Un’isola che pare uscita da Jurassic Park, una montagna di roccia e foresta che si innalza dall’oceano. Silhouette è l’isola delle Seychelles che non ti aspetti: selvaggia, silenziosa, avvolta nel mistero e lontana da tutto ciò che è convenzione tropicale.
Testo e foto di Lucio Luigi Rossi

Appare così, da lontano, Silhouette: una fortezza verde che emerge dalle acque blu dell’Oceano Indiano, a una manciata di miglia da Mahé.
Quando la barca lascia l’imbarco di Bel Ombre, l’isola si svela piano, come una visione. I profili montuosi si disegnano contro il cielo, le nubi si incagliano tra le cime, e le fronde dei takamaka si arrampicano fino a lambire il vento.
È facile capire perché chi ci mette piede per la prima volta la paragoni all’isola di Jurassic Park: ha la stessa aura primordiale, la stessa potenza silenziosa di un luogo che sembra sopravvissuto al tempo.
Nonostante appartenga al gruppo delle isole granitiche, Silhouette ha una storia geologica che la distingue da tutte le altre. È di origine vulcanica e risale a “soli” 64 milioni di anni fa — praticamente un’adolescente rispetto alle sorelle di Mahé o Praslin, che vantano oltre 700 milioni di anni di vita.
È una creatura nata dal fuoco e temprata dal mare: rocce scolpite dall’erosione, gole profonde, cascate nascoste, e un cuore di giungla che custodisce segreti antichi.
Silohuette: un laboratorio naturale

Chi studia la natura la definisce “l’Aldabra delle isole granitiche”. E non è un’esagerazione. Qui sopravvivono specie che altrove sono scomparse, come la minuscola rana delle palme e il Coleura seychellensis, un pipistrello raro che si trova solo a Silhouette e in una manciata di grotte di Mahé.
È un’isola-santuario, un piccolo universo sotto tutela: il 93% del suo territorio è parco nazionale, mentre il mare che la circonda è area marina protetta, la più estesa delle Seychelles.
Camminando tra le felci giganti e i tronchi della foresta, si ha la sensazione che la vita qui abbia trovato un modo tutto suo di esistere. Non si tratta solo di biodiversità, ma di equilibrio.
Ogni cosa sembra occupare il proprio spazio naturale: i pipistrelli della frutta che planano al tramonto e le tartarughe embricate che risalgono la sabbia per deporre le uova. Tutto accade nel rispetto di un ordine invisibile e immutabile.
La montagna che guarda il mare

Il Mont Dauban è la spina dorsale di Silhouette. Con i suoi 740 metri di altezza, è la seconda vetta dell’arcipelago, e domina un territorio di appena venti chilometri quadrati.
Le sue pendici si tuffano quasi a picco nell’oceano, ma regalano anche radure e vallate dove l’acqua dolce scorre limpida dalle sorgenti. Da quassù, nelle giornate terse, si distingue perfino la sagoma di Mahé, così vicina eppure lontana — un altro mondo, un’altra idea di Seychelles.
Salire verso la cima è un’esperienza che richiede fiato e curiosità. I sentieri si inoltrano tra rocce e vegetazione, aprendo scorci inattesi sul mare e sulla foresta.
A ogni curva il paesaggio cambia: ora un tappeto di felci, ora un torrente, poi un dirupo che precipita nel blu. Non serve arrivare fino in cima per capire che Silhouette non è fatta per chi cerca solo la spiaggia perfetta, ma per chi vuole sentire pulsare il respiro della natura.
Tracce di uomini e leggende

Silhouette non è soltanto un paradiso di biodiversità: è anche un luogo di storie. E di fantasmi, almeno secondo chi ama le leggende. Nel XVIII secolo, quando ancora era territorio francese, fu rifugio di schiavi fuggiti dalle piantagioni di Mahé.
Si dice che trovarono riparo nella foresta e vi rimasero per anni, creando una comunità invisibile. Le ossa ritrovate in alcune tombe sembrano dar credito alla storia.
Più tardi arrivò Jean-François Hodoul, corsaro al soldo del re di Francia, divenuto celebre per la sua audacia e spietatezza. Quando decise di ritirarsi, scelse proprio Silhouette, dove — narra la leggenda — avrebbe nascosto un tesoro. Nessuno lo ha mai trovato, ma la storia sopravvive, come tutto qui, sospesa tra mito e realtà.
A dare un volto più concreto al passato ci pensò Auguste Dauban, un imprenditore francese che nel 1860 acquistò l’isola e la trasformò in una fiorente piantagione di cocco, vaniglia, cannella e caffè.
I Dauban vissero a Silhouette per oltre un secolo, lasciandovi tracce profonde: case coloniali, percorsi tra le coltivazioni, un mausoleo immerso nella giungla dove riposano i membri della famiglia.
Oggi, vicino al porticciolo, la loro dimora principale, la Grann Kaz, è diventata un piccolo museo e un ristorante creolo che conserva l’atmosfera di un’altra epoca. Cenare sulla veranda, tra profumi di curry e rum, è come sfogliare un capitolo della storia coloniale dell’oceano.
Un villaggio sospeso nel tempo

Oggi gli abitanti di Silhouette sono poco più di una trentina, tutti concentrati nel piccolo villaggio di La Passe. Fino agli anni Settanta esistevano altre comunità — Anse Mondon e Grand Barbe — ma la natura, più forte dell’uomo, se le è riprese.
A La Passe le vecchie case dei lavoratori sono state restaurate con rispetto, e il ritmo della vita segue ancora il tempo delle maree. C’è un piccolo negozio, una cappella, un centro comunitario, persino una camera iperbarica — una delle due di tutto l’arcipelago — per la sicurezza dei sub. I bambini, invece, vanno a scuola a Mahé, quando il mare lo permette.
Gli abitanti curano i giardini, riparano i pontili, accolgono i visitatori con sorrisi discreti. Alcuni pescano per i ristoranti del resort, altri si occupano della manutenzione dei sentieri. Tutti, in un modo o nell’altro, contribuiscono a mantenere viva l’anima dell’isola.
Il rifugio tra la giungla e il mare

Silhouette non è un’isola per tutti, e forse è proprio questo il suo segreto. Non ha una pista d’atterraggio: ci si arriva in barca o in elicottero, ed è meglio così. La forma conica e la barriera corallina rendono impossibile qualsiasi infrastruttura invasiva. È un isolamento scelto, protettivo, che la mantiene intatta.
L’unico resort, l’Hilton Labriz Resort & Spa, è immerso nel verde e si affaccia sulla spiaggia di Anse La Passe, un arco di sabbia bianca lambito da acque trasparenti.
Sessantatré ville sulla spiaggia e una trentina immerse nel giardino tropicali che le separa dalla montagna, alcune con piscina privata, tutte si fondono nel paesaggio senza turbarlo. Una laguna attraversa la proprietà e la si oltrepassa con piccoli ponti di legno, mentre la SPA è scavata tra le rocce, come una grotta nascosta.
Nonostante il nome di una catena internazionale, il resort conserva un’anima isolana: niente plastica, acqua imbottigliata in vetro direttamente dalle sorgenti locali, biciclette e golf-car elettriche per muoversi.
È un lusso discreto, che non abbaglia, ma accompagna. E soprattutto non soffoca. Perché a Silhouette il vero privilegio è il silenzio.
Tra sentieri, spiagge e segreti

Chi ama camminare troverà nell’isola un autentico paradiso. I sentieri sono tracciati, ma non addomesticati, e attraversano un paesaggio che cambia di continuo. Si parte da La Passe e, a seconda del passo e del tempo, si può scegliere tra percorsi semplici o impegnativi.
I più brevi portano ad Anse Ramasse Tout e Anse Lascar, due baie incastonate nella vegetazione, dove il mare brilla e spesso non si incontra anima viva. Più avventurosa è la camminata fino a Anse Mondon, un antico insediamento ormai inghiottito dalla giungla, dove resistono le rovine di vecchie case e magazzini. Il percorso richiede un’ora e mezza e regala la sensazione di entrare in un film d’avventura.
Ma il trekking più spettacolare — e faticoso — è quello che conduce a Grand Barbe, sull’altro lato dell’isola. Tre ore di cammino (quattro, se si procede con calma), attraversando fiumi, radure e salite ripide. Alla fine, la ricompensa: una spiaggia selvaggia lunga quasi due chilometri.
Sott’acqua, un altro mondo

Silhouette è spettacolare anche sotto la superficie. Le immersioni, tutte tra i 10 e i 30 metri di profondità, offrono scenari straordinari: pinnacoli di granito coperti di coralli, banchi di pesci colorati, razze, tartarughe e, a volte, delfini che si spingono fino a riva.
L’isola è anche un punto di nidificazione importante per le tartarughe embricate: non solo nelle baie isolate, ma perfino davanti alle ville del resort, dove gli ospiti possono assistere — con discrezione — al momento della deposizione delle uova.
Un’isola da riscoprire

Negli ultimi decenni, il governo delle Seychelles ha saputo proteggere questo piccolo gioiello, limitando nuove costruzioni e preservando l’ecosistema. Oggi Silhouette è un esempio di equilibrio tra conservazione e turismo responsabile.
Eppure, nonostante la presenza del resort, resta un luogo appartato, quasi segreto. Chi viene qui lo fa per cercare altro: il silenzio, la sensazione di trovarsi su un’isola “prima dell’arrivo dell’uomo”, il desiderio di esplorare un paradiso che non si lascia fotografare facilmente.
Forse è proprio questo che la rende speciale. Silhouette non si offre, si scopre. E, una volta vista, non si dimentica.
Informazioni utili

Informazioni: Tutte le informazioni sulle Seychelles si possono richiedere a Tourism Seychelles c/o ITA Strategy srl, Viale Aventino 80, 00153 Roma. Tel. O6 5090135 info@seychelles-ita.it –
Come arrivare: Si raggiunge Mahé con Turkish Airlines, la compagnia di bandiera turca che collega le Seychelles a nove città italiane via Istanbul. Da fine ottobre a fine marzo il volo Istanbul–Mahé è diretto, mentre nel resto dell’anno prevede uno scalo intermedio. Dal 2012, Turkish Airlines è la compagnia che vola verso più Paesi al mondo (oggi 131) e dispone di una flotta moderna con Boeing 787 Dreamliner e Airbus A350, sinonimo di sicurezza, efficienza e comfort. Ha inoltre introdotto la Crystal Business Class Suite, cabina di lusso che unisce comfort e privacy. Gli animali fino a 8 kg possono viaggiare in cabina e all’aeroporto di Istanbul è stata aperta una lounge dedicata ai passeggeri con animali. Info sul sito.
Quando andare – Clima: Le Seychelles offrono un clima caldo tutto l’anno, ma il periodo migliore è tra maggio e ottobre, quando piove meno e le temperature si mantengono intorno ai 27°-28°C. In inverno e primavera, il mare è più caldo fino a 30°C, ma le piogge e i temporali sono più frequenti.

Dove dormire: Hilton Seychelles Labriz Resort & Spa; La Passe, Silhouette, Seychelles.
Fuso orario: le Seychelles sono tre ore avanti rispetto all’Italia (due con l’ora legale)
Documenti: Passaporto in corso di validità. Serve anche un’autorizzazione di viaggio da ottenere online nei 30 giorni antecedenti l’arrivo a Mahè. La domanda deve essere presentata sulla piattaforma governativa all’indirizzo.
Vaccini: la situazione sanitaria non presenta criticità e non sono quindi richiesti vaccini.
Lingua: La lingua ufficiale è il creolo; tutti parlano il francese e l’inglese, che è la lingua utilizzata nei luoghi di lavoro.
Religione: L’82% professa la religione cattolica, il 16% quella anglicana. Vi sono poi musulmani, induisti e buddisti.
Valuta: È la rupia delle Seychelles; al cambio attuale un euro vale circa 15 rupie.
Elettricità: La tensione è 220, con presa di tipo G (britannica)
Da sapere: Dall’agosto del 2023 il governo delle Seychelles ha introdotto una tassa, la Tourism Environmental Sustainability Levy, addebitate in rupie delle Seychelles. L’imposta è riscossa direttamente dalle strutture ricettive al check-out ed è finalizzata al miglioramento degli sforzi di conservazione nell’arcipelago e a garantire un futuro sostenibile all’industria turistica. Per le strutture di grandi dimensioni la tassa ambientale prevede un importo di 100 rupie delle Seychelles (poco più di 6€) a persona/a notte.
Testo e foto di Lucio Luigi Rossi|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com










































