Il Tuscan Lifestyle Hotel a Porto Santo Stefano

In una posizione assolutamente privilegiata, c’è un’atmosfera tutta particolare al Boutique Hotel Torre di Cala Piccola di Porto Santo Stefano

Torre Cala Piccola Panorama sull’Argentario

Delizioso Hotel a quattro stelle nel cuore dell’Argentario dove tutto è raffinato, un posto da “almeno una volta nella vita” e che propone un soggiorno “via dalla pazza folla”. Il motivo? E’ un angolo di paradiso che vanta un panorama straordinario a 360 gradi sul mare dalle sfumature turchesi e dove il blu del cielo si confonde con il blu delle acque. Le 53 camere e suite sono situate nelle villette centrali o lungo la collina raggiungibili da stradine o scalinate di pietra. Tutte diverse tra loro, si distinguono per gli arredi eleganti, per l’attenzione ai dettagli, ma soprattutto per la vista sul mare, fino agli scogli di questo seducente promontorio in provincia di Grosseto.

Giardini nel blu a Porto santo Stefano

Torre Cala Piccola

Da Pasqua a fine Settembre, week end indimenticabili per godersi il mare e nello stesso tempo visitare e conoscere il territorio della Maremma: anche una vacanza balneare può trasformarsi in una straordinaria esperienza a contatto con la natura, tra boschi e angoli verdi… La suggestiva location dell’Hotel prende il nome dall’antico punto di avvistamento contro i pirati saraceni ed è allocata su un meraviglioso tratto di costa del Monte Argentario, a picco sul mare e con una vista mozzafiato sulle Isole del Giglio e di Giannutri. La struttura è circondata da un vasto e ombreggiato giardino mediterraneo (che in primavera esibisce una vera esplosione di colori e profumi) e che si apre sulla magnifica e grande piscina a sfioro a strapiombo sul mare: qui lo sguardo spazia su “scorci” incantevoli…non si distingue la fine della piscina e l’inizio del mare.

L’antica torre di avvistamento spagnola è l’affascinante elemento architettonico intorno a cui è sorto il “Boutique Hotel”. Al suo interno una suggestiva mostra permanente rievoca la vita della guarnigione militare che vi risiedeva di sentinella, pronta a dare l’allarme all’approssimarsi delle temutissime navi leggere e veloci dei pirati saraceni. Insomma, chi soggiorna qui, lo fa per godere di una tranquillità e di una riservatezza totali, lo stesso paesaggio che conquistò Liz Taylor e Richard Burton negli anni ’60 e che oggi conquista personaggi come Claudio Santamaria, Anna Safroncik, Margaret Mazzantini e il marito Sergio Castellitto e Antonella Clerici.

Stefania Marconi

Ma non è tutto! Il Caffè “La Torre”, ai piedi della Torre Spagnola – circondato dal prato e da tavolini – è il posto ideale per un aperitivo ammirando un tramonto da “Guinness dei Primati”: qui tutto parla di distensione e di tranquillità… E, a proposito di “coccole”, è possibile prenotare massaggi nell’area relax. Gli “amici a quattro zampe” sono benvenuti e troveranno in camera il “Puppy Kit Torre di Cala Piccola”. L’Hotel dispone di parcheggio privato e di una colonnina per la ricarica delle auto elettriche. Servizio navetta da/per l’aeroporto, la stazione e qualsiasi altra destinazione. Anche quest’anno il Boutique Hotel Torre di Cala Piccola apre prima di Pasqua con molte novità. “Durante la pausa invernale – sottolinea la Direttrice Stefania Marconi che conduce l’Hotel con rigore mitteleuropeo in un’ambientazione mediterranea  – abbiamo apportato ulteriori migliorie alla struttura per offrire ai nostri ospiti un’esperienza ancor più di alto livello”. Cortesia e professionalità sono di casa.

La semplicità delle tradizioni

Le emozioni continuano a tavola. Lo Chef del Ristorante “Torre d’Argento” – su una bellissima terrazza sul mare –  è Francesco Carrieri un fiero cultore della tradizione maremmana che mette al centro stagionalità e qualità utilizzando solo materie prime freschissime di provenienza locale. La “carta” dà naturalmente molto spazio al pesce, ma per il 40% è di carne perché – osserva Carrieri – “la fiorentina è sacra”. Ma questo giovane chef di origine pugliese, ha portato in Toscana anche i ricordi della sua infanzia: il profumo del pane cotto al forno in campagna, la pasta fatta in casa e i saporiti prodotti della sua terra. Il suo “piatto-signature” è la zuppa di pesce toscana “Il caldaro Torre d’Argento”, che prevede scampi, gamberi, calamari, cozze, vongole seppie, polpo e altro pescato del giorno. È un piatto di antica tradizione, tipico dei pescatori dell’Argentario, che lo preparavano e mangiavano in navigazione durante la cala delle reti. Prende il nome dalla grossa pentola nella quale si cucinava al momento il pescato fresco di giornata. Non mancano le proposte vegane, vegetariane, gluten free e menu dedicati ai bambini. Particolare attenzione inoltre alle allergie e intolleranze. La cantina propone una scelta di vini italiani con una selezione di quelli toscani.

E poi? A soli 800 metri dall’Hotel, c’è lo stabilimento balneare “Cala Piccola” in una delle insenature più belle dell’Argentario. Nel piccolo shop – all’interno dell’Hotel – si trova il meglio dell’artigianato del territorio: dai vini agli olii, dalle marmellate alla pelletteria, fino ai prodotti beauty della linea “Prima Spremitura”, oltre ad accessori come borse e scarpe in pelle, bigiotteria e tanto altro, tutto “Made in Tuscany”. Insomma, meglio di così.

Boutique Hotel Torre di Cala Piccola – Via Belvedere – Cala Piccola – Porto Santo Stefano – Monte Argentario – Grosseto – Tel. +39.0564.825111 www.torredicalapiccola.com

Improvvisamente sul filo dell’orizzonte

Costeggiare il Tirreno lungo l’Aurelia o superare i deserti valichi dell’Appennino? Non importa quale strada si scelga perché una volta arrivati, la Toscana cattura con un concentrato di bellezza… I luoghi li conosciamo dalle cronache mondane: oltre a Capalbio ci sono Ansedonia, Porto Santo Stefano, Porto Ercole, Orbetello. Spiagge dorate, scogliere a picco sul mare che disegnano una variopinta tavolozza di sfumature e contrasti, fondali da esplorare e un entroterra selvaggio e magnifico. Ville e villette immerse nella macchia mediterranea, casali sapientemente restaurati. Un piccolo paradiso solo raramente intaccato dalla modernità e arricchitosi anche di una risorsa: il vino. Ovvero il Morellino di Scansano, un rosso doc. Il litorale prospiciente l’Arcipelago Toscano tra Livorno e l’Argentario, conosciuto come “Riviera degli Etruschi” e compreso in parte nella Maremma toscana, è costellato di belle spiagge e luoghi di notevole interesse storico artistico o naturalistico.

Monte Argentario

Il promontorio dell’Argentario è quasi un’isola, legata alla terra ferma da due sottili lingue di dune (tomboli di Feniglia e della Giannella) e a Orbetello (città di origini antichissime) da un strada-ponte che taglia la laguna omonima. Il nome di questo promontorio roccioso non deriva da giacimenti di argento, bensì probabilmente dai riflessi delle sue rocce. Dominato dal Monte Telegrafo (635 metri), l’Argentario ha un perimetro di 39 chilometri ed è percorso da una strada panoramica che ne compie il periplo. Luogo dove i vip sono di casa, una strada che collega Porto Santo Stefano a Porto Ercole permette di fare il giro del monte, in una successione di spiagge e insenature.

La penisola, costellata di ville immerse nel verde, è ricoperta da una rigogliosa vegetazione di macchia mediterranea, uliveti, agrumeti e vigne. Nel Seicento, come testimonia la fortezza di Porto Santo Stefano, fu dominato per un breve periodo degli spagnoli. Da questa località, un borgo di pescatori con un importante porticciolo turistico, partono i traghetti per l’Isola del Giglio tra negozi e un pizzico di allegra mondanità che non guasta. Altrettanto caratteristico Porto Ercole sulla costa orientale del promontorio, dove si osservano i resti di fortificazioni spagnole.

Per i toscani non esiste una Toscana, ma esistono molte Toscane. Come una strana e ricorrente magia, ogni volta che si ritorna in questa regione sembra di essere sempre vissuti qua.

Esiste quella della Versilia con le sue lunghe spiagge arcuate, l’architettura liberty e le abitudini marinaresche della sua gente, il cui capoluogo è Carrara, città “rosata” e placida. Esiste quella delle Maremme, arcaica e solitaria, dove i buoi arano campi. Qui vissero gli Etruschi che ci hanno lasciato l’ambiguo sorriso dipinto sulla faccia dei loro dei e le necropoli sotterranee. C’è poi la Toscana del Casentino, nella zona orientale della regione, al confine con le Marche, la cui cucina è poco conosciuta, ma ha ingredienti particolari che la rendono unica. Ma c’è da ricordare anche l’area del Chianti, fra Firenze e Siena, la zona dei colli e dell’ottimo vino, dove tanti stranieri hanno scelto di stabilirsi per vivere. C’è la Lunigiana dove sopravvivono le rovine dell’antica comunità di Luni e i castelli della nobile famiglia Malaspina. E infine c’è la Toscana delle città d’arte: Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze, Siena, Arezzo.

Quale altra regione d’Italia o del mondo può vantare tante meraviglie disposte a così poca distanza le una dalle altre? E tutto varia da stagione a stagione, secondo il flusso dei turisti. Per esempio, in autunno e in inverno, la Toscana è uno dei luoghi più belli del mondo. Dolce, solitaria, accogliente, in essa si vive a misura d’uomo, così come fu pensata dagli artisti del Rinascimento. Non vanno dimenticate anche le pievi medievali, le foreste, le terme (è la regione a maggior densità termale d’Italia), i laghi oppure Livorno, la città portuale voluta dai Medici. E poi? C’è il sigaro Toscano con il suo sapore inconfondibile e il temperamento umorale di una popolazione che ha dato adito all’espressione “maledetti toscani”.

Ma dev’esserci del buon in quel temperamento, se è vero che ha fornito all’Italia una non comune varietà di persone illustri… E questo non è tutto: ci sono le isole. Un tempo al centro di vicende tumultuose, tra incursioni di pirati, devastazioni, guerre tra pirati genovesi, saraceni e turchi, spagnoli, francesi, tedeschi: contese senza fine. Oggi le Sette isole dell’arcipelago toscano (Giglio, Gorgona, Capraia, Montecristo, Giannutri, Pianosa, Elba) splendido avamposto toscano nelle azzurre acque del Tirreno – perfino quelle che da decenni ospitano alcuni tra i più celebri penitenziari italiani – sono un luogo dove ritrovare il gusto di un’esistenza appartata, ma non solitaria.

Testo di Stefania Bortolotti | Riproduzione riservata © Latitudeslife.com