Salamanca: la città d’oro degli Erasmus


Salamanca è una delle città  più belle e magiche di tutta la Spagna, tanto che la sua bellezza è stata decantata dai più grandi scrittori spagnoli di tutti i tempi, da Unamuno a Espronceda. Eppure questa piccola ridente città, patrimonio dell‘UNESCO, rimane sconosciuta ai più e spesso viene scartata dalle possibili mete dai turisti italiani, fatta eccezione per gli studenti Erasmus e per gli appassionati di letteratura.

Dall’aspetto di borgo medievale arroccato su una dolce collina, la città è situata sulle sponde suggestive del fiume Tormes a qualche ora di distanza dalla capitale, Madrid. La bellezza di Salamanca, chiamata anche la “città dorata”, non può che derivare dalla sua storia e dai suoi edifici, costruiti in luccicante arenaria e dall’ambra di cui si tinge la città  alle luci del tramonto. Il centro storico, con le sue sfumature tra il dorato e il color nocciola, sembra essere la zona più pittoresca e interessante della città.

Ci si perde inevitabilmente nella bellezza degli edifici antichi, tra i suoi vicoli stretti,  le due cattedrali e le università, che tanto l’hanno resa celebre. La città, oltre a vantare bellezze architettoniche notevoli ospita, infatti, la più antica università spagnola ancora esistente, l’Università di Salamanca che insieme a quelle di Oxford, Cambridge, Parigi e Bologna è una delle più antiche d’Europa. Fondata nel 1218 per opera di Alfonso IX, ha accolto tra le sue mura Cervantes e Hernàn Cortes, insieme ad artisti e filosofi di tutto il mondo, che inevitabilmente hanno lasciato il segno proprio qui, a Salamanca. La tradizione culturale, però, non si è esaurita con il passare dei secoli ma continua ancora oggi, tant’è che si è guadagnata nel 2002 il titolo di “Capitale Europea della Cultura“.

La città d’oro, così come la chiama Unamuno, è conosciuta anche per la sua magia e per la sua ricchezza di simboli e di immagini allegoriche che rimandano a significati nascosti. Un esempio ne è la famosa Ranita, scolpita su un teschio della facciata storica dell’Università. La rana è, infatti, il simbolo di Salamanca e sembra portare fortuna a chi la riesce a scovare tra i mille fronzoli dell’edificio, soprattutto a coloro che si devono laureare.

Un’altra immagine  ricorrente è la conchiglia che adorna alcune mattonelle del pavé del centro e le mura della biblioteca pubblica, la Casa da las Conchas, per l’appunto.  La Concha appartiene alla simbologia religiosa cristiana e rappresenta un richiamo e una guida per i pellegrini che passano per la città durante il lungo viaggio verso Santiago de Compostela. Un pellegrinaggio che porta anche per le vie del centro storico per la storica piazza, Plaza Mayor, e lungo le pittoresche vie che la circondano. Sicuramente il cuore della città è motivo di attenzione per i turisti, pellegrini e passanti, anche per motivi meno culturali: lo shopping. Le vie del centro, infatti, sono disseminate di negozi firmati da stilisti di fama internazionale e nazionale.

Se da un lato la città dorata non ha guadagnato particolare successo tra i cultori del viaggio, dall’altro lato sembra essere diventata una meta Erasmus molto quotata. Difatti, Salamanca è una tra le mete preferite  dagli studenti europei che preferiscono conciliare la vita universitaria o lo studio dello spagnolo, con un’attiva e movimentata vita notturna, dall’ampia offerta di pub e discoteche. Il centro storico, plaza Mayor e gli stretti vicoli della città, di notte si animano diventando punto di incontro di studenti universitari che trascorrono la notte da un locale all’altro, tra i festeggiamenti.

È incredibile come questo piccolo borgo medievale si trasformi dal giorno alla notte e credo che ne valga davvero la pena lasciare per una volta le grandi mete “in” della Spagna, come Madrid o Barcellona, per poter godere della luce dorata del tramonto sulle pareti della Cattedrale salmantina, oltre che del clima di festa che si respira ogni sera della settimana.

Testo e foto di Martina Bedetti

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