Com’è cambiato il nostro modo di viaggiare nell’era 2.0

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Vacanze ieri, vacanze oggi: in panchina le agenzie, la carta, i cd e le cassette. I nostri viaggi sono quelli delle prenotazioni online, che si raccontano con i social network e che portano la firma delle playlist di Spotify.

Stesi comodi sul divano, seduti al tavolo di un bar con una tazza di caffè davanti, camminando, alla fermata dell’autobus, fuori dal nostro pub preferito dopo qualche bicchiere di troppo, a lavoro, all’università durante l’ora più noiosa di lezione, e via dicendo, fino all’infinito.

È così che nell’era moderna pensiamo, organizziamo e prenotiamo i nostri viaggi. Con Google, qualche frase chiave fantasiosa della serie “dove andare in vacanza quest’estate” e scorrendo le foto di qualche posto. Poi, un double check su Instagram per sicurezza – che non puo’ mancare -, e il gioco è fatto. Eccoci tutti contenti con la scritta “prenotazione avvenuta con successo” che lampeggia sul monitor del nostro pc o su quello più piccolo del cellulare. E ad ogni click salutiamo il vecchio modo di viaggiare. Se sia un bene o un male, a voi la scelta.

Ad oggi, dove tutto è sotto il segno della velocità e del facciamolo-ma-senza-stress (che poi siamo stressati lo stesso), lo smartphone riesce a soddisfare ogni bisogno, riesce a darci una risposta in ogni momento e riesce a risolverci problemi insormontabili (“per la Rambla dobbiamo girare a destra o a sinistra?”). Riesce insomma ad essere protesi di supporto e fedele compagno che ci consola nei momenti di noia e imbarazzo, nella vita, sì, ma soprattutto nelle vacanze.

Tuttavia, c’è ancora a chi piace l’old but gold; e se da una parte abbiamo i più smart come – udite, udite – i baby boomers che tendono a pianificare tutto online, dall’altra ci sono i tradizionalisti, innamorati delle pratiche vintage. Secondo un’indagine di eDreams, ad esempio, al 43% degli italiani capita ancora di acquistare guide turistiche cartacee; dato che evidenzia come la nostra nazione non rinunci al fascino della “stampata” per informarsi sulle mete di viaggio.

E se le guide cartacee resistono ai cambiamenti del tempo e del mondo, c’è (tanto) altro che si è trasformato in parte o si è tradotto completamente nella sua nuova versione. Duepuntozero.

Dall’agenzia di viaggio al fai-da-te

Se prima la corsa all’agenzia viaggio di fiducia coincideva in un certo senso con l’inizio dell’avventura, adesso è diventata l’ultima spiaggia. Una sorta di deriva che si cerca di non raggiungere perché così “non pago il sovrapprezzo”, “non devo uscire di casa”, “non perdo troppo tempo”. Et voilà, le care e vecchie sedi fisiche con le montagne di opuscoli sulle scrivanie, le foto del mare sparse in giro e le ciotole di caramelle alla menta della zona d’attesa, che si svuotano e diventano per pochi eletti. Gli altri, invece, si fanno agenzie di loro stessi: pc o smartphone alla mano, si informano su blog e riviste, leggono le recensioni degli utenti, confrontano i costi delle accomodation e dei mezzi, e prenotano da soli quello che preferiscono.

Dal biglietto cartaceo al cyberticket 

Il biglietto cartaceo era parte integrante del viaggio: una reliquia da custodire con cura perché se perso, si rischiava di non partire, e perché una volta tornati a casa, entrava a far parte della collezione. Un vero e proprio souvenir da rispolverare nei momenti di malinconia o da strappare per demolire l’ultimo ricordo che ci legava all’ex partner, sostituito quasi completamente dal gemello elettronico, con tanto di QR Code. Che arriva direttamente per email, si conserva nel wallet dell’iPhone e si puo’ riscaricare quante volte si vuole.

Dalla mappa cartacea a GPS e Google Maps

Apri, piega, ripiega, apri, piega, ripiega. Funzionava così con le vecchie mappe su cui si segnavano a penna i monumenti da vedere, le vie da evitare e i ristoranti in cui mangiare. Una palestra continua di manualità per conservare professionalmente nello zaino o nella tasca del giubbotto quei pezzi di carta, cercando di ingombrare il meno possibile. Oggi, con GPS e Google Maps non è necessaria alcuna skill da campione di origami. È già tutto segnato e chiuso nello schermo.

Dalle cabine telefoniche a Whatsapp

Qualche spicciolo, qualche secondo o minuto (se eri fortunato e non perdevi la linea) e avvisavi – in media una volta in una settimana – i familiari che la tua vacanza andava bene ed eri vivo e vegeto. Addio cabine. Tra Wifi, messaggi vocali e videochiamate siamo tutti sempre connessi.     

Dalle cartoline al dove mi trovo di Facebook

Un tag. Ecco come l’indecisione da quale cartolina comprare, il francobollo e le frasi ad effetto per i cari lontani sono stati quasi del tutto sostituiti dai #bacieabbracci a tutto il popolo di Facebook.

Dalle videocamere e fotocamere al collo all’obiettivo dello smartphone

I kg appesi al collo delle videocamere e delle fotocamere contro i grammi dei cellulari in tasca. In molti si chiedono perché portarsi un peso in più quando la comodità (e la condivisione) è ormai a portata di mano, e di click. Anche qui, de gustibus.

Dagli album al profilo di Instagram

Once upon a time le fotografie che, al ritorno dalla vacanza, si stampavano e si incollavano negli album da mostrare poi agli amici e parenti in visita. Adesso ci pensano i nostri profili di Instagram, le stories e i like a raccontare quanto ci siamo divertiti.

Dal cambio moneta al pago-con-carta

Per alcuni era adrenalina pura, per altri un incubo. Il cambio della propria moneta con quella del Paese di destinazione si è semplificato: un po’ con l’euro un po’ con le magiche carte di credito. 

Dai libri ai Kindle e e-book 

Il problema per i più avidi lettori dello zaino che si riempie troppo con i libri si puo’ risolvere così. Con un Kindle o un e-book tutte le pagine che vogliamo le sfogliamo dallo schermo.

Da Walkman e Discman ad iPod, Spotify e Youtube

Gli anni ’80 erano quelli dei dischi e delle cassette dei Walkman e dei Discman. I duemila sono quelli dell’iPod, con misure che vanno da Grande a Microscopico, e delle playlist digitali di Spotify e Youtube. Tutto quello che si deve fare è navigare e ascoltare.

Dai dizionari a Google Translate

Un tempo il brivido del viaggio all’estero era anche in questo: nella paura di non farsi capire. Se prima il dizionario cartaceo era uno strumento essenziale, e il linguaggio dei gesti una seconda lingua che si praticava abilmente, ora il nostro destino è nelle mani di Google Translate che ci traduce qualsiasi cosa all’istante.

Dal fumare ovunque al vietato fumare

Questa è per i fumatori più malinconici. La sigaretta in aereo o sull’autobus chi se la dimentica?

Insomma, in meglio, in peggio, in mediocre, il mondo sta cambiando e continuerà a farlo. E in questa corsa all’innovazione costante resta da capire se il piacere più sano e autentico del viaggiare lo stiamo portando con noi. O se stiamo lasciando qualcosa indietro.

Testo di Francesca Romana Sassone|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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