Sudafrica | Sun City: c’era una volta Las Vegas



Nata come paradiso per il gioco d’azzardo Sun City ha cambiato pelle, riconvertendosi a città ecologica adatta a sportivi e famiglie. Immersa nelle meraviglie della natura africana.

Un cratere di 150 chilometri, i resti di un’eruzione avvenuta un milione e 200 mila anni fa, rocce e minerali talmente rari da farne un paradiso per i geologi di tutto il mondo. Al suo interno: una quarantina di leoni, qualche centinaio fra elefanti e rinoceronti, una dozzina di ghepardi, 2 campi da golf, una manciata di grattacieli, 500 chilometri di cavi elettrici e una piscina con le onde. Il tutto malaria free. È l’Africa a misura di famiglia che si è emancipata dal mito di Las Vegas, è andata oltre al luccichio dei neon e dei tavoli da gioco per diventare destinazione a 360°. Se una volta Sun City era la capitale del gioco e dello spettacolo, oggi è il portale della grande natura alla portata di tutti. Il parco nazionale del Pilanesberg, che in realtà ha aperto i battenti solo 24 ore dopo Sun City l’8 dicembre 1979, anch’esso ospitato nella grande caldera, con i suoi 55 mila ettari è la terza riserva per estensione del Sudafrica. Una storia intrinsecamente legata a quella della capitale del divertimento non solo per la prossimità.

Era il 1969 quando cominciarono le operazioni di riconversione dei terreni agricoli in riserva naturale: 10 anni di lavoro e preparazione prima del lancio della Operation Genesis, (in parte finanziata da Sun City) finalizzata alla ripopolazione della fauna del parco. Una sfida di proporzioni mai tentate prima: sia dal punto di vista tecnico, circa 6000 animali di 19 specie diverse trasportate in camion da varie zone del Sudafrica, sia dal punto di vista scientifico. Serve ad esempio l’impatto sulla struttura sociale degli elefanti provocato dal reinserimento in un’area priva di gerarchie vecchie di generazioni: i giovani maschi andarono in calore per un periodo di tempo innaturale, cercando di accoppiarsi fra loro, con i rinoceronti e a volte persino con le jeep. Frustrati dagli scarsi risultati questi pachidermi, privati degli insegnamenti e della guida degli anziani, si abbandonavano a furie violente, che spesso terminavano con l’uccisione di rinoceronti.

Il problema venne risolto importando 6 maschi dominanti dal parco Kruger che nel giro di breve tempo ristabilirono le corrette relazioni sociali fra gli elefanti, mettendo sotto controllo i bollori dei maschi più giovani. Nonostante le difficoltà, oggi il parco è assai ben avviato e i rapporti di reciproca dipendenza con Sun City stanno cambiando prospettiva: non più le briciole del turismo cadute dalla pentola d’oro del gioco, bensì destinazione di prim’ordine alla quale la capitale del gioco serve come base logistica. Le prospettive sono assai rosee se si guarda a un futuro che vede in via di realizzazione un grande progetto, volto a creare un corridoio di natura protetta che colleghi il Pilanesberg con la riserva di Madikwe più a occidente, verso il confine con il Botswana. Il risultante Heritage Park si estenderà su una superficie di oltre 200 mila ettari dando vita a una immensa area protetta, in una regione completamente libera dal problema della malaria e quindi fruibile da un elevato numero di visitatori.

Una grande opportunità per Sun City che negli ultimi anni è andata trasformandosi sempre più da piccola Las Vegas in destinazione turistica vera e propria, con un occhio di riguardo per le famiglie. Situata a 1700 metri d’altitudine, baciata da un clima ideale tutto l’anno, questa enclave, nata quarant’anni fa da un’idea di Sol Kerzner, alla sua apertura comprendeva il Sun City hotel, il campo da golf Gary Player, il teatro Extravaganza, alcuni campi da tennis, una piscina di 55 mq, un casinò con 50 tavoli da gioco e centinaia di slot machine. Caratterizzata dal tono un po’ vintage e da un esordio tutto pailettes, divenne palcoscenico per star, maxi concerti e spettacoli di varietà internazionale come quello di Frank Sinatra che inaugurò l’Entertainment Centre nel 1981. A lui seguirono altri grandi nomi, come i Queen, Elton John, Rod Stewart, Joe Cocker e ospiti quali Grace Jones, Ivana Trump, Brigitte Nielsen e Richard Branson.

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