Groenlandia: viaggio nella terra dei ghiacci

La Groenlandia, una terra incastonata nella morsa del ghiaccio polare e adornata da migliaia di diamanti ghiacciati galleggianti, dai colori e dalle forme più fantasiose.

Tramonto sulla Disko Bay a Ilulissat in Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

La Groenlandia è terra estrema, inospitale: casa della popolazione degli Inuit ed animali artici che convivono e sopravvivono insieme, messi alla prova dalla forza primordiale della Natura. Una terra che riporta indietro nel tempo, un tempo rimasto sospeso in un fragile equilibrio.

L’isola più grande al mondo

Groenlandia, Icebergs nell’Ilulissat Icefjord © Elisa Polini e Luca Landoni

Kalaallit Nunaat, la Terra degli Uomini in groenlandese, è l’isola più grande al Mondo, (a discapito dell’Australia, che viene considerata un continente). Circa l’80% della sua superficie è ricoperta dalla Sermersuaq, la seconda calotta polare più ampia al mondo dopo l’Antartide, che le regala l’aspetto di un enorme diamante bianco. Un bianco che centinaia di migliaia di anni fa non era così esteso, ma abitato da abeti rossi, tassi, pini ed altra vegetazione. Per questo motivo alcuni pescatori, che navigarono le sue acque, le diedero il nome di Groenlandia, Grønland in danese, che significa letteralmente terra verde.

Oggi invece la Groenlandia è avvolta in un gelido abbraccio glaciale e le poche aree non ghiacciate si trovano lungo buona parte dei suoi 44.087 chilometri di costa ed a Peary Land, nell’estremo Nord, dove l’aria risulta essere troppo secca per produrre neve.

Villaggi remoti e poche strade

È proprio su questi lembi di roccia e terra che sorgono i villaggi groenlandesi, molti dei quali remoti e isolati, e la capitale Nuuk, nel Sud dell’isola. Uno dei villaggi più remoti è Siorapaluk, il più a Nord dell’isola, dove circa 60 persone vivono ancora oggi di caccia e pesca. Ancora più isola è il villaggio di Ittoqqortootmiit, raggiungibile solamente con le navi di approvvigionamento a luglio e agosto, con piccoli elicotteri per il resto dell’anno.

La cosa forse più sorprendente è che su territorio di più di due chilometri quadrati non ci sono né strade né ferrovie; in generale in Groenlandia si contano solamente 63 chilometri di strade, collocate nelle città più grandi come Nuuk, Ilullisat, Kangerlussuaq e Sisimiut; gli altri villaggi più piccoli sono isolati e raggiungibili solamente in elicottero, in barca durante l’estate ed in motoslitta o slitta trainata dai cani durante l’inverno.

Kangerlussuaq, il Grande Fiordo

Paesaggio sul fiordo di Kangerlussuaq, Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

Kangerlussuaq, ovvero il Grande Fiordo, è un piccolo villaggio situato a metà strada tra Nuuk e Ilullisat. Sorge all’interno del bellissimo Søndre Strømfjord, un fiordo lungo circa 170 km tagliato a metà dal Circolo Polare Artico. Kangerlussuaq ha un passato militare, risalente alla Seconda Guerra Mondiale ed alla Guerra Fredda, quando l’amministrazione della Groenlandia fu concessa agli Stati Uniti. Furono proprio quest’ultimi a trasformare il piccolo villaggio in una delle più potenti basi militari americane, rimasta attiva fino al 1992, quando gli ultimi soldati della US Air Force abbandonarono il villaggio.

Oggi questo piccolo villaggio di poche case ospita il secondo aeroporto internazionale della Groenlandia ed è solitamente la prima tappa per visitare l’isola. Si consiglia di farvi tappa per almeno un paio di giorni per iniziare ad acclimatarsi e per visitare il villaggio, nonchè la calotta polare.

Il Greenland Ice Sheet

A Kangerlussuaq si trova l’unica strada che conduce al Greenland Ice Sheet, grazie alla quale è possibile raggiungere il fronte del Ghiacciaio Russel. Lungo la strada la vista spazia da un ghiacciaio all’altro, fino a scorgere in lontananza la calotta polare. È possibile visitare il ghiacciaio a piedi, in motoslitta, su una slitta trainata dai cani oppure sorvolandolola in elicottero.

Il Museo ed il paesaggio

Girovagando per Kangerlussuaq, Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

Oltre alla visita di Kangerlussuaq, che vi terrà impegnati due o tre ore, vi consigliamo di visitare il Kangerlussuaq Museum, un piccolo museo dove è possibile approfondire la storia del villaggio. Per poter ammirare più da vicino il fiordo ed il paesaggio che lo circonda potete prendere parte ad un tour in barca o in kayak, un tradizionale mezzo di caccia ancora oggi utilizzato dai groenlandesi. Nei dintorni del villaggio si trova anche la più alta concentrazione di buoi muschiati al Mondo, che vivono in armonia con renne, volpi artiche e lepri. È anche possibile prendere parte a dei tour per osservarli nel loro habitat naturale.

Ilulissat, la città degli Icebergs

Panorama sulla Disko Bay a Ilulissat, Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

Ilulissat, ovvero la Città degli Icebergs, è la terza città più grande della Groenlandia, nonché città natale del famoso esploratore polare Knud Rasmussen. Fu fondata nel 1741 dal mercante Jacob Severin, e si trova a 350 chilometri a Nord del Circolo Polare Artico. Il tempo cambia ogni cinque minuti e la prima parola che si impara dagli Inuit è immaqa, covvero forse: in Groenlandia non si può mai dare nulla per certo.

Ilulissat sorge sulla Baia di Disko e alla foce dell’Ilulissat Icefjord, uno dei pochi punti dell’isola in cui la calotta polare riesce a raggiungere il mare. Dal fiordo si gode di una meravigliosa vista sul Sermeq Kujalleq, uno dei ghiacciai più attivi al mondo: ogni anno dal fronte si staccano circa 46 chilometri cubi di ghiaccio che adornano le acque del fiordo e della baia. Questo ghiacciaio da solo produce circa il 10% degli icebergs di tutta la Groenlandia.

La baia di Disko

Uno dei luoghi più suggestivi è la meravigliosa Baia di Disko, Qeqertarsuup tunua in Kalaallisut: si può osservare al mattino presto con le luci dell’alba, durante il giorno con il sole che si riflette sul bianco degli iceberg, di sera con i colori del tramonto e di notte illuminata dalla danza dell’Aurora Boreale. La baia cambia costantemente di ora in ora e ogni volta che la si osserva non è mai come la precedente.

La baia ospita la bella e verdeggiante isola di Disko: secondo la leggenda, originariamente si trovava a Sud della Groelandia; due pescatori, irritati dalla sua posizione lungo il loro tragitto, la legarono ai loro kayak utilizzando una corda realizzata con i capelli di un neonato e la trascinarono fino ad Ilulissat; poi una strega, irritata dalla verde isola, lanciò un incantesimo su di essa per allontanarla dalla costa e spingerla fino all’attuale posizione.

I luoghi da visitare

Zion Church di Ilulissat, Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

Sulla baia si affaccia la piccola Zion Church, la prima chiesa Inuit al Mondo. Venne costruita nel 1779 in riva al mare ma, nel 1929, si rese necessario spostarla più a monte per proteggerla dalle onde causate dalla rottura degli icebergs.

L’Ilulissat Museum è un museo molto interessante da visitare ed è ospitato all’interno della casa di Knud Rasmussen. Si possono ammirare gli oggetti dell’esploratore polare ed ascoltare la storia delle sue spedizioni, la storia del villaggio e del vicino insediamento di Sermermiut.

L’insediamento è il più grande e meglio conservato sito archeologico della Groenlandia ed ha permesso di scoprire l’antica presenza di tre culture differenti. I primi furono i Saqqaq dal 2400 al 900 a.C, poi i Dorset dall’800 allo 1 a.C. ed infine i Thule dal 1200 a.C. È possibile raggiungerlo a piedi in autonomia, ma si consiglia di prendere parte ad un’escursione con una guida locale, la quale vi racconterà tutta la storia dell’insediamento.

Oqaatsut, meglio conosciuto come Rodebay

Il villaggio di Oqaatsut, Groenlandia © Elisa Polini e Luca Landoni

Oqaatsut, ovvero Cormorani, è un piccolissimo villaggio di pescatori situato su una piccola penisola della Baia di Disko. È forse più conosciuto con il nome di Rodebay, nome datogli dai balenieri danesi che nell’XVIII secolo cacciavano le balene baia. L’unica attività economica del villaggio è la pesca ai pesci halibut, alla quale è possibile partecipare insieme ai pescatori del villaggio.

Oqaatsut è interamente costruito su roccia, non ci sono strade ed è possibile raggiungerlo in barca, in slitta o motoslitta durante l’inverno. Il villaggio ospita una piccola chiesa, che funge anche come scuola, un piccolo negozio di alimentari, un’infermeria ed un piccolo ristorante che ha anche qualche letto per i visitatori che desiderano fermarsi al villaggio.

Visitare Oqaatsut significa a fare un salto indietro nel tempo, facendo sembrare il villaggio come sospeso nel tempo. La vita scorre lentamente, in perfetto stile Inuit ed i pochi abitanti ne vanno fieri; si respira un senso di pace e tranquillità, la vera Groenlandia, fatta di piccoli e autentici villaggi. I cani si rincorrono felici, i bambini giocano e le persone chiacchierano amichevolmente sedute sulle loro slitte. La vista che si gode dal villaggio è meravigliosa, spazia dalla Akuliarusinnguaq Bay all’isola di Qeqertaq.

Info utili

Documenti ed assicurazione

Documenti: sufficiente la carta di identità, ma consigliamo di viaggiare con il passaporto.

Assicurazione: stipulate un’assicurazione che copra, oltre a cancellazioni e bagagli, anche le spese sanitarie e l’eventuale rimpatrio. La motoslitta, le ciaspole, la slitta trainata dai cani ed altre attività prettamente invernali rientrano nella copertura facoltativa per gli sport invernali. Verificate con la vostra assicurazione la possibilità di stipulare questa estensione.

Come arrivare e quando

Come arrivare: raggiungere la Groenlandia è la parte più costosa e difficile di tutto il viaggio. Gli unici mezzi per poterla raggiungere sono le imbarcazioni (crociere) e l’aereo. I voli partono da Copenhagen oppure dall’Islanda (Reykjavik e Akureyri) e sono operati rispettivamente da Air Greenland e Air Iceland. Air Greenland opera la maggior parte dei voli verso Kangerlussuaq, da dove partono poi dei piccoli voli interni in bimotore per raggiungere gli altri villaggi. Da Akureyri con Air Iceland si può raggiungere invece la parte più remota dell’isola, la costa Est.

Quando andare: la Groenlandia, così come ho scritto per le Svalbard e le Faroe, è una di quelle destinazioni da visitare in tutte le stagioni e in tutte le condizioni. Durante l’inverno la si può ammirare al massimo del suo splendore, incastonata nella morsa del ghiaccio polare e contornata da enormi icebergs. In estate invece si possono ammirare tutti i suoi colori, dal bianco del ghiaccio al marrone delle rocce, dal blu del mare al verde della vegetazione.

Clima, lingua e valuta

Clima: la Groenlandia ha un clima Artico, con inverni molto lunghi e freddi ed estati corte e fresche. Quassù i cambiamenti improvvisi sono all’ordine del giorno e bisogna partire preparati. L’inverno è lungo, buio, con frequenti nevicate e freddo, con temperature che variano dai -5° ai -30° e oltre nella zona interna. L’estate è corta e fredda, con temperature che variano dai +5° ai +10/15° a seconda della zona in cui ci si reca.

Lingua: groenlandese, danese, inglese

Valuta: corona danese

Come vestirsi

Durante il periodo invernale le temperature sono molto rigide, per cui è fondamentale partire con il giusto abbigliamento. La regola principale da seguire, in tutte le stagioni, è quella di vestirsi a strati. Il primo strato deve essere un buon intimo termico, composto da maglia e pantaloni, sopra il quale metteremo un buon pile pesante. L’ultimo strato dipende dalla stagione: in inverno bisogna indossare una tuta da sci pesante, anti-vento ed impermeabile; in estate, una buona giacca, più leggera, sempre anti vento ed impermeabile. Sotto guanti tecnici, guanti, sciarpa e cappello non devono mai mancare, così come calzettoni in lana e dei buoni scarponi da sci, o da montagna per l’estate.

Testo di Elisa Polini, fotografie di Elisa Polini e Luca Landoni |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

Gli autori

Fotografi e reporter di viaggio, amanti dell’on the road, dell’avventura e dell’estremo. Sono perdutamente innamorati dell’Artico e dell’Antartide e ideatori di tre grandi progetti legati a questi posti: Scopri l’ArticoDiscover Antarctica e People of the Arctic, un progetto nato per raccontare la vita dei popoli nativi dell’Artico. Hanno preso parte a diverse spedizioni nell’Artico e in Antartide, hanno vissuto con i Nenets in Siberia, hanno visitato remoti villaggi di pescatori in Groenlandia e guidato per centinaia di km la loro motoslitta nel Deserto Artico delle Svalbard. Il loro più grande sogno è visitare il Polo Nord e tornare in Antartide.

Per saperne di più potete seguire Elisa e Luca sul loro blog Un viaggio infinite emozioni.

 

 

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