una sequenza non comprensibile a prima vista. Nessuna cronologia ma invece un accostamento che è tutto tipologico. In “Typologien” la lente di lettura è l’accostamento di temi universali e individuali. Punto di vista affascinante che però richiede attenzione e meditazione. Solo così si penetra in questo progetto e se ne rimane intensamente colpiti.

La tipologia come strumento di classificazione nasce tra il ‘600 e il ‘700 quale strumento per catalogare piante e fiori. Strumento poi ripreso dalla fotografia all’inizio del ‘900 e in Germania nel XX° secolo. E la Tipologia ha attraversato tutta la fotografia tedesca del ‘900 che si è così concentrata su oggettività, impersonalità e assenza di emozioni. Ecco allora che qui sono accostati soggetti che sembrano agli antipodi, mucche, orecchie umane, musei, gente in ascensore e via di seguito. Differenze, estraneità apparenti che chiedono attenzione e che infine fanno aprire occhi e mente ad aspetti mai prima sospettati.
600 immagini dalla Germania di ieri e oggi
La scelta espositiva nelle grandi sale bianche e vuote, sgombra la mente lasciandola libera di comprendere e abbracciare le differenze che diventano infine corrispondenze e contatti attraverso il concetto delle tipologie. Nuove prospettive che superano e volano sopra le singole immagini generando nuove classificazioni in uno sforzo quasi filosofico. Poi il pensiero astratto si deposita e accoglie le singole immagini per i capolavori che sono.
Splendide e storiche le classiche catalogazioni dei primi del secolo di Karl Blossfeldt che nella luminosità ai sali d’argento blocca felci arricciate ed erbe strane, e poi le facce, le età diverse, le professioni fissate nel contrastato bianco e nero di Sander. Tutta la società tedesca immortalata in strutture sociali, ambienti lavorativi o dentro un ascensore. Contrasto assoluto con le grandissime stampe a colori dei “Ritratti di famiglia” ad opera di Christian Borchert del 1982, o con le foto sempre a colori di Margit Emmerich. Era 1949 quando la fotografa metteva in posa diversi nuclei familiari riuniti nei vari soggiorni della vecchia DDR, sempre a colori, sempre soggetti fissati nella imparzialità dell’occhio fotografico.
Dalla fabbrica alla Torre d’oro
Ma è difficile raccontare una simile raccolta tipologica, appunto. Va vista, vissuta ed esperita direttamente. Sempre un bene venire in Fondazione Prada, uno spazio che affascina anche alla millesima visita. Il brutalismo originale della fabbrica piegato all’estetica visionaria di Prada, ha forgiato una realtà splendida che ha mantenuto il rigore primitivo ma illuminato dal riverbero dell’oro della Torre e della sequela di specchi su cui si riflette il grigio del cemento. Spazio sublime, inserito ancora (per poco) in una periferia grigia anch’essa ma che a breve sarà un nuovo centro città. Come testimoniano le mille gru in movimento. Il nuovo divora la vecchia Milano e sarà un peccato perchè molto del fascino di questo spazio sta nel contrasto con l’ambiente circostante.

In contemporanea nello spazio della Cisterna l’artista belga Thierry De Cordier espone la mostra monografica dal significativo titolo: “Nada”. Dieci enormi tele oscure e buie in cui l’artista ha voluto abolire l’immagine di Cristo. Come afferma lo stesso De Cordier questa è la ricerca del Nada, il ‘nulla’ della Croce. Tele ipnotiche che assorbono lo sguardo, immerse nello spazio vuoto con pareti e soffitti di cemento e illuminate dalla luce naturale che si immette da grandi finestre poste in alto. Allestimento e opere creano una atmosfera sacra tanto che il vuoto ambiente della Cisterna pare quasi farsi un Tempio.

Informazioni
Fondazione Prada, Largo Isarco 2, Milano
Orario 10-19, tutti i giorni escluso il martedì. Biglietti 15 Euro
“Typologien: Photography in 20th century Germany”. Dal 3 aprile al 14 luglio 2025
“Nada” dal 3 aprile al 29 settembre 2025.
Testo e foto di Lucia Giglio|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com













































