Un estate spagnola

Spostarsi in treno. Il minimo indispensabile nella valigia. Un po’ di attenzione alle spese. Una vacanza all’insegna del divertimento e non solo.

Saragozza

 
Ciao! Siamo Sofia e Giada e nell’agosto 2010 abbiamo deciso di visitare l’affascinante penisola iberica. In base alla nostra esperienza tenteremo di darvi qualche dritta nel caso vogliate anche voi realizzare qualcosa di simile.

Viaggiare.
Ryanair e Renfe: economici ed efficienti. L’idea di viaggio on the road è sicuramente intrigante per i giovani più avventurosi. L’iniziativa dell’Interrail si sposa perfettamente con questo genere di itinerari. Esaminando i possibili abbonamenti proposti dall’Interrail, in rapporto ai tempi che avevamo a disposizione, abbiamo pensato di scegliere un OneCountry (Interrail Spain Pass Youth nella modalità 4 viaggi in un mese, 139 €), ovvero un biglietto che permette di viaggiare su tutti i treni di una sola nazione. Sono proposte diverse opzioni a seconda del numero di viaggi e della durata di validità del biglietto. Per questo abbiamo limitato in numero degli spostamenti in territorio spagnolo a quattro, decidendo di visitare più accuratamente un minor numero di città (e contenendo i costi). In questo modo, prenotando un biglietto aereo per Barcellona con Ryanair (circa 150 €, Ryanair ha prezzi molto variabili) e spostandoci in treno una volta giunte in Spagna, le spese totali per raggiungere lo stato erano tutto sommato più accettabili. “Se esiste il paradiso spero che sia come questa carrozza!” abbiamo esclamato salendo a bordo del primo treno. Comodità, sicurezza e gentilezza sembrano essere le parole chiave delle ferrovie spagnole, di cui in Italia non si sa poi molto. Per la nostra personale esperienza la Ryanair e la Renfe, sono state davvero efficienti. Non abbiamo mai avuto problemi di ritardi o cancellazioni. Insomma, siamo sempre arrivate a destinazione sane e salve. 

 

Saragozza

Saragozza
Tre giorni di tranquillità, gentilezza e tante fontane. Perdersi a Saragozza è pressoché impossibile. Quasi tutte le maggiori attrazioni sono concentrate nel centro storico, visitabile tranquillamente a piedi. Ma se per caso dovesse riuscirvi, la soluzione più semplice è quella di lanciare sguardi interrogativi alla mappa della città. Nel giro di pochi secondi qualche passante vi darà indicazioni dettagliatissime, ma rigorosamente nella lingua locale! Da quelle parti sono pochi gli spagnoli che sanno l’inglese, ma questo non ostacola in alcun modo la loro spiccata gentilezza. Saragozza non è una delle mete iberiche più gettonate. Anche per noi è stata una scelta a scatola chiusa, ma siamo rimaste piacevolmente sorprese. Saragozza è un incredibile misto di antico,

Saragozza

moderno, palazzi e zone verdi, ma soprattutto tante fontane stupende il cui fondo in marmo bianco invoglia a mettere i piedi a bagno. La basilica di Nuestra Señora del Pilar situata sulle rive del fiume Ebro, troneggia imponente sulla piazza principale della città. Un altro monumento che vale la pena vedere è il palazzo dell’Aljaferia, una delle costruzioni più importanti dell’architettura ispano-musulmana, leggermente più distante ma facilmente raggiungibile. Per quanto riguarda l’aspetto culinario è d’obbligo menzionare La Jamoneria , Calle Bruno Solano, 16, ristorante tipico locale. Gestore gentilissimo e disponibile, ottimo Jamòn de Teruel, prodotto nella bassa Aragona (13.60 €), crocchette di prosciutto (6.40 €) e dessert che allietava non solo il gusto, ma anche la vista (4.90 €).

   

Madrid

Madrid
Tre giorni nella capitale cosmopolita, agglomerato di culture. Giunte a Madrid, la città si rivela in tutto il suo splendore. Ad ogni angolo si incontrano turisti di varie nazionalità e l’inglese viene parlato con più scioltezza, mentre la gentilezza rimane una costante. Passeggiando nella capitale, tra negozi, monumenti e ristoranti tipici, ci si può agevolmente spostare tra i diversi quartieri, ciascuno con le sue peculiarità. Le giornate scorrono in fretta all’interno dei musei più importanti quali quello Nacional del Prado, Paseo del Prado s/n. 28014 e il Centro d’Arte Reina Sofia  C/ Santa Isabel 52. E se la fame si fa sentire, il posto ideale per uno spuntino o un pranzo economico è sicuramente il bar Todo a 1€, in Piazza di Puerta del Sol. È’ possibile mangiare panini assortiti e bibite varie spendendo poco. Se avete la fortuna di capitare a Madrid di domenica non potete perdervi una visita al mercatino di El Rastro, pieno di bancarelle di ogni genere. Un’altra caratteristica della capitale sono le piazze, come Plaza de Orientes e Plaza Major. Al calar del sole la città si accende di una nuova luce. Piazza di Puerta del Sol si riempie di giovani in attesa che i locali aprano o semplicemente desiderosi di passare la serata in compagnia. Un ottimo locale in cui passare la nottata è il Joy Eslava c/ Arenal, 11, discoteca che si trova vicino alla piazza, aperta fino all’alba. Alla chiusura uno sciame di giovani si dirige verso la metropolitana per fare ritorno a case e alberghi.

   

Valencia

Valencia
Quattro giorni di sole, mare e musei. Il primo impatto è poco piacevole: il personale alla stazione ferroviaria non è ospitale. Dispiace notare come si sia un po’ persa quella cordialità spagnola che ci piaceva tanto. Non per questo Valencia si rivela meno degna di nota. Il centro città è tranquillo ma, allo stesso tempo, vivace. Nella suggestiva Plaza de la Virgen e attorno ai diversi bar che si incontrano di frequente, sono riuniti tanti giovani. Una delle cose più curiose è il pappagallo verde che troneggia sul tetto del Mercado Central, Avenida Baron de Carcer, s/n 46001. Narra una leggenda che veniva utilizzato come diversivo dai genitori che decidevano di abbandonare i figli. Attrazioni principali della città sono sicuramente la Ciudad de las Artes y las Ciencias e l’Oceanografic, Prolongacion Paseo Alameda, 48. Per

Valencia

raggiungerli a noi è “toccata” una lunga camminata all’interno del parco del Turia. La metropolitana è infatti molto piccola e collega malamente le varie zone della città. La visita al museo richiede tempo, ma è molto interessante e divertente grazie alle attività interattive ed istruttive. Nel mondo acquatico dell’Oceanografic abbiamo incontrato la mascotte del nostro viaggio: il Beluga, un dolcissimo e tranquillissimo gigante dei mari artici, simile al delfino. Da non perdere il Bioparc, Avenida Pío Baroja, 3, uno zoo che riproduce l’ambiente africano. Finalmente a Valencia abbiamo avuto l’occasione di passare una giornata al mare. Dopo le confuse spiegazioni della reception anche il parere dell’autista dell’autobus non si rivela chiarificatore, ma basta accodarsi alla miriade di persone armate di costume e ombrellone per raggiungere la spiaggia. Pomeriggio tra bagni di sole e tuffi in acqua. Prima di andarcene, attraversiamo il mercatino marittimo, fermandoci a una fontana che, attiva, forma una bellissima barca a vela.

  

Barcellona

Barcellona
Cinque giorni tra Ramblas e architettura di Gaudì. L’immagine più affascinante della vita barceloneta si ha con l’ingresso nella Rambla. Caotica e fantastica. Mentre passeggiamo migliaia di persone ci sfilano attorno, tra statue viventi e banchetti di ogni tipo. Presto si scorge il Mercat de la Boqueria, un’atmosfera affascinante fatta di colori ed odori. A est della Rambla si estende il Barrì Gòtic, quartiere in pieno stile gotico, spettacolare nel suo insieme di negozi e stradine di pietra. Proseguendo sulla Rambla è possibile arrivare fino al Port Vell e alla Rambla del Mar, camminamento affacciato sul Mediterraneo. La città è disseminata di edifici modernisti, concentrati nel quartiere dell’Eixample. Si trova qui la Manzana de la Discordia, isolato del Passeig de Gràcia in cui si trovano tre case dei più grandi architetti modernisti: Casa Amatller di Puig i Cadafalch, Casa Lleò Morera di Domènech i Montaner e l’ammaliante Casa Battlo di Gaudì . Nello stesso quartiere si trovano altre importanti opere di quest’ultimo: la Pedrera Passeig de Gracia, 92, straordinaria opera architettonica con facciata in pietra ad effetto ad onda; e la Sagrada Familia, Calle Mallorca 401, che rapisce con la sua maestosità. All’interno la costruzione è enormemente suggestiva, un gioco di luci e ombre che testimonia la profonda spiritualità che la cattedrale trasmette. Si trova

Barcellona

invece nel quartiere di Gràcia il Parc Güell, oasi interamente progettata dal genio di Gaudì. Da non perdere anche l’escursione alla vetta più alta della città, il Tibidabo (512 m). Metropolitana, pulmino e funicolare conducono, una dopo l’altra, ad una spettacolare veduta di Barcellona dall’alto. Sulla cima domina l’antico parco giochi che la rende un’attrazione così particolare e ricca di fascino.

In conclusione la Spagna ha superato tutte le nostre aspettative. La gentilezza e l’ospitalità degli abitanti ci hanno sempre fatte sentire come a casa. E se la Spagna per certi versi rimane simile all’Italia, le abitudini spagnole si differenziano e si sposano bene con il clima di relax che spesso si ricerca in una vacanza. Infatti già durante il volo di ritorno progettavamo di tornare a visitare questi splendidi luoghi.
   

 

Testo e foto di Sofia Bersani e Giada

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