Natura incontaminata, villaggi rurali e sentieri che parlano di storia: un viaggio slow nel cuore più autentico della Polonia.

Testo Sonja Vietto Ramus foto S.V. R. e Massimo Valentini

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In bici nel sud della Polonia ©Shutterstock

Dimenticate l’orologio. In Małopolska, il tempo si misura in pedalate lente. Qui, nel sud della Polonia, tra boschi, vigneti e borghi sospesi tra storia e leggenda, la bici diventa il modo più bello per scoprire l’anima profonda di un territorio che incanta e sorprende a ogni curva.

Si parte da Cracovia, dove -dopo aver ritirato le bici da PolarSport– inizia un’avventura lunga 53 km tra paesaggi incantati, storia millenaria e sapori autentici. Ad accompagnare il tour è Tomasz Steinmetz, guida e organizzatore turistico (velowino.pl), esperto di viaggi su due ruote ed enogastronomia in tutto il Paese.

La prima tappa è l’abbazia di Srebrna Góra, antico monastero camaldolese arroccato in cima a un monte, da cui si gode una vista spettacolare. Pedalando su una ciclabile panoramica si arriva al monastero di Tyniec, fondato nell’XI secolo dai benedettini, un gioiello di architettura romanica ancora vivo grazie alla presenza dei monaci.

Proseguendo lungo le rive del fiume Vistola, si attraversano villaggi pittoreschi come Czernichów e Rybna per poi raggiungere il vigneto Winnica Jura, piccolo e immerso nel verde, noto per i suoi vini artigianali che raccontano la passione della regione per la viticoltura.

Tappa successiva: la valle del torrente Rudno, un’oasi verde perfetta per una pausa rigenerante, e il castello Tenczyn, fortezza medievale del XIV secolo, ricca di storie di nobili e battaglie.

Il tratto malopolese del Percorso Ciclabile della Vistola è quasi completo: 210 km di pista su 232, costruiti secondo gli standard EuroVelo, unendo paesaggi mozzafiato e tappe culturali. L’intero percorso, che collega le montagne al mare per 1200 km, è destinato a diventare uno dei più spettacolari d’Europa.

Sromowce Niżne e la magia del Dunajec

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Polonia, la discesa in zattera lungo il fiume Dunajec ©Sonja Vietto Ramus/Massimo Valentini

Tra le vette dei monti Pieniny e le acque del fiume Dunajec, Sromowce Niżne è un incantevole villaggio del sud della Polonia che conquista con la sua autentica semplicità.

Con poco più di mille abitanti, offre un mix di scenari affascinanti e tradizioni secolari: le sue radici medievali si fondono oggi con una vivace vocazione turistica. Da qui prende il via una delle esperienze più suggestive della regione: la discesa in zattera sul Dunajec.

Per circa due ore si scivola dolcemente su acque incorniciate da gole rocciose, fitte foreste e cieli azzurri. A guidare questa immersione nella natura sono Piotr Jagiełło e suo figlio Artur, esperti rafter. Il loro cognome, come l’antica dinastia reale polacca, aggiunge un tocco storico all’esperienza.

I rafter indossano costumi tradizionali: “La camicia bianca di lino, il gilet colorato ricamato con motivi unici della nostra terra e il cappello di feltro -spiega con orgoglio Piotr- sono simboli vivi della nostra cultura, un modo per portare con noi la storia e lo spirito di questa valle ad ogni discesa”. Con naturalezza e passione, Piotr racconta aneddoti che trasformano il tour in un vero racconto da vivere.

Pedalando nei Pieniny: tra confini, leggende e sapori mitteleuropei

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Červený Kláštor, il Monastero Rosso ©Sonja Vietto Ramus/Massimo Valentini

Raggiunta la località termale di Szczawnica, si cambia ritmo: si scende dalla zattera e si sale in sella a una bici muscolare per affrontare il Sentiero dei Pieniny, suggestiva pista ciclabile che segue il corso del fiume.

Tra gole profonde e pareti rocciose del parco nazionale, il percorso (12 km per questa tratta) –adatto anche ai meno esperti – regala scorci ammalianti, profumi di bosco e riflessi sull’acqua. Durante il rientro si attraversa per un po’ la Slovacchia, tappa ideale per una deviazione culturale: il Červený Kláštor, il “Monastero Rosso”.

Questo antico complesso certosino del XIV secolo affacciato sul fiume colpisce per il suo fascino austero e la leggenda del “monaco volante”, frate Cyprian, erborista e alchimista che – si racconta – fabbricò un aliante con cui decollare dal monte Tre Corone sopra i Tatra.

Dopo la visita, una sosta gastronomica nella taverna del monastero è d’obbligo: in un’atmosfera rustica si gustano piatti ricchi di sapore fra cui i pierogi fatti a mano, ripieni di carne tenera, e il celebre vypražaný syr, formaggio panato e fritto, servito con patatine croccanti e salsa cremosa. Il percorso riprende fra tratti ombreggiati e altri al sole, fino al rientro a Sromowce Niżne, con la sensazione di aver vissuto una giornata fuori dal tempo.

Castelli, chiese e burger: tra gotico e golosità

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Il castello di Niedzica ©Sonja Vietto Ramus/Massimo Valentini

Da Sromowce Niżne, in sella a una mountain bike, si pedala verso il maestoso castello di Niedzica, fortezza gotica del XV secolo che domina il lago artificiale di Czorsztyn. Oggi ospita un museo e affascina con i suoi misteri, come il leggendario testamento degli Inca, inciso su pelle di lama.

Proseguendo lungo il lago, si arriva alla chiesa di San Michele Arcangelo a Dębno Podhalańskie, Patrimonio UNESCO, esempio eccezionale di architettura lignea del XV secolo, costruita senza chiodi.

Il suo interno conserva policromie gotiche straordinarie, motivi geometrici e floreali che decorano pareti e soffitti, insieme a un altare gotico e un pulpito scolpito a mano. Il viaggio in bici continua fino a Rowerowe Burgerowe, per una pausa golosa a base di burger succulenti, perfetti per ricaricare le energie.

Da lì, ci si imbarca sul traghetto (jezioroczorsztynskie.com) che attraversa il lago, collegando i castelli di Czorsztyn e Niedzica, offrendo panorami indimenticabili. Gran parte del percorso segue i tracciati VeloDunajec e VeloCzorsztyn, tra i più amati in Polonia per paesaggi spettacolari, infrastrutture curate e tappe panoramiche.

Dopo 60 km si rientra a Sromowce Niżne, con una perfetta combinazione di cultura, natura e piacere lento del viaggio su due ruote.

Tra chiome di alberi e la magia di Cracovia

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Parco Nazionale dei Gorce ©Sonja Vietto Ramus/Massimo Valentini

Ultima tappa dell’itinerario è un’esperienza immersiva nel verde. Sulla via del ritorno verso Cracovia, vale la pena fermarsi a Brama w Gorce (bramawgorce.com) una delle attrazioni più originali (e, anche, pet-friendly) e recenti della regione.

Alle porte del Parco Nazionale dei Gorce, il parco non è solo un punto panoramico, ma un centro turistico che invita a scoprire il bosco da una prospettiva insolita: una passeggiata sospesa tra le chiome degli alberi, lunga 1,3 km, la più estesa di tutta la Polonia.

Il percorso, adatto a tutte le età, si snoda tra faggi, abeti e larici, con postazioni interattive e punti di osservazione della fauna locale, che comprende cervi, linci, aquile e molte specie di uccelli.

“Tutto è cominciato nel 2013, quando alcuni abitanti di Waksmund, tranquillo villaggio ai piedi dei Gorce, decisero di dare nuova vita al loro territorio. Inizialmente si pensava a una stazione sciistica, ma l’idea fu presto scartata. Si voleva qualcosa che valorizzasse davvero questa terra, senza snaturarla” racconta Marcin Kolasa, CEO di Brama w Gorce.

Da qui nacque l’idea di creare un sentiero tra gli alberi per un’esperienza immersiva nel bosco. “Il progetto è cresciuto d’interesse rapidamente, coinvolgendo oltre cento azionisti, quasi tutti locali. Chiunque poteva diventare socio con una quota simbolica – conclude Marcin – e in pochi mesi il villaggio intero si è unito all’iniziativa. Vogliamo che chi viene qui non solo si rilassi, ma impari ad amare la natura che ci circonda”.

Dopo la quiete dei monti Gorce, l’itinerario si conclude in una delle città più affascinanti della Polonia: Cracovia, autentico gioiello del sud del Paese. Agnieszka Dubel, 15 anni di esperienza come guida turistica, accompagna alla scoperta del castello del Wawel, la cattedrale reale dove sono sepolti i monarchi polacchi, e della Basilica di Santa Maria, con il suo celebre altare ligneo scolpito da Veit Stoss.

“Cracovia non si attraversa: si vive,” dice Agnieszka sorridendo, mentre mostra la splendida piazza del Mercato, con le sue vie acciottolate, i caffè storici e l’atmosfera vibrante di una città che fonde perfettamente antico e moderno.

Infoutili

Informazioni: Informazione e idee per itinerari di viaggio originali sul sito di Polonia Travel e Visit Malopolska.

Come arrivare: Cracovia è servita dall’aeroporto Cracovia Balice-Giovanni Paolo II, situato a 13 km dal centro, e dall’aeroporto Katowice che dista circa 80 km dalla città polacca. Dai principali aeroporti italiani ci sono voli diretti con le compagnie low cost Wizzair e Ryanair.

Chi preferisce viaggiare su strada può raggiungere Cracovia in autobus (partenze dalle stazioni di Roma, Napoli, Milano, Bologna e Venezia Mestre) e in auto: lasciata l’Italia da Udine-Tarvisio si attraversano Austria e Repubblica Ceca (direzione Brno e deviazione per Ostrava) per poi entrare in territorio polacco. Da Katowice si raggiunge Cracovia in un’ora.

Quando andare: tutto l’anno, sia per attività culturali che sportive.

Dove dormire: Golden Tulip Kaziemierz (Cracovia; krakow-kazimierz.goldentulip.com), un hotel 4 stelle ideale per esplorare la città, tra sinagoghe, caffè artistici e mercatini tipici. Ha camere spaziose, un’ottima colazione e servizi curati che ne fanno una scelta perfetta per chi cerca stile e praticità nel cuore della tradizione ebraica di Cracovia. Hotel Nad Przełomem (Sromowce Niżne; nadprzelomem.pl): affacciato sul fiume Dunajec e circondato dalle vette dei Pieniny, questo 3 stelle offre panorami spettacolari, un’atmosfera rilassante e una cucina tradizionale gustosa. Da provare gulasz wołowy (stufato di manzo), gulasz jagnięcy (di agnello), trota alla griglia e zuppe tipiche come la żurek e la zupa grzybowa ai funghi di bosco.

Dove mangiare: Bazaar Bistro (Cracovia; bazaarbistro.pl). Situato nel quartiere Kazimierz, questo locale dal fascino contemporaneo unisce bistrò, panetteria artigianale e wine bar. Qui si gustano piatti ispirati a cucine internazionali, preparati con ingredienti locali e di stagione, accompagnati da oltre 100 etichette di vini di piccole cantine di tutto il mondo. Da provare: tartare di manzo con cipolla rossa e finferli marinati; roast beef cotto lentamente con salsa tartara; uova alla turca; salsiccia bianca bollita di Gugulski con puré cremoso di patate. E il pane fatto in casa: delizioso.

NOAH (Cracovia; noahkrakow.pl). In questo ristorante l’atmosfera è elegante ma rilassata, con interni moderni e un servizio impeccabile che mette subito a proprio agio. Qui si viene per vivere un’esperienza gastronomica da condividere: i piatti sono infatti pensati per essere sistemati al centro del tavolo e gustati insieme, come in una cena tra amici. La cucina di NOAH è un viaggio di sapori che mescola influenze polacche, mediorientali e israeliane. Tra le proposte più apprezzate: la pitta fatta in casa con hummus speziato, la melanzana arrosto con salsa tahina e melograno, la tartare di cervo e le costine d’agnello cotte a bassa temperatura. Ampia e curata la selezione di vini naturali, con etichette israeliane e polacche.

Va Bene (Rybna; Facebook: Va Bene). Qui si possono gustare piatti tradizionali polacchi come pierogi, bigos, zuppe e specialità a base di carne e verdure locali, il tutto preparato con ingredienti freschi, in abbinata a vini locali.

Link utili: polonia.travel/it e visitmalopolska.pl/it

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