I muri dalla rivoluzione. La street art colora la Tunisia

 

L’arte in Tunisia è scesa per strada. La street art sta vivendo un momento importante e  invade le periferie, il centro e perfino la vecchia medina di Tunisi, diventando mezzo di espressione forte, oltre che indiscusso segno di attrazione.

A Tunisi, il cavalcavia vicino alla piazza del Monguela è un vero museo a cielo aperto. Ogni settimana nuovi graffiti ne cambiano il volto, gli unici a rimanere intatti sono quelli che commemorano eventi importanti.

Fuori dai circuiti underground, invadono i luoghi religiosi: la facciata della moschea di Gabes, per esempio, è la tavolozza dei calligraffiti El Seed, artista franco-tunisino casse 1981, tra i più famosi al mondo.

Nel 2011, non troppo lontano dal Piazza della Repubblica nella capitale tunisina, diversi ragazzi e ragazze iniziano a dipingere un vecchio muro con stencil bianchi e rossi, producendo misteriosi ritratti iconografici, brevi citazioni criptiche e un’apparente invasione di formiche che escono da un buco.

La allora recente rivoluzione aveva apparentemente sospeso la censura e il controllo autoritario, tuttavia questa appropriazione creativa di un muro pubblico appariva altamente audace. Un poliziotto si ferma e interroga gli artisti, temendo che stiano disegnando qualcosa di sovversivo.

“Solo filosofi e formiche” rispondono. i giovani uomini e donne sono membri del tunisino Ahl al-Kahf, collettivo politico-artistico.

I “filosofi” decifrati al di sopra del flusso di formiche sono Mohamed Choukri, Antonio Negri, Edward Said e Gilles Deleuze, le loro citazioni in arabo segnano simbolicamente gli sforzi dei giovani artisti in quel momento storico.Gli intellettuali devono testimoniare il cattivo uso della storia.

Anche Djerba, l’isola cantata da Omero nell’Odissea, ha sperimentato con successo questa forma d’arte.

“Djerbahood” è il progetto di street art che ha coinvolto 150 artisti di strada provenienti da 30 paesi che nei mesi di luglio e agosto 2014 hanno trasformato il villaggio tradizionale di Erriadh – uno dei più antichi villaggi della Tunisia situato sull’isola.

Le tradizionali mura e i labirintici vicoli di Erriadh sono ancora la tela su cui sono stati creati circa 300 murales che esplorano l’identità culturale.

“L’arte di strada è il movimento artistico più grande e unico della storia per il suo impatto globale e per la mancanza di dipendenza dalle istituzioni convenzionali”, ha detto il curatore franco-tunisino Mehdi Ben Cheikh in un’intervista del New York Times del 2014. “Il mio ruolo è quello di aiutarlo a sviluppare e superare i confini”.

Per maggiori informazioni su Djerbahood, visitate il sito www.djerbahood.com

Per maggiori informazioni, visitate il sito www.tunisiaturismo.it

di Francesca Calò  | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

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