Dossier Seychelles: una lettera dall’altro mondo

Caro amico mio, questa lettera ti arriva dall’altro mondo. Oh, già immagino il tuo volto incupirsi, ma non ne hai motivo. Sto ancora camminando su questo pianeta, ma le orme che lascio sulla sabbia restano davvero in un mondo che è “altro” dal tuo e che fu mio fino a qualche tempo fa.

Quando arrivai qui, pensai che, se fossi stato un musicista, avrei composto una sinfonia in suo onore. Ma non ero un musicista.Se poi fossi stato un pittore, l’avrei ritratto con tutti i suoi prepotenti colori. Ma non ero nemmeno un pittore. Però se fossi stato un poeta, avrei potuto scrivere un’ode classica per celebrarlo.

E non ero nemmeno un poeta. Fu così, che essendo solo un giornalista, pensai di raccontare una storia e mandarla a te. Chissà, forse potrai raggiungermi, ma dovrai rimanere qui a lungo, perché solo allora capirai di non essere più quello che eri prima di arrivare. Nessuno di noi resta sempre lo stesso perché gli anni modellano continuamente idee, pensieri, comportamenti, carattere.

Però lo fanno così lentamente che non riusciamo ad accorgercene. Qui ho capito in pochi mesi di essere diventato un altro. I giorni non sono mai di ventiquattro ore, le ore non durano sessanta minuti; devi capirlo subito se vuoi restare qui. Lascia a casa la fretta, seppellisci in giardino lo stress, cancella la frenesia con un tratto di penna.

Solo così camminerai a testa alta e spalle dritte, imitando le donne giovani o anziane che incontrerai per strada, fiere e superbe nel portamento. Oppure starai ore seduto a contemplare il mare, come certi anziani con la schiena appoggiata a una palma e lo sguardo intenso che vola oltre l’orizzonte. Quando vedrai un gruppo di uomini trascorrere il pomeriggio giocando a domino, non penserai che siano degli sfaccendati. Loro hanno capito che vivere non significa per forza morire dentro per aumentare il PIL.

E lascia in tasca il portafogli se vedi un gruppo suonare i tamburi e qualche improvvisato strumento. Non sono buskers, ma appassionati di musica che si divertono sulla spiaggia. Ricorda che qui la musica è come l’aria; quasi non te ne accorgi, ma la respiri in ogni momento. Ti chiederai se sono in un luogo magico dove tutto è un Eden senza pensieri.

Non è così, purtroppo, perché i crucci, i problemi, le malattie, le difficoltà dell’esistenza sono anche qui. Diverso è il modo di porsi di fronte agli ostacoli. La gente non s’ammazza per saltarli; se capiscono di non riuscirci, gli girano intorno. E se non è possibile, tornano indietro. Take it easy sembra essere il loro modo di affrontare la realtà, anche quella più dura.

La mia posizione è privilegiata, lo so. Da osservatore, da straniero ospite temporaneo è facile vedere bello anche ciò che non lo è. Ma se da osservatore, da straniero, conservi il tuo essere occidentale, non resisterai più di una settimana o dieci giorni.Se vieni qui in vacanza, correrai per vedere tutto il possibile, ti ubriacherai di mare, di sole, spiagge, ristoranti, escursioni, shopping, cocktail di fronte a tramonti equatoriali che non hanno paragoni.

E te ne andrai certo di avere visto tutto. In verità avrai dato solo uno sguardo, ma non ti sarai per nulla intriso di questo mondo, che è un…altro mondo. Non ti ho raccontato tutto, ma quanto basta per incuriosirti. Ti aspetto.

Post Scriptum: forse non ti ho detto che questo mondo, che è un …altro mondo, sono le Seychelles.

Testo di Pier Vincenzo Zoli foto di Lucio Rossi |Riproduzione riservata © Latitudeslife.com

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