Argentina: nel Valle de la Luna per l’eclissi di sole

argentina Valle de la Luna
Valle de la Luna Foto ©Graciela Cutuli

L’Argentina è un paese gigantesco, pieno di bellezze naturali d’incredibile diversità. Montagne, laghi, pianure, fiumi popolati da una fauna diversa come il mondo: ma l’anno prossimo tutti gli occhi saranno fissi in un posto preciso dell’Argentina, ai piedi della cordigliera delle Ande e delle sue montagne piene di misteri e natura selvaggia. Gli occhi saranno puntati sulla provincia di San Juan, che sarà uno dei migliori posti al mondo per apprezzare la totale eclissi di sole attesa per il 2 luglio e concentra già l’attenzione degli astronomi della terra. Non esageriamo direte, mancano sei mesi. Ma gli alberghi registrano il già tutto esaurito e quasi non c’è più posto negli osservatori astronomici del Parco Nazionale El Leoncito, l’unico dell’Argentina nato con lo scopo preciso di proteggere la nitidezza di un cielo costellato di punti di luce, senza inquinamento luminoso, pieno di stelle lontanissime ma che sembra di poter toccare con le dita.

Dov’è il Parco Nazionale El Leoncito?

El Leoncito si trova a 2552 metri sul livello del mare, sotto un cielo purissimo e caratterizzato da un clima arido con grande escursione termica. Un deserto di altura dove abitano il puma – forse è proprio il leone di montagna che ha dato il nome al parco nazionale – ed altri animali come il suri cordillerano, un piccolo struzzo sudamericano, ed il condor, re delle Ande. Circondato da montagne altissime, come il cerro Mercedario (6729 metri, poco meno dell’Aconcagua e una delle vette più elevate dell’emisfero sud occidentale), i suoi paesaggi vergini sono ideali per il lavoro notturno degli astronomi e gli studiosi del cielo. In quest’area sono in funzione due osservatori, il CASLEO e il Cesco, dedicati allo studio dello spazio interstellare. Tutti e due si possono visitare, di giorno e di notte, per capire come funzionano i telescopi, conoscere il lavoro dei ricercatori e osservare il cielo.

Uno spettacolo indimenticabile, dove luccicano le stelle e i pianeti, circondati dal manto bianco della Via Lattea, visibile a occhio nudo con i suoi riflessi rossi e blu. Vera magia naturale che tornerà al miracolo il giorno di eclissi di sole, il 2 luglio 2019, quando alle cinque del pomeriggio sparirà la luce del sole e per qualche minuto regnerà la notte sulla terra. E non si potrà vedere dappertutto: la provincia di San Juan fa parte del corridoio privilegiato dell’eclissi di sole, che va da Buenos Aires – ma nella capitale argentina il cielo di solito non è chiaro nel mese di luglio – a La Serena in Cile, sulla costa del Pacifico.

Non deve quindi sorprendere che ci sia un osservatorio astronomico sul simbolo del parco nazionale, accanto al velocissimo suri. Ma bisogna sapere che El Leoncito protegge in tutto tre eco-regioni: le montagne, la puna (l’altipiano) e le Ande. Da qui si può apprezzare anche in tutta la sua bellezza il Cordón del Ansilta, dove spuntano sette vette gigantesche sempre coperte di neve, tra cui il Mercedario. Dentro al parco si possono percorrere diversi sentieri verso le cascate, fotografare le Ande a 360º e salire al monte Leoncito. Questo trekking di otto km è di difficoltà media, non tanto per la geografia ma per l’altezza che può provocare una sensazione di mancanza d’aria. “Una passeggiata dunque per i più coraggiosi e i ricercatori d’avventura”, dice la guardaparco Mónica Sosa, che segnala anche una particolarità: da qui si vede benissimo la Pampa del Leoncito, una pianura che si trova fuori del parco nazionale ma fa parte dei posti più belli da visitare nei dintorni. È conosciuta con il nome di Barreal Blanco: una vasta estensione di fango secco di 10 km per tre, un piccolo deserto circondato da montagne dove ogni giorno d’estate, alle sei del pomeriggio, arriva un vento potente dalla cordigliera che gonfia le vele dei carri a vela, lo sport favorito da queste parti, in questa pianura desertica nata sulle cenere di un lago scomparso. Un’altra meraviglia naturale ai piedi del parco nazionale.

Il Valle de la Luna di San Juan

San Juan è il posto giusto per apprezzare la bellezza del cielo. Ma senza dubbio l’altro posto da conoscere è il Valle de la Luna, nel nord della provincia, una meraviglia di colori e formazioni capricciose dove si può scoprire la storia della Terra fino al Triassico. Conosciuto anche con il nome di Ischigualasto, è un invito a viaggiare nel tempo. Per arrivare al Valle de la Luna si può partire del Leoncito, a 500 km, o della più vicina capitale provinciale (chiamata anche San Juan), a 273 km. Si percorre così la mitica Ruta 40 (5000 km dal sud al nord dell’Argentina) fino a Huaco, poi si prende la Ruta 150 – un percorso scenografico molto bello, tra tunnel e ponti – fino a Ischigualasto, che ci fa tornare a un passato lontanissimo in cui tutti i continenti erano uniti nel super continente noto come Pangea. Il movimento della Terra, in questa regione sismica, aprì milioni di anni più tardi agli occhi dei visitatori di oggi i paesaggi che erano nascosti dalle rocce più giovani: così percorrere il parco è come leggere un libro di geologia. La visita si fa in auto, uno dopo l’altro, accompagnati da un guardaparco che spiega i misteri di questa valle dall’aspetto lunare e desertico, dove piove poco ma violentemente, dove il vento disegna le rocce e camminavano i dinosauri più grandi del mondo. A volte il paesaggio è di un bianco puro; a volte rosso come il fuoco, come se fosse adesso Marte e non più la Luna. Ci sono formazioni stranissime, come le palle della cancha de bochas, o il Fungo, forse l’immagine più caratteristica di questa luna terrestre, che bisogna vedere quando cade il sole, infuocata e piena d’infinita solitudine.

Da sapere

Parco Nazionale El Leoncito si trova a 245 km dalla capitale provinciale San Juan. A 35 km da Barreal, il paese più vicino. Si visita tutto l’anno, ma prima di arrivare (non c’è trasporto pubblico da Barreal) si può chiamare al (02648) 44 12 40 – dalle 8.00 alle 15.00 – per sapere lo stato dei sentieri. Ingresso gratuito.

Parco Provinciale Ischigualasto: nordest di San Juan, nel confine con La Rioja. Il circuito tradizionale è di tre ore e si conoscono le formazioni più conosciute, come il Fungo, il Sottomarino, il Campo di Bocce. C’è anche un museo sui dinosauri. Apre di 9.00 a 16.00 (17.00 in estate). Si organizzano visite notturne nelle notti di plenilunio. Ingresso: AR$ 350 (8,6 euro).

Testo e foto di Graciela Cutuli | Riproduzione riservata Latitudeslife.com

 

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