Dalla visione di Olivetti al patrimonio UNESCO, un viaggio tra architettura industriale, storia operaia e sapori autentici di questo angolo di Piemonte.

Testo di Sonja Vietto Ramus foto di Massimo Valentini e S. Vietto Ramus

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Lo scalone del Palazzo uffici Olivetti a Ivrea @Sonja Vietto Ramus

Fondata dai Romani, dominata dai Savoia, reinventata da Olivetti. Nel cuore del Canavese, Ivrea -l’antica Eporedia- sorprende per le sue mille anime.

Circondata da uno degli Anfiteatri Morenici più spettacolari d’Europa, modellato dal ritiro del ghiacciaio Balteo, la città si svela tra dolci colline e laghi cristallini.

Con origini che risalgono al 100 a.C., questa località conserva ancora oggi un forte legame con la sua tradizione equestre, celebrata ogni anno nella festa di San Savino.

Il centro storico, raccolto e vivace, invita a passeggiare tra vicoli medievali, piazze, monumenti e il rinnovato Museo Civico Pier Alessandro Garda.

Ma è lungo via Jervis che Ivrea racconta la sua storia più originale: quella della Città industriale del XX secolo, nata tra gli anni ’30 e ’60 sotto la guida visionaria di Adriano Olivetti, secondogenito di quel Camillo che nel 1908 fondò a Ivrea la “prima fabbrica italiana di macchine per scrivere”, scegliendo personalmente i suoi dipendenti fra i contadini canavesani.

Qui, alle porte di Torino, architettura e impresa si intrecciano in un progetto sociale unico, realizzato con il contributo dei più importanti architetti italiani dell’epoca.

Un modello moderno, inclusivo e a misura d’uomo, riconosciuto nel 2018 come Patrimonio Mondiale UNESCO. “Ivrea non è stata solo una città di fabbriche ma anche il laboratorio di un’idea rivoluzionaria. Adriano Olivetti immaginò un luogo dove lavoro, cultura, architettura e benessere potessero convivere in armonia. Il risultato è visibile tutt’oggi, lungo la celebre via Jervis e nei quartieri che ospitano edifici firmati da grandi nomi dell’architettura italiana. Questa città è un raro esempio in cui la modernità industriale non ha cancellato l’umanità, ma l’ha progettata”, spiega Filippo Ghisi, Site Manager del Sito Ivrea Città Industriale del XX secolo.

Oggi, il capoluogo del Canavese è una meta viva e dinamica. Lo dimostrano eventi come lo Storico Carnevale con la Battaglia delle Arance, ma anche festival culturali di richiamo nazionale come La Grande Invasione, Open Papyrus Jazz Festival e Apolide.

Tra una visita e l’altra (purtroppo, non tutti gli edifici del Patrimonio UNESCO sono accessibili essendo di proprietà privata) conviene concedersi una sosta a tavola, per scoprire i sapori autentici del territorio: vini pregiati, prodotti locali e una cucina che fonde tradizione e creatività.

Centro visitatori, chiave del progetto Olivetti

Per orientarsi tra storia industriale, architettura d’autore e spirito olivettiano, la prima tappa ideale è il Visitor Centre, nel cuore del sito UNESCO.

Accogliente e immerso nell’atmosfera unica di Ivrea, questo spazio (via Jervis 11) rappresenta l’ingresso privilegiato alla città dove industria, cultura e innovazione sociale si fondono alla perfezione.

Qui, un allestimento coinvolgente introduce all’universo Olivetti attraverso installazioni visive, racconti e mappe interattive. Si respira lo spirito di una comunità che ha saputo immaginare il futuro, unendo lavoro, bellezza e dignità umana.

Appassionati di architettura e viaggiatori curiosi troveranno spunti e itinerari per un’esperienza autentica, tra fabbriche trasformate, paesaggi culturali e storie straordinarie.

Le Officine ICO: cuore industriale e sociale

Camminando lungo via Jervis, che Le Corbusier definì “la via più bella al mondo”, si incontrano le Officine ICO, simbolo dell’Ivrea olivettiana e tra i più noti esempi di architettura industriale del Novecento.

Tutto ebbe inizio con la Fabbrica dei Mattoni Rossi, primo nucleo produttivo Olivetti, poi ampliata in diverse fasi fino a diventare una vera e propria “fabbrica sociale”. Progettate per dialogare con la città e il territorio, le Officine non erano solo luoghi di lavoro, ma spazi di comunità, dove l’impresa metteva al centro l’essere umano.

Fino al 1955 furono il cuore della produzione Olivetti; poi ospitarono uffici fino agli anni ’90. Oggi, l’imponente struttura racconta ancora una storia di visione, tecnologia e umanità.

Design che ispira: il Palazzo Uffici Olivetti

Progettato negli anni ’50-’60 da Fiocchi, Bernasconi e Nizzoli, il Palazzo Uffici Olivetti è un’icona di design industriale. Al centro dell’edificio spicca uno scalone monumentale, illuminato da un lucernario in vetro di Murano che diffonde una luce calda e avvolgente.

Gli interni, curati nei minimi dettagli con materiali pregiati, incarnano perfettamente la filosofia dell’azienda: funzionalità, eleganza e ispirazione. Un capolavoro che continua a raccontare l’identità profonda della città.

Talponia e le Case Olivetti: abitare il futuro

Tra gli esempi più visionari dell’architettura olivettiana spicca Talponia, l’Unità Residenziale Ovest progettata nel 1968 da Gabetti e Oreglia d’Isola.

Immersa nel verde e integrata nel paesaggio, la struttura semicircolare e semi-interrata ospita 81 appartamenti dotati di caratteristiche cupole in plexiglass sul tetto.

Pensata per l’accoglienza temporanea dei dipendenti, unisce sostenibilità e funzionalità. Accanto, le Case Olivetti rappresentano un altro pilastro della visione umanistica dell’impresa.

Tra il 1939 e il 1941 Figini e Pollini progettarono abitazioni per operai dal design razionale e attento al benessere: tetti piani, facciate bianche, giardini privati e, dal 1951, persino autorimesse.

Poco dopo, tra il 1948 e il 1952, Nizzoli e Oliveri firmarono le case unifamiliari per i dirigenti, sempre all’insegna del comfort e della qualità architettonica.

Queste residenze, semplici solo all’apparenza, racchiudono un’idea rivoluzionaria: costruire bellezza e qualità della vita per tutti. Un’eredità che rende Ivrea un modello unico di città industriale a misura d’uomo.

Il castello rosso (quasi) senza tetto e la cattedrale millenaria

Ma Ivrea non è solo città del futuro: accanto all’architettura d’avanguardia dell’epoca olivettiana, il centro storico racconta un passato di potere e spiritualità.

A partire dal suo castello. Imponente e affascinante, la fortezza domina la città con tre torri in mattoni rossi. Fu costruita nel 1357 da Amedeo VI di Savoia per affermare il controllo sabaudo sul Canavese.

La quarta torre esplose nel 1676 e non venne mai ricostruita, conferendo al castello il suo profilo inconfondibile. Dopo anni di chiusura, è oggi visitabile in occasioni speciali (prenotazioni su kalata.it): si esplorano cortile, celle carcerarie e camminamenti panoramici, con vista sull’Anfiteatro Morenico e la Valle d’Aosta.

A pochi passi, la Cattedrale di Santa Maria Assunta racconta secoli di fede e architettura. Edificata sull’antica acropoli romana, unisce elementi romanici, barocchi e neoclassici. Nella cripta si conservano un sarcofago romano del I secolo e un’ara votiva dedicata a Giove Ottimo Massimo.

Fu il vescovo Warmondo, nel X secolo, a volere una chiesa così solenne per contrastare il potere di Arduino, futuro re d’Italia.

Arte religiosa e patrimonio Olivetti

Il cuore della città ospita anche la chiesa quattrocentesca di San Bernardino dove affreschi tardo gotici raccontano la Vita e Passione di Cristo. Oggi è gestita dall’Associazione Spille d’Oro Olivetti, nata da ex dipendenti dell’azienda (la spilla d’oro veniva consegnata a chi vi aveva lavorato per 25 anni) e impegnata nella valorizzazione dei luoghi simbolici del territorio eporediese. Il complesso è stato donato nel 2023 al FAI, che ne curerà il restauro.

Pochi minuti a piedi ed ecco il Museo Tecnologic@mente che celebra l’ingegno Olivetti con un viaggio tra la Lettera 22, la Valentine e Programma 101, il primo personal computer da tavolo al mondo.

È un museo interattivo che unisce didattica e scoperta, dove passato e futuro si incontrano. Anche Villa Casana racconta l’anima Olivetti. Oggi sede dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, conserva documenti, disegni, fotografie e testimonianze che narrano oltre un secolo di cultura industriale e umanistica. Dai primi progetti di fabbrica del 1895 fino alle storie delle famiglie e dei lavoratori, è un luogo vivo di memoria e visione. L’Associazione gestisce anche la mostra permanente “Olivetti #StoriaDiInnovazione” visitabile su prenotazione.

Musei sorprendenti e cinema d’impresa

Nella centralissima piazza Ottinetti, il Museo Civico Pier Alessandro Garda custodisce una delle più importanti collezioni giapponesi d’Italia – con armature, lacche, ceramiche e tessuti – frutto delle donazioni dell’erudito Garda.

Oltre all’Oriente, il museo offre anche un’interessante sezione archeologica e artistica legata alla storia del Canavese. Nel quartiere operaio di Canton Vesco, l’ex asilo Olivetti ospita invece l’Archivio Nazionale Cinema Impresa: 82.000 rulli di film industriali, documentari e spot pubblicitari che raccontano l’evoluzione del lavoro e della tecnologia italiana. Un archivio unico, visitabile su prenotazione, con proiezioni e rassegne.

Sulla Dora, a ritmo lento. E bon!

Per chi cerca natura e relax, il rafting dolce lungo la Dora Baltea è un’esperienza da non perdere. Il tratto da Montalto Dora a Baio-Ivrea è perfetto anche per famiglie e principianti: guide esperte dell’Eporedia Rafting Center (ivreacanoaclub.info) accompagnano i visitatori in un percorso sicuro e suggestivo, con sosta all’Isola dei Conigli.

Sono disponibili anche discese al chiaro di luna, lo “Spritz Raft”, corsi di canoa e tour personalizzati per scoprire Ivrea da un punto di vista diverso, galleggiando dolcemente tra storia e paesaggio.

Infoutili

Come arrivare:

Ivrea è facilmente accessibile tramite la tangenziale A55 di Torino, collegata a 5 autostrade principali (A4, A5, A6, A21, A32). È servita da una fitta rete di strade statali e collegamenti bus e treni da Torino e altre città. L’Aeroporto Sandro Pertini, a Caselle Torinese (Torino), è il principale scalo aereo della zona (si trova a circa 40 km da Ivrea).

Quando andare:

Il periodo migliore per visitare Ivrea è tra aprile e ottobre, quando il clima è mite e ideale per esplorazioni all’aperto. Ma la città offre esperienze affascinanti in ogni stagione, con musei, luoghi storici e cultura da vivere tutto l’anno.

Dove dormire:

3T Boutique Hotel (3thotel.it). Hotel 4* eco-sostenibile nel cuore di Ivrea, con vista sul Castello e il Mombarone. 30 camere e suite moderne e confortevoli, perfette per soggiorni di lavoro o relax. XO Lounge Bar con cucina piemontese e mediterranea, dehor bioclimatico e struttura in legno, antisismica ed ecologica.

Dove mangiare:

La Gusteria (Facebook: La Gusteria). Qui i sapori raccontano storie di tradizione e passione. Pastificio artigianale, gastronomia, degustazione e B&B, propone pasta fresca e specialità locali preparate con cura, da gustare sul posto o portare a casa. Tra i protagonisti: agnolotti alla Canavesana al sugo d’arrosto, tajarin, lasagne, crespelle, gnocchi di patate e la delicata crema di ajucche (erbe spontanee di montagna).

Osteria San Maurizio (osteria-sanmaurizio.it). Tra le pietre antiche del rione San Maurizio e a due passi dal Ponte Romano, questo locale storico porta in tavola la tradizione piemontese in un’atmosfera calda e accogliente. Da assaggiare: vitello tonnato, plin al brasato di Fassona e sugo d’arrosto, parmigiana (che guarda ad oriente!), tiramisù (a maniera dello chef!) e meringa con gel di zenzero, lime e frutti rossi.

Radici Cucina Genuina (Facebook: Radici Cucina Genuina). In questo locale, la tradizione incontra la creatività, con ingredienti stagionali trasformati in esperienze sensoriali uniche. I plin ripieni di arrosto con fondo bruno, il polpo croccante su crema di patate affumicate e le proposte vegane curate nel dettaglio raccontano storie di terra e passione. Imperdibili anche i dolci artigianali. Il sorriso del personale e i profumi dei piatti fanno sentire a casa, ma con un tocco in più.

GiuLiVa (giuliva.it). Il nome è già una promessa di leggerezza e simpatia oltre che un anagramma (Vado lì da Giulia) che ne racconta l’anima giovane (a gestirlo sono tre giovani e simpatiche chef). In stile bakery nordica, questo angolo accogliente di Ivrea profuma di croissant caldi, paste fresche e piatti ispirati all’Asia ma radicati nel Piemonte. Da non perdere (fra le tante sfiziosità): sandwich Trota (pane in cassetta con trota salmonata, maionese al miso, insalata, cavolo viola marinato e salsa Sriracha) e panzanella tonno e carciofini.

La Direzione del Benessere (ladirezionedelbenessere.com). Più di 300 mq dove gusto e salute si mescolano ogni giorno. Colazioni leggere, pranzi equilibrati per ogni esigenza (veg, proteici, gluten free) e dolci del pomeriggio: tutto è pensato per offrire una pausa piacevole, con ingredienti selezionati e una filosofia orientata al benessere.

Ufficio del Turismo di Ivrea:

Piazza Ottinetti. Aperto da martedì a domenica con orario 9/13 e 15/18. Chiuso il lunedì e le festività.

Link utili:

turismotorino.org è il portale ufficiale per scoprire Ivrea e il Canavese: eventi, luoghi da visitare, itinerari, natura, cultura e sapori locali in un’unica guida per vivere al meglio il territorio.

ivreacittaindustriale.it è il sito ufficiale dedicato a Ivrea Città Industriale del XX secolo, patrimonio UNESCO: racconta la storia, i luoghi e l’eredità culturale e architettonica del progetto olivettiano.