Il 2025 sarà ricordato come l’anno del più grande pellegrinaggio e raduno spirituale della storia dell’umanità. È accaduto in India, a Prayagraj, attuale nome di Allahabad, capoluogo del distretto omonimo nello stato dell’Uttar Pradesh, dove si è svolto il Maha Kumbh Mela.
Testo di Nadia Ballini foto di Luca Bracali

Secondo le stime, tra il 14 gennaio e il 26 febbraio, in occasione del Maha Kumbh Mela, il più importante festival indù che si tiene ogni 12 anni a Prayagraj, sono confluiti in questa città di circa 900.000 abitanti, 660 milioni fra devoti, asceti e visitatori.
Qui, alla periferia della città, si trova il sacro Triveni Sangam, il punto di incontro tra i fiumi Gange e Yamuna con il metafisico fiume Saraswati. Questo luogo ha il potere di purificare ogni peccato e di richiamare folle di centinaia di milioni di fedeli.
Il Kumbh Mela tra spiritualità e leggenda

L’origine del Kumbh Mela è descritta nei Purāna, antichi testi sacri indù in lingua sanscrita. La leggenda tramanda che, durante una disputa tra dèi e demoni per il possesso di un’urna (kumbh) contenente l’elisir dell’immortalità (amrita), alcune gocce di questa essenza caddero a Prayagraj, Haridwar, Nashik e Ujjain, che divennero così siti sacri.
Tre sono i principali festival spirituali: il Purna Kumbh Mela, che si tiene ogni tre anni nelle quattro città sacre, l’Ardh Kumbh Mela, che si svolge ogni 6 anni, e il Maha Kumbh Mela che si celebra a Prayagraj dopo quattro Purna Kumbh Mela cioè ogni dodici anni.
Il ciclo di 12 anni è legato al movimento del pianeta Giove che quest’anno registra un periodo di allineamento con il Sole e la Luna. È un momento particolarmente propizio per i bagni rituali, ed è per questo motivo che il pellegrinaggio 2025 ha registrato una partecipazione così ampia.
A subire il fascino di questo immenso raduno spirituale fu anche lo scrittore Mark Twain che vi prese parte nel 1895, nel corso di un viaggio intorno al mondo, e impresse le sue osservazioni e sensazioni nel suo diario di viaggio.
La città temporanea e le sfide logistiche

La macchina organizzativa delle autorità indiane, per fronteggiare le criticità di questo raduno straordinario, è stata imponente.
Su una pianura alluvionale è stata allestita in circa due mesi una vera e propria città temporanea di circa 40 chilometri quadrati con infrastrutture su vasta scala: 150.000 tende, ospedali da campo, 30.000 servizi igienici, punti di ristoro, acqua potabile e elettricità per accogliere i milioni di pellegrini previsti.
Sono stati costruiti 30 ponti galleggianti per permettere ai devoti di attraversare l’area e messi a disposizione 13.000 treni.
Per sorvegliare il traffico pedonale sono state installate migliaia di telecamere dotate di intelligenza artificiale. Circa 50mila sono stati gli agenti impiegati per garantire la sicurezza nel periodo delle celebrazioni.
Nonostante ciò, il 29 gennaio, data nella quale sono stati presenti oltre 76 milioni di persone, un tragico incidente, dovuto alla calca, ha causato 30 vittime e 90 feriti.
L’episodio ha costretto le autorità indiane a variare repentinamente alcuni aspetti dell’organizzazione tenendo conto delle stime sul numero di persone in arrivo a Prayagraj nelle date successive al 29 gennaio.
La città è stata blindata e resa accessibile solo agli automezzi autorizzati. I ponti sono stati resi percorribili a senso unico e solo a piedi.
Alcuni provvedimenti hanno riguardato anche altre città sacre invase da migliaia di devoti provenienti da Prayagraj come Ayodhya, nella quale gli orari di apertura dei templi sono stati ampliati per evitare affollamenti, e Varanasi, dove per motivi di sicurezza sono stati chiusi i templi e, in alcune date, sospesa la suggestiva cerimonia del Ganga Aarti.
Viaggiatori al Kumbh Mela

Che prendere parte al festival sia un’esperienza straordinaria per ogni viaggiatore si comprende già dal viaggio da Delhi verso Prayagraj, sul Vande Bharat Express.
Il treno è gremito di pellegrini: ci sono tante famiglie con grandi bagagli e l’atmosfera sembra festosa. Arrivati alla stazione di Prayagraj si inizia a percepire ciò che sarà la costante del Kumbh Mela: una folla in continuo movimento.
Per arrivare nell’area delle celebrazioni è necessario prendere dei tuk tuk che si destreggiano abilmente in mezzo al traffico. Giunti nel punto chiave si rimane travolti dall’atmosfera della festa e ci si sente parte di questa celebrazione corale: è una sinfonia di colori e di gesti rituali.
I devoti affollano le sponde del fiume mentre il tramonto diffonde una luce quasi magica. C’è chi si immerge nelle acque sacre, chi accende candele, chi medita, chi prega.
I ponti mobili sono affollati da una umanità silenziosa in cammino verso la purificazione con bagagli tenuti in equilibrio sul capo per poter trascorrere la notte al campo e fare il bagno purificatore nelle prime ore del mattino.
I Sadhu: oltre il mondo materiale

I Sadhu, termine che deriva dal sanscrito e significa “buono” o “santo”, sono asceti o individui che hanno abbandonato la loro famiglia e rinunciato ai beni materiali per dedicarsi alla meditazione e alla contemplazione del divino.
Sono figure presenti in India da migliaia di anni e, non possedendo nulla, si nutrono con cibo donato dai devoti. Alcuni indossano tuniche, mentre i Shivaïti hanno il corpo cosparso di cenere e, come Shiva, portano i capelli molto lunghi. I segni che hanno sulla fronte o il colore degli abiti rimandano alla divinità oggetto della loro venerazione.
Appartengono a una setta estrema i Sadhu Aghori: si dice che pratichino rituali fuori dal comune quali cibarsi di carne umana e, per questo, sarebbero considerati fra gli ultimi cannibali sulla terra.
Durante il Kumbh Mela, i Sadhu confluiscono nelle città sacre a decine di migliaia e quando il sole sorge si spostano a gruppi in processione per immergersi nel fiume. Sono le figure più enigmatiche dei Kumbh Mela e gli elementi cardine delle celebrazioni: guidano i rituali e impartiscono insegnamenti e benedizioni ai pellegrini.
Varanasi, l’anima spirituale dell’India

Questa località dall’atmosfera magica sulle rive del Gange è una delle più antiche città al mondo ancora abitate e fra le più sacre per l’induismo.
Le sue radici risalgono a oltre 3000 anni or sono e il nome della città è citato anche negli antichi testi sacri come il Mahābhārata e i Veda.
La leggenda vuole che Varanasi sia stata fondata dallo stesso dio Shiva e che questo l’abbia resa uno dei luoghi più sacri dell’induismo. Ogni fedele deve recarsi qui almeno una volta nella vita e immergersi nelle sacre acque del Gange da almeno cinque ghat (scalinate) diversi.
Secondo l’induismo, la riva occidentale del Gange a Varanasi è l’unico luogo della terra nel quale gli Dei permettono agli uomini di sfuggire al Saṃsāra, l’eterno ciclo di morte e di rinascita.
È per questo motivo che, da secoli, milioni di induisti scelgono di morire qui e ogni fedele desidera che le proprie ceneri siano sparse nel Gange per ottenere la Moksha, la liberazione dal ciclo delle rinascite e il raggiungimento della salvezza.
Qui le pire per la cremazione ardono ventiquattro ore su ventiquattro in due ghat crematori: l’Harischchandra, più piccolo, e il Manikarnika, il principale.
Sui ghat, le scalinate che digradano verso il fiume alle quali si accede percorrendo un dedalo di vicoli, si svolgono i rituali legati alla vita e alla morte.
Il periodo del Kumbh Mela ha portato nella città sacra milioni di devoti e di Sadhu che, in un tripudio di colori, hanno affollato i vicoli e i ghat per i bagni rituali.
Un’esperienza mistica irripetibile, visibile navigando sul Gange all’alba, quando il sole nascente illumina la città che prende vita lungo fiume, dove si immergono migliaia di fedeli.
Informazioni utili:
Sul sito del Turismo indiano si trovano molte informazioni e idee di viaggio sulle tutte le destinazioni indiane. Un viaggio in India offre un’esperienza unica tra cultura millenaria, fauna selvatica, spiritualità e tradizioni affascinanti.
Come arrivare:
L’India ha molti aeroporti internazionali ben collegati con l’Europa. I principali ingressi per i viaggiatori sono gli aeroporti di Nuova Delhi (DEL), Mumbai (BOM), Bangalore (BLR), Kolkata (CCU) e Chennai (MAA). Voli diretti o con scalo per l’India sono operati da compagnie aeree quali Air India, Emirates, Qatar Airways, Lufthansa e Turkish Airlines. La città di Prayagraj, sede del Maha Kumbh Mela, è servita da un aeroporto e collegata a Delhi con voli diretti. È possibile raggiungere la città da Delhi anche con il treno e su strada attraverso strade nazionali e statali.
Quando andare:
Data la sua estensione, l’India ha un clima molto vario. Il periodo migliore per visitarla è tra ottobre e marzo, quando le temperature sono più miti. Nelle zone montuose dell’Himalaya il periodo ideale va da aprile a giugno, mentre il sud è gradevole durante l’inverno.
Dove dormire:
L’India offre una vasta gamma di sistemazioni per tutte le esigenze: hotel di lusso, boutique hotel, resort, ostelli e guesthouse.
Dove mangiare:
La cucina indiana è molto variegata e risente delle influenze regionali. In linea generale la cucina del nord fa uso di carni ed è meno speziata, quella del sud è vegetariana e più speziata. Nelle città principali è possibile trovare ristoranti sia con piatti tradizionali sia internazionali. In India è popolare anche lo street food con cibi speziati e saporiti.
Fuso orario:
Quattro ore e trenta minuti in avanti rispetto all’Italia durante l’ora solare; e tre ore e trenta minuti in avanti durante l’ora legale.
Documenti:
Per entrare in India, è necessario un passaporto con validità residua di almeno 6 mesi. Inoltre
i cittadini italiani che intendono visitare l’India per turismo devono effettuare una richiesta di e-Visa online da richiedere e pagare non prima di 28 giorni e, al più tardi, entro 5 giorni dalla partenza.
Vaccini:
Non sono richiesti vaccini obbligatori, ma sono raccomandati quelli contro la Febbre tifoide, l’Epatite A e B e la febbre gialla, obbligatorio solo se si proviene da Paesi a rischio.
Lingua:
La lingua ufficiale è l’hindi mentre inglese è ampiamente diffuso. Il paese ha oltre 20 lingue riconosciute, tra cui bengalese, tamil, marathi e urdu.
Religione:
La religione predominante è l’induismo (circa l’80%), seguito da islam, cristianesimo, sikhismo, buddhismo e jainismo.
Valuta:
La valuta ufficiale è la Rupia Indiana (INR). Le carte di credito sono accettate nelle città, mentre nei piccoli centri è utile avere contanti. Al valore attuale 1 Euro corrisponde a circa 90 Rupie.
Elettricità:
Prese di tipo C, D e M con tensione di 230V. È utile portare adattatore universale.
Abbigliamento:
Abiti leggeri e traspiranti per il giorno. Capi più pesanti per la sera e le zone montuose. Nei luoghi sacri è necessario vestirsi in modo decoroso e rispettoso.
Shopping:
L’India è nota, tra gli altri, per una grande scelta di tessuti (sari, pashmine), gioielli in argento e pietre preziose, spezie e artigianato. Cercate di evitare la paccottiglia cinese presente sulle bancarelle di ogni mercato indiano.
Suggerimenti:
Evitare di bere acqua del rubinetto, bibite con ghiaccio e usare mezzi di trasporto sicuri e affidabili.
Eventi:
Tra le feste principali sono annoverate: Holi Festival (marzo), Diwali (ottobre/novembre), Kumbh Mela.
Testo di Nadia Ballini e foto di Luca Bracali|Riproduzione riservata © Latitudeslife.com






































