Sembra di stare tra le nuvole quassù, dove il sole e l’ombra si abbracciano, a 2400 metri d’altezza, tra i picchi del Messico più misterioso, dove vive il popolo Rarámuri.

Testo e foto di Mauro Parmesani

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Messico del Nord: la Sierra Tarahumara ©Shutterstock

L’aria è pungente a inizio novembre, il camino acceso nella hall è un invito irresistibile, così come il Margarita che Miguel ha preparato con tequila reposada.

Resto fuori per un po’. Voglio ancora respirare l’aria di frontiera, che emana questo pueblo sospeso a 2400 metri d’altezza nella, nello Stato di Chihuahua, nel nord del Messico.

Siamo a Creel una tranquilla cittadina di case coloniali e piccole botteghe artigianali, che fu importante snodo ferroviario per lo sfruttamento delle risorse naturali della Sierra e per l’esplorazione delle Barrancas del Cobre.

La Ferrovia del “Mondo Sospeso”

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Il Ferrocarril Chihuahua Pacifico ©Mauro Parmesani

Il pueblo ebbe i suoi natali nel 1907, merito dell’allora governatore dello stato del Chihuahua Enrique Creel Cuilty, figura di spicco nella storia economica e politica dello Stato, assiduo promotore dello sviluppo infrastrutturale della regione, noto soprattutto per la costruzione della famosa Ferrocarril Chihuahua al Pacífico.

Ma Creel fu ed è, innanzi tutto, la porta d’accesso verso il “mondo sospeso” della Sierra Tarahumara, la terra del popolo Rarámuri.

Un popolo in sintonia con la natura; qui il tempo scorre lento al ritmo della terra. Siamo giunti fin qui per onorare le radici di questa cultura millenaria e profondamente spirituale.

Il popolo che corre veloce

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Valle de los Monjes, la terra dei Raramuris ©Mauro Parmesani

E siamo qui per apprendere una lezione silenziosa ma potente: imparare a rallentare, a vivere in simbiosi con la natura e con la montagna quale maestra di vita.

I Rarámuri , ovvero “coloro che corrono veloci”, corrono a lungo, divorano immense distanze a piedi perchè correre non è solo un esercizio fisico, ma il mezzo per entrare in sintonia con la madre terra a cui loro appartengono.

Christopher McDougall, nel suo bestseller Born to Run (2009), scrisse: “Le Barrancas del Cobre sono una cattedrale naturale, e i Rarámuri sono i suoi monaci: vivono con semplicità, corrono con gioia, e ci insegnano che la vera forza non è nella velocità, ma nella resistenza”.

Là dove cultura e spiritualità convivono

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Celebrazioni religiose animiste cattoliche ©Mauro Parmesani

Spiritualità e cultura si intrecciano anche nelle celebrazioni religiose sincretiche, dove le tradizioni cattoliche portate dai missionari gesuiti si fondono con i riti ancestrali.

Per i Rarámuri, le Barrancas del Cobre non sono solo un habitat, ma un luogo sacro.

Secondo le loro credenze, queste gole sono state create dagli dèi come rifugio per il loro popolo, proteggendolo dai conquistatori e dalle avversità.

Anche Il celebre drammaturgo e poeta francese Antonin Artaud celebrò i Rarámuri come la purezza perduta dalla civiltà occidentale.

Nel suo saggio Il teatro e gli dèi della Sierra, scrisse: “Le Barrancas del Cobre sono un abisso che riflette l’infinito. Qui gli uomini non camminano: danzano sulle rive dell’eternità”.

Si rimane  a bocca aperta di fronte  ai maestosi scenari in cui vive questo popolo, ci si sente più vicini al Divino Disegno celeste.

Paesaggi primordiali

Le Valli de los Hongos e de Las Ranas raccontano di scenari primordiali così come la Valle de los Monjes con gli infiniti speroni rocciosi che si innalzano al cielo come dita di una mano.

Nella lingua indigena il luogo è conosciuto con il nome di Bisabirachi che significa “sito della fertilità”.

Miguel guida sicuro sulla caretera che solca l’immenso universo verde della Sierra. La meta sono le Barrancas del Cobre e precisamente Divisadero, il balcone privilegiato da cui ammirare le meraviglie di questa serie di canyon, più grandi e profondi del Grand Canyon americano.

Volare sulle zipline più lunghe del mondo

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©Mauro Parmesani

Un territorio sconfinato e remoto dai nomi immortali come Barranca del Cobre, o Canyon di Rame, Urique, Batopilas e Sinforosa.

Un labirinto di gole che si perdono all’orizzonte per sentirsi in cima al mondo, circondati dalla vastità di una natura selvaggia.

Per gli sportivi il luogo simbolo è il Parco Avventura Barrancas del Cobre.  Adrenalina assicurata lungo le strade ferrate e le 8 ZipLine fra cui, la più lunga al mondo in cui si vola per 2,5 km tra canyon primordiali.

È in queste lande che Pancho Villa intrecciò la sua epopea di vendetta, ribellione e giustizia sociale.

Si dice che a 16 anni uccise un ricco proprietario terriero che aveva cercato di violentarne la  sorella. Rifugiatosi tra le montagne della Sierra Tarahumara, iniziò la sua carriera di bandido guadagnandosi la fama di moderno Robin Hood.

Pancho Villa, il bandido amato dal popolo

Divenne poi, allo scoppio della Rivoluzione Messicana, il generale simbolo della guerra contro il regime dittatoriale di Porfirio Diaz.

Il giornalista americano John Reed, che lo conobbe durante la rivoluzione scrisse: “Villa è un uomo che sembra uscito da un romanzo. Non solo per il suo coraggio, ma per il suo cuore che batte all’unisono con il suo popolo”.

Visitare i luoghi legati a Pancho Villa significa immergersi nella leggenda di un uomo che non si arrese mai alla tirannia.

Il treno è in orario nella gremita stazione di Divisadero; stiamo per salire sul leggendario treno Ferrocarril Chihuahua al Pacífico conosciuto come El Chepe che collega la capitale Chihuahua al porto di Los Mochis sul Mar di Cortez nello stato di Sinaloa.

Ma non pensate che El Chepe sia semplicemente un mezzo di trasporto. El Chepe è un viaggio nel cuore della storia, della cultura e della natura del Messico settentrionale.

El Chepe, un treno magico

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A bordo del Chepe Express ©Mauro Parmesani

Salire a bordo significa percorrere non solo una ferrovia, ma anche una linea temporale che collega il passato pionieristico del Messico con la sua natura indomita.

È un’esperienza che trasforma il viaggiatore, invitandolo a osservare la grandiosità della Sierra Madre e va scoprire la resilienza di un popolo che ha fatto della sua terra un’arte.

Canyon, foreste, cime che toccano il cielo, piccoli pueblo immacolati. Ogni curva del Chepe svela una nuova meraviglia: un incontro tra l’ingegno umano e la magnificenza della natura; un viaggio che resta impresso come una poesia nel cuore di chi lo vive.

Sulle rotaie attraverso il Messico

L’idea di costruire una ferrovia attraversando una delle regioni più impervie del continente, aveva l’obiettivo di creare un corridoio strategico per il commercio tra il Golfo del Messico e l’Oceano Pacifico.

I lavori iniziarono nel 1898, ma il progetto si rivelò estremamente difficile a causa delle sfide geografiche e finanziarie. Fu necessario scavare tunnel, costruire ponti vertiginosi e affrontare il territorio selvaggio della Sierra Tarahumara, che si opponeva a ogni tentativo di dominazione.

Dopo numerosi rallentamenti e cambi di proprietà, la ferrovia fu finalmente completata nel 1961.

A bordo del Chepe, attraverso la Sierra

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A bordo del Chepe Express ©Mauro Parmesani

La linea ferroviaria si estende per circa 653 chilometri e attraversa 37 ponti e 86 tunnel. Tra i suoi tratti più spettacolari c’è il Puente Chinipas, che si eleva per oltre 100 metri sopra un canyon, e il Tunnel El Descanso, lungo più di 1.800 metri.

Il Chepe offre due opzioni principali per i viaggiatori: il Chepe Express, treno di lusso inaugurato nel 2018 e, il Chepe Regional, versione più rustica e autentica, che serve anche come mezzo di trasporto per le comunità della Sierra.

Il viaggio completo dura circa 15 ore, ma molti viaggiatori scelgono di fermarsi lungo il percorso per esplorare le diverse località in cui il treno si ferma.

Il Chepe Express offre ai viaggiatori un’esperienza confortevole e rilassante, con diverse classi tra cui scegliere. La Prime Class, in particolare, è dotata della carrozza panoramica con finestre apribili, perfetta per chi desidera godere appieno dello spettacolo naturale che si dipana lungo il tragitto.

Tortillas a bordo

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©Shutterstock

Seduti sulle ampie e accoglienti poltrone, i passeggeri possono ammirare ogni dettaglio del paesaggio, quasi come se si trovassero sospesi tra le montagne e il cielo.

A bordo della Prime Class si trova anche un elegante ristorante che serve piatti tipici del nord del Messico, preparati con ingredienti locali e con un’attenzione particolare ai sapori autentici.

Assaporare un piatto di machaca o un filetto di carne accompagnato da tortillas fatte a mano mentre si osservano le gole del canyon che scorrono al di là del finestrino, rende l’esperienza davvero unica, un ponte tra passato e presente. 

La stessa libertà che Ricardo Flores Magón , leader intellettuale e rivoluzionario che, con le sue idee influenzò profondamente i movimenti contadini del nord, inclusi quelli guidati da Villa, condensò nella frase: “La libertà non si trova nei palazzi, ma nei campi, dove il sole bacia la terra”.

Infoutili

Lo Stato di Chihuahua, è il più grande della Repubblica Messicana, si dispiega come un’immensa distesa di contrasti e meraviglie naturali, un mosaico di deserti, canyon vertiginosi e montagne avvolte da pini odorosi.

Collocato nel nord del Paese, al confine con gli Stati Uniti, Chihuahua sembra plasmato per esaltare la potenza della natura e la resilienza dell’uomo che lo abita.

Con una superficie di oltre 247.000 chilometri quadrati, questo territorio incarna una duplice anima: quella arida e infuocata del deserto di Chihuahua e quella aspra e rigogliosa della Sierra Madre Occidentale.

Come arrivare: Con i voli della Turkish Airlines THY sino a Mexico City e con i voli interni della compagnia Viva.

Quando andare: Perfetto il periodo primaverile ed autunnale.

Clima: Il clima nel Chihuahua è temperato semi-arido, mite in inverno, ma con notti fredde, e caldo in estate.

Dove dormire: The Lodge: a Creel

El Mirador Grand Hotel: alla Barrancas del Cobre

Posada del Hidalgo: a El Fuerte

Fuso orario: Sette ore in meno dell’Italia.

Documenti: Il Passaporto in corso di validità.

Vaccini: Nessuna vaccinazione obbligatoria.

Lingua: Spagnolo

Religione: Cattolica

Valuta: Il Pesos messicano il valore è di circa 10 pesos un euro.

Elettricità: La corrente è a 220 volt con le prese piatte, serve quindi l’adattatore.

Abbigliamento: Pratico e leggero.

Link utili: Informazioni sui luoghi – Per organizzare il viaggio – Attività sportive alle Barrancas – Per ogni genere di informazione sul Messico o il sito.

Testo e foto di Mauro Parmesani|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com