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In tutto questo viaggiare, mi sono ritrovata a camminare

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In tutto questo viaggiare, mi sono ritrovata a camminare
Galizia, Muxia ©Silvia Tenderini

Silvia Tenderini è l’autrice di “A piedi – vagabondare tra i cammini d’Italia e d’Europa”, pubblicato da Alpine Studio Editore a marzo 2020.

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Cammino Portoghese ©Silvia Tenderini

Il battesimo del fuoco

Silvia viene da una famiglia di viaggiatori: inizia a vagabondare per il mondo già da piccola, accompagnando i suoi genitori in traversate epiche sulle Alpi, sui Pirenei e in Marocco.

A Khartoum, in Sudan, quando ha 16 anni riceve quello che definisce il suo battesimo del fuoco: “Nel 1978, mio padre lavorava come guida alpina in Africa. Durante il viaggio verso il Kenya ci siamo fermati in Sudan a Khartoum. Lì abbiamo litigato (ero davvero una adolescente insopportabile) e la mia famiglia mi ha lasciata lì.

Era un altro mondo, fatto di tramonti e bicchieri di limonata sulle terrazze degli hotel che affacciavano sul Nilo, che all’epoca erano ancora inglesi. Sono rimasta qualche giorno a casa di un amico di famiglia che poi mi ha messa su un aereo e mi ha rispedita a casa”, ci racconta l’autrice, quando la raggiungiamo al telefono nella sua casa di Lecco.

Un continente nuovo

Dopo l’esperienza di Khartoum, Silvia Tenderini parte per un anno di studio all’estero: a 17 anni, non sceglie le mete più tradizionali come gli Stati Uniti, ma decide invece di viaggiare verso il Sudafrica.

©Silvia Tenderini

“Ho visto un mondo completamente differente da quello di oggi: nel 1980 il paese, infatti, era ancora immerso nell’Apartheid e la discriminazione razziale era evidente ovunque”, continua. Silvia non si perde d’animo, però: impara bene l’inglese durante la permanenza dello stato che solo dopo un decennio sarà di Mandela, ma soprattutto impara a cavarsela da sola.

“E poi, quarant’anni dopo questa esperienza straordinaria, sono tornata laggiù: sono stata ospite di quella che era stata la mia compagna di banco. È stata un’esperienza a dir poco incredibile: il cambiamento era evidente ovunque, sia nelle strade della nazione che sul viso della mia amica di scuola. Ci sono tornata con una consapevolezza nuova”.

Le tante vite di Silvia

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Silvia durante il Cammino Portoghese ©Silvia Tenderini

Chi viaggia vive due volte, dice Omar Ḫayyam, un matematico persiano dell’XI secolo. E Silvia Tenderini, di vite ne ha avute tante: archeologa di formazione, ha lavorato sugli scavi e poi ha fatto da guida in Sud America, in Messico, Perù, Cile, Bolivia, e poi ancora in Nord Africa, in Medio Oriente, nel Caucaso e in Iran, per arrivare alla fine nello Yemen (di cui abbiamo parlato qui), che è stata l’ultima destinazione nella quale ha accompagnato altri viaggiatori.

“Dopo lo Yemen, e dopo la fine di una lunga storia d’amore, ho sentito di aver bisogno di prendermi una pausa dalle responsabilità che comporta l’accompagnare persone in viaggio. D’ora in poi avrei viaggiato sola”.

Proprio in un momento di grande difficoltà, circa una decina d’anni fa, Silvia inizia a camminare. Sono piccoli passi, all’inizio, un paio d’ore alla settimana per poi passare a escursioni anche di 15 giorni e più. “In tutto questo viaggiare, mi sono ritrovata a camminare.

“Condividi la vita solo con chi cammini bene”

Spagna, Cammino Nord, Asturie
Spagna, Cammino Nord, Asturie ©Silvia Tenderini

E molto spesso, cammino da sola: il viaggiare in solitaria mi permette di cambiare i miei piani, di includere nuove possibilità nella rotta e di fare incontri che altrimenti non sarebbero stati possibili, senza il peso di dover rispondere a qualcuno”.

Sono parole di libertà quelle che condivide con noi l’autrice di “A piedi”, parole che ricordano un miracolo in questo mondo bloccato dalla pandemia.

Il suo libro ci porta lontano, lungo il percorso “calamita” di Santiago, dove Silvia torna a più riprese nel corso degli anni: “La prima volta, sono partita con quello che pensavo fosse l’amore della mia vita per poi rendermi conto che ognuno, nel tragitto, camminava da solo, perso nei propri pensieri.

Arrivati a Santiago, io ho proseguito da sola verso l’Oceano: è stata una catarsi, e durante quei chilometri in solitaria ho compreso che non puoi condividere la vita con una persona con cui non cammini bene”.

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Galizia, Muxia ©Silvia Tenderlini

Tra le tappe di questo pellegrinaggio, Muxia diventa uno dei ricordi più indelebili per Silvia: “In questa zona suggestiva della Galizia, mi sono fermata per qualche tempo in un ostello dove cucinavo per i pellegrini che passavano di là.

Se siete appassionati di cornamuse a picco sull’oceano, la Costa da Muerte è sicuramente la destinazione che fa per voi, quando si potrà tornare a viaggiare”, suggerisce l’autrice che dedica a questa area un intero capitolo del suo libro.

Camminare vicino a casa

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Le sponde del Fiume Adda ©Silvia Tenderlini

A piedi” però ci porta anche vicini a casa. Ci conduce lungo i fiumi, attorno ai laghi, in pianura, e giù dalle montagne, e ancora verso Roma. Ci accompagna a Radicòfani, lungo la Francigena, nella meravigliosa Val D’Orcia.

E poi lungo il fiume Adda dalla Valtellina fino al Po: un cammino condiviso con l’amica di sempre, Katia; un percorso che sembra semplice solo sulla carta, perché in realtà si è trattato di un tragitto piuttosto complicato e impegnativo per le alte temperature, gli incontri e la logistica, ma che ha lasciato tanto dentro alla nostra autrice.

L’ultima domanda per Silvia Tenderini è: quali sono i progetti futuri di viaggio, in questo mondo sospeso. “Mi piacerebbe percorrere il Cammino dei Doganieri in Bretagna, di nuovo sull’orlo dell’Oceano.

Oppure camminare lungo le vie del Sale, ce ne sono tante in ogni regione. O ancora muovermi lungo il Vallo d’Adriano, perché come archeologa penso che sia una tappa sognata, più che obbligata!”.

Per acquistare il libro di Silvia Tenderini

Testo di Vanessa Marenco  |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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