Samoa diventa il santuario degli squali

Una buona notizia per l’ambiente. Dopo anni di sfruttamento delle risorse terrestri e di quelle marine, in cui la popolazione non aveva nessun riguardo ed attenzione per l’ambiente, l’arcipelago delle Samoa, nell’Oceano Pacifico, ha decisamente voltato pagina.

Il Primo Ministro Tuilaepa Dr. Sa’ilele Malielega pochi giorni fa ha infatti dichiarato al quotidiano Samoa Observer che le acque delle Samoa diverranno un santuario per gli squali e le razze. Questo significa che la pesca, la vendita ed il commercio di questi animali saranno proibiti non solamente sulle isole stesse, ma anche nell’enorme parte di oceano da esse governato: una superficie grande come l’Inghilterra. Questa importante decisione, che fa seguito ad altre 7 nazioni del Pacifico già orientate in questa direzione, è stata presa per salvaguardare l’ambiente, per i legami che i samoani hanno tradizionalmente col mare ed infine per motivi economici: grazie all’industria del turismo subacqueo, uno squalo vivo rende molto di più di uno morto.

Secondo uno studio di una università canadese, sarebbero circa 100 milioni gli squali uccisi ogni anno: la maggior parte di questi subendo la barbara ed illegale pratica dello shark finning, l’asportazione da vivi delle pinne che finiscono nella famosa zuppa cinese, ritenuta (a torto) afrodisiaca.

Non resteremo pigramente seduti mentre la domanda di prodotti a base di squalo deruba le nostre future generazioni di queste specie culturalmente, ecologicamente ed economicamente valide” Ha dichiarato il Primo Ministro. “Continueremo insieme a salvaguardare queste specie in pericolo per le nostre generazioni future”.

Testo di Paolo Ponga | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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